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«In principio di questa storia c’è la città. La città è una città piuttosto piccola che grande, piuttosto brutta che bella, piuttosto sfortunata che fortunata e però e nonostante tutto questo che s’è appena detto, piuttosto felice che infelice. Era – ed è – collocata in una grande pianura, su una sorta di dosso formato, qualche milione di anni fa, dal moto delle maree o dai sedimenti dei fiumi di un mondo ancora inconsapevole delle nostre vicende, ancora beato dei suoi dinosauri e delle sue felci grandi come alberi; e si affaccia su un orizzonte di montagne cariche di neve come sulle quinte di un immenso palcoscenico, in un paesaggio che gli Dei hanno voluto sistemare in questo modo, perché fosse il loro teatro».

(Sebastiano Vassalli, Cuore di pietra, 1996)

novara

NOVARA – Nella mattinata di ieri sul palco del Coccia allestito con la scenografia di Madama Butterfly (opera che debutterà fra una decina di giorni nel nuovo teatro all’aperto di Verbania Il Maggiore e chiuderà il cartellone di lirica a Novara nel 2017) è stata presentata alla stampa e alle autorità la prossima stagione teatrale, come sempre ricca e per tutti i gusti.

Dopo il saluto del neosindaco Alessandro Canelli – che attualmente ricopre anche l’incarico di Assessore alla Cultura e che ha confermato di voler mantenere Renata Rapetti nel ruolo di Direttrice Artistica del Coccia, riconoscendone il gran lavoro fatto negli ultimi cinque anni e soprattutto l’alto livello delle stagioni organizzate con ben pochi soldi e con uno staff decisamente ridotto rispetto ai numeri del personale di altri teatri di tradizione – ha preso la parola appunto Renata Rapetti, che dopo i ringraziamenti di rito ha illustrato il cartellone.

Un programma molto interessante e stimolante con grandi nomi ed appuntamenti di prim’ordine, che confermano la volontà di fare sempre meglio e di aumentare ulteriormente il prestigio acquisito dal Coccia nel corso degli anni.

stagione 16-17 coccia

Dall’Aida, che inaugurerà la stagione e verrà trasmessa in diretta sul canale Sky Classica HD con una regia (di Piero Maranghi e Paolo Gavazzeni) pensata sia per il teatro sia per la televisione al Così fan tutte coprodotto insieme al Festival dei 2Mondi di Spoleto che vanta scene e costumi dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.

Per la danza si avrà la tradizione con Cenerentola del Balletto di Mosca La Classique («senza orchestra dal vivo poiché le finanze del teatro non lo permettono e come del resto accade anche negli altri teatri di tradizione», ci tiene a precisare la direttrice) e il contemporaneo con Romeo y Julieta Tango della Compagnia Naturalis Labor.

Ben sette i titoli di prosa: citiamo Qualcuno volò sul nido del cuculo per la regia di Alessandro Gassmann, spettacolo che ha riscosso molto successo in giro per l’Italia nella scorsa stagione, Macbeth con Franco Branciaroli, Casa di bambola con Filippo Timi, che verrà riallestito e provato al Coccia, Una giornata particolare dedicato al Maestro Ettore Scola.

Per il cartellone “Varie-Età” si partirà, grazie alla collaborazione di Showbees, con Les Ballets de Trockadero de Montecarlo, spettacolo scherzoso sul balletto classico tradizionale presentato in parodia en travesti, e si terminerà con il musical di Elton John Billy Elliot, passando per il debutto nazionale di American Idiot su musiche dei Green Day prodotto dalla STM – Scuola del Teatro Musicale, che ha sede al Piccolo Coccia, e per il nuovo spettacolo di Massimo Ranieri su Raffaele Viviani Caffè del porto.

Risate assicurate con gli spettacoli proposti per “Comico d’Autore”, tra cui spicca Matti da slegare con Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti.

Si parte con il botto anche negli “Eventi fuori stagione”: il 21 ottobre il palco sarà di Ezio Bosso, contattato dal Coccia ben prima dell’exploit di Sanremo, e poi a dicembre il debutto assoluto dell’opera contemporanea La rivale, tratta dal racconto di Eric-Emmanuel Schmitt e incentrata sulla rivalità tra una grande soprano (liberamente ispirata a Renata Tebaldi) e la divina Maria Callas. Capodanno si festeggerà ancora con Corrado Abbati, che porterà una nuova versione del musical Sissi (già presentato a Novara una decina di anni fa) ovviamente basato sull’omonimo film.

Non mancheranno spettacoli rivolti alle famiglie la domenica pomeriggio e gli appuntamenti del cartellone “Aperitivo in… jazz” realizzato in collaborazione con Novara Jazz, fra cui si segnala un concerto dedicato a Michel Petrucciani.

Al termine della conferenza stampa la parola è stata data al direttore d’orchestra Matteo Beltrami, fresco di nomina a Direttore Musicale del Coccia, incarico che ricopre in maniera del tutto gratuita così come Renato Bonajuto, il quale da cinque anni gestisce la Segreteria Artistica e sarà il regista della Madama Butterfly che appunto vedremo l’anno prossimo a Novara.

Il programma completo e ulteriori informazioni si possono trovare sul sito www.fondazioneteatrococcia.it.

E in attesa che inizi la nuova stagione del Coccia, gli amanti del teatro stasera alle 20.00 possono trovarsi al Faraggiana per la prima assemblea del nuovo consiglio comunale: una bella occasione per ammirare il nuovo teatro che aprirà i battenti a settembre.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Giovedì, 6 agosto alle ore 21.30 nella Sala Ipogea della Copertina IL GIOVANE STREHLERMediateca Montanari in Piazza Amiani a Fano (PU) presenterò il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano all’interno della rassegna La bella estate.
Un nuovo appuntamento per questo saggio, che ad oggi si è guadagnato l’attenzione di appassionati ed esperti del settore nonché recensioni e segnalazioni su testate come «Corriere della Sera», «Sipario» e «Hystrio» (che potete trovare, insieme a tutte le altre uscite, nella sezione Rassegna stampa).

Fano e il suo Teatro della Fortuna vengono inoltre nominati all’interno del mio libro poiché, proprio nei primi anni Quaranta, furono luogo di incontri che avrebbero segnato la storia del futuro Piccolo Teatro di Milano… Per scoprirne di più, dunque, vi aspetto il 6 agosto!

 

Clarissa Egle Mambrini

Joséphine Baker

Joséphine Baker

NOVARA – Joséphine Baker (1906-1975), artista e donna che ha attraversato il secolo scorso lasciando ovunque tracce indelebili del proprio passaggio (si esibì anche a Novara nel 1932 e nel 1969), sarà celebrata mercoledì 10 dicembre, Giornata Mondiale dei Diritti Umani, con uno spettacolo pop multimediale ideato e scritto dall’artista Maria Olivero – che vanta collaborazioni internazionali come cantautrice e musicista – dal titolo Joséphine Baker – Il mio cuore batte ancora, ispirato al libro Miele e Kerosene di Luca De Antonis, romanzo biografico sulla cantante e ballerina frutto di un meticoloso e appassionato lavoro di ricerca (Paola Caramella Editrice, 2009).

Lo spettacolo si terrà alle ore 21.00 all’Auditorium dell’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini in via Rivolta ed è uno dei vari eventi del “TODAY FESTIVAL”, un progetto di spettacoli e cultura, creatività e didattica che valorizza l’ideale relazione tra Musica d’Insieme, Scuola e Città, nella promozione dei Diritti Umani e della Giustizia Sociale.

Amica di Frida Kahlo, la “Venere Nera” – come fu ribattezzata la Baker – fu la musa di maestri della cultura del Novecento come Francis Scott Fitzgerald, Pablo Picasso, Georges Simenon e Christian Dior. Diede scandalo per le sue esibizioni a seno nudo (celebre il suo gonnellino di banane) nella Parigi degli anni ’20; fu un’eroina della Resistenza francese nella Seconda Guerra Mondiale e per questo insignita in Francia della Legione d’Onore; inseguì il sogno della fratellanza universale adottando 12 bambini orfani provenienti da ogni parte del mondo, la “Tribù Arcobaleno”; parlò alla marcia su Washington di Martin Luther King nel 1963.

Emozioni contrastanti, un vissuto controverso, una bilancia mai in equilibrio. La vita di Joséphine Baker corre lungo una strada di grandi successi e grandi fallimenti, grandi amori e grandi perdite. Come il miele e il kerosene, si confrontano gli estremi: America e Francia, razzismo e libertà, povertà e ricchezza, nostalgia e avventura.

Maria Olivero ne ha tratto un lavoro pop multimediale, con musiche originali e canzoni da lei composte e interpretate, su testi di Elena Maro. Uno spettacolo coinvolgente, nel quale la voce di Joséphine sarà rappresentata dal theremin di Giulia Riboli, strumento che evoca atmosfere magiche che attraversano il tempo.

Le fotografie in bianco e nero di Stefano Ceretti, insieme a immagini di repertorio sottolineano i contrasti e fanno da sfondo. Luca De Antonis racconta la vita di Joséphine in sei momenti intercalati dalle sei canzoni originali: Still my heart beatsAnd the ocean in betweenI wanna make itCoin tossingI can flySome (Josie’s prayer).

 

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’ASSOCIAZIONE RI-NASCITA al 334.6647702. Biglietti a € 15,00.

 

Bozzetti per la locandina a cura degli studenti della  III B del Liceo Artistico Casorati di Novara

Bozzetti per la locandina a cura degli studenti della III B del Liceo Artistico Casorati di Novara

 

Mercoledì, 10 dicembre 2014 – Ore 21.00
Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini – Via Rivolta, Novara

JOSEPHINE BAKER – IL MIO CUORE BATTE ANCORA
di Maria Olivero, tratto dal romanzo Miele e Kerosene di Luca De Antonis

MARIA OLIVERO – voce, chitarra acustica, tastiere
LUCA DE ANTONIS – Soggetto, narratore
ELENA FERRARI – Voce recitante
GIULIA RIBOLI – Theremin, Kaossilator
ANDREA SPILINGA – Tastiere
ERICA BARUSCO – Backvocals

MULTIMEDIALE a cura di
LUCA DE ANTONIS, MARIA OLIVEROSTEFANO CERETTI

Con la partecipazione straordinaria di
ITALO COLOMBO – Armonica
CAROLINA TONCO – Violino

 

Clarissa Egle Mambrini

 

A poco più di un anno dalla pubblicazione, il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano continua il suo viaggio.Copertina IL GIOVANE STREHLER
Dopo averlo portato a Vercelli nel mese di ottobre (senza contare le presentazioni dello scorso inverno fra Novara, Trieste e Mortara), è la volta adesso di una tappa molto importante: MILANO. Venerdì, 21 novembre, infatti, sarò ospite della Libreria dello Spettacolo, situata in Via Terraggio 11, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio e dall’Università Cattolica. La presentazione, alla quale parteciperà anche il professor Guido Michelone e che sarà condotta dalla giornalista Laura Frigerio, avrà inizio alle ore 18.30.

Con il professor Guido Michelone alla Mondadori di Vercelli lo scorso 19 ottobre

Con il professor Guido Michelone alla Mondadori di Vercelli lo scorso 19 ottobre

Non è però questo l’unico appuntamento. La settimana successiva, più precisamente venerdì, 28 novembre alle ore 18.00, tornerò a Mortara (PV), che mi aveva accolta ai primi di febbraio per una lezione su Strehler che tenni alla Biblioteca Civica “Francesco Pezza”. Ora invece presenterò il libro alla Libreria Le mille e una pagina, in Corso Garibaldi 7.

Durante la lezione tenuta nel mese di febbraio alla biblioteca di Mortara (PV)

Durante la lezione tenuta nel mese di febbraio alla biblioteca di Mortara (PV)

Nel frattempo, prima di questi due eventi dal vivo, potrete seguirmi in televisione e alla radio. Lunedì 17 novembre, infatti, dalle 15.45 circa sarò ospite della trasmissione di Telelombardia Milano per voi, in diretta su Milanow (canale 191 del digitale terrestre), mentre mercoledì 19 novembre alle 10.00 mi potrete ascoltare dai microfoni di RadiOrizzonti in Blu (anche in streaming sul sito).

Durante un'intervista televisiva per un'emittente locale a novembre 2013

Durante un’intervista televisiva per un’emittente locale a novembre 2013

In occasione delle due presentazioni sarà ovviamente possibile acquistare il volume, che è disponibile su richiesta in oltre 4.000 librerie in tutta Italia e in vendita on line sulla vetrina del sito di Lampi di stampa e sui migliori siti come ibs.it, libreriauniversitaria.it, lafeltrinelli.it, hoepli.it, ecc.
Se invece volete andare sul sicuro, trovate alcune copie nei seguenti punti vendita:
Libreria Lazzarelli (Novara)
IBS.it (Novara)
Libreria La Talpa (Novara)
Mondadori Bookstore (Vercelli)
Abook Piccolo Teatro (Milano)
Libreria dello Spettacolo (Milano)
Milano Libri (Milano)
Libreria Minerva (Trieste)

 

NOVARA – Lo scorso 13 settembre, in occasione della serata di apertura della nuova stagione dell’Associazione RI-NASCITA, ho avuto modo di conoscere una nuova band  novarese, i Pop James, composta da Giulio Tosatti (vibrafono, percussioni), Benedetto Degli Innocenti (basso), Konstantin Gukov (chitarra), Riccardo Milo (voce).
Quattro giovani musicisti, conosciutisi sui banchi di scuola o attraverso amici comuni e provenienti da diverse esperienze (c’è chi ha una formazione accademica ed è discendente di una famiglia di musicisti e c’è chi invece è un autodidatta, ma tutti hanno già suonato in altri gruppi), che circa due anni fa hanno dato vita a questa nuova realtà: «Inizialmente era “solo” un progetto. Come vero e proprio gruppo che tiene concerti esistiamo da un anno, prima c’è stata una lunga fase preparatoria anche per mettere insieme le differenti componenti che ci caratterizzano», spiega Giulio.

Foto di Stefano Nai

Foto di Stefano Nai

Ma che musica fanno i Pop James? Attraversano vari generi: dall’elettronica all’acustica, dal chill out alle danze con sonorità africane e caraibiche, toccando anche il progressive e il post rock. «Generalmente eseguiamo concerti elettronici ed in spazi piuttosto ampi. Quello di questa sera è il nostro primo concerto acustico, per di più in un ambiente così intimo e raccolto… Un esperimento per noi, che però ci sta piacendo molto. Diciamo che, non essendoci di mezzo l’elettronica, c’è meno preoccupazione riguardo ad eventuali inconvenienti tecnici che possono capitare durante l’esecuzione e personalmente la cosa mi permette di godermi di più l’evento», ammette Giulio.
«Sì e poi qui, con il pubblico così vicino, c’è un’energia pazzesca!», afferma Riccardo.

Un’energia percepita pure dai soci di RI-NASCITA, che si sono lasciati trasportare dalla loro musica variegata ed elegante seguendo il concerto con partecipazione e concedendosi anche, ad un certo punto, qualche passo di danza.

Perché Pop James? «In onore di Bob James, considerato uno dei padri fondatori dello smooth jazz. È stato Giulio a farcelo conoscere ed apprezzare e così, cercando il nome per il nostro gruppo, abbiamo pensato a lui», ci svela Benedetto.

L’agenda di questa band è ad oggi fitta di impegni, a dimostrazione del crescente e meritato successo che sta ottenendo.
«Per noi, soprattutto adesso che ci dobbiamo far conoscere, è importante suonare il più possibile ad ogni occasione e concentrarci quindi sulle esibizioni dal vivo. Abbiamo comunque realizzato un EP, dal titolo 001, e ne abbiamo in programma un altro. Intanto però i nostri brani sono scaricabili in free download sul sito».

Non resta dunque che augurare tutto il meglio ai Pop James per una lunga e luminosa carriera. Per rimanere aggiornati, basta cliccare “Mi piace” sulla loro pagina Facebook: non lasciatevi scappare l’occasione di sentirli dal vivo.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

VERCELLI – A quasi un anno dall’uscita, domenica 19 ottobre alle ore 18.00 presso la Libreria Mondadori in Via Cavour, 4 a Vercelli presenterò il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano, pubblicato da Lampi di stampa.

Copertina IL GIOVANE STREHLER

Sarà l’occasione per celebrare il primo anno di vita di questo saggio a cui ho dedicato tanto tempo e tanta passione, che è stata una bellissima avventura e continua ad esserlo, grazie al quale ho avuto modo di visitare Trieste, imperiale e malinconica, e di conoscere molte persone interessanti, che con affetto mi seguono e apprezzano il mio lavoro.

PENTAX Image

A Trieste per la presentazione/lezione di febbraio

Il volume ha finora riscosso ampi consensi fra esperti del settore e semplici appassionati ed è stato lodato soprattutto per la ricerca meticolosa unita ad una scrittura scorrevole e accattivante (consultate la sezione RASSEGNA STAMPA).

Domenica prossima sarò affiancata nella presentazione dai vercellesi Guido Michelone e Giorgio Simonelli, docenti dell’Università Cattolica di Milano, e dal consulente editoriale Mariano Settembri.

Poi, a novembre, altre due tappe: Milano e di nuovo Mortara (PV), dove lo scorso febbraio avevo portato Il giovane Strehler sotto forma di lezione. Nelle prossime settimane vi darò ovviamente notizie in merito.

Vi aspetto!

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Iscrizioni aperte ad un corso di musicoterapia che si terrà a breve a Novara. Segue comunicato stampa.

C. E. M.

 

 

IL SUONO DELL’ANIMA
Un percorso di ricerca della propria identità sonora

COS’È?
Tutti abbiamo un corpo con il suo calore, una voce con il proprio timbro, una pelle con il suo odore, uno sguardo con il colore degli occhi tutto nostro, un sorriso speciale, una gestualità personale, un movimento, un respiro …. vado avanti? Ecco, abbiamo tutti delle caratteristiche NON VERBALI che ci contraddistinguono e con le quali ci presentiamo al mondo quotidianamente, ma delle quali spesso siamo quasi del tutto inconsapevoli. Ci dimentichiamo che il 90% della comunicazione fra persone avviene in modo non verbale, mentre solo una piccolissima percentuale appartiene a quella della parola, la comunicazione verbale.

Il laboratorio IL SUONO DELL’ANIMA è un’ occasione per rendere consapevoli e per familiarizzare con le nostre modalità espressive non verbali e per scoprire tutto quello che siamo e il modo in cui ci relazioniamo quando togliamo la parola dalla nostra vita.

PERCHÈ?
È facile perdere la propria identità. Viviamo in una società che spesso ci impone i tempi da rispettare, le parole da dire, i modi di comportarci … Ci dicono cosa mangiare, dove andare in vacanza, come vestirci, che musica ascoltare, quali film guardare, ci condizionano costantemente attraverso i media, le pubblicità, le campagne che promuovono una serie di cose che noi, spesso per inerzia, accettiamo nelle nostre vite.

IL SUONO DELL’ANIMA è un luogo in cui avremo la totale libertà di fare o non fare quello che sentiamo, di muoverci, di respirare, cantare o suonare, di giocare, urlare, ridere, arrabbiarci, di stare in silenzio, piangere e ridere, di litigare, gioire, abbracciare e abbracciarsi, di essere completamente ciò che siamo senza nessuna imposizione, richiesta o pretesa, senza giudizio o paura di essere sbagliati.

Potremo scoprire la nostra modalità di espressione corporea e sonora, tirare fuori le nostre emozioni liberamente, comunicare – con noi stessi e con altri partecipanti – quello che siamo quando non dobbiamo essere ciò che la vita quotidiana ci impone.

PER CHI?
Per tutti. Per quelli che si sentono belli, per quelli che si vedono brutti. Per quelli che si definiscono timidi, stressati, stanchi, frustrati, traditi, delusi, tristi, esauriti, appagati, sani o malati, stupidi o intelligenti, per quelli realizzati e quelli falliti … con un solo particolare: nel laboratorio, tutti questi aggettivi e giudizi, rimarranno fuori dalla porta, perché dentro entreranno solo persone vestite del proprio nome e spoglie di ogni altra etichetta.

COME SI FA?
È tutto da scoprire. Nessuno di noi sa cosa possa succedere ad un gruppo di persone che si trova in una stanza, a piedi nudi, e con un’unica regola: astenersi dalla parola verbale. Cosa comunicare, con quali mezzi e soprattutto se comunicare o no, lo si vedrà durante il processo. Prestando l’attenzione all’ascolto e al silenzio, avremo un foglio bianco sul quale disegnare la nostra propria identità sonora, metterla in relazione con quella dei partecipanti singoli e come conseguenza creare un’unica, originale e irripetibile modalità di espressione e comunicazione non verbale di gruppo.

Alla fine di ogni seduta, i partecipanti avranno la possibilità di VERBALIZZARE e condividere, per mezzo della PAROLA, l’esperienza vissuta.

Si consiglia di vestirsi comodamente per potersi muovere senza impedimenti, si richiede di togliersi le scarpe durante la seduta e di astenersi dal parlare nella fase non verbale.

QUANDO? 
A cicli di otto incontri, il giovedì dalle 20.45 alle 22.15. Primo ciclo dal 2 ottobre al 20 novembre 2014.

DOVE?
Presso lo spazio NuovaLuce
Via Piave 19 – Novara

CON CHI?
Željka Žugić

Per la partecipazione all’intero percorso è previsto un contributo di 120 euro, comprensivo di tessera associativa valida per l’anno 2014.

Giovedì 2 ottobre ore 20.45 
sessione di prova gratuita

Per iscrizioni e informazioni:
E-mail: info@laportasocchiusa.org
Telefono: 347.6622234

 

musicoterapia-musica

 

 

Diceva Charlie Chaplin: “Un giorno senza sorriso è un giorno perso”. Se avete bisogno di “imparare” a ridere, questo appuntamento fa per voi!
Segue comunicato.
C.E.M.

 

 

VITAMINA E

Entusiasmo  Energia  Espressività Emozione
Empatia  Estro  Eccellenza
Risate effervescenti

Una performance ludico-formativa interattiva
molto esilarante e coinvolgente capace di creare
entusiasmo, spirito di humor, comunicazione, clima di unità, spirito di gruppo, recupero energetico

 

WorkShock Esperienziale

Condotto da Gianni Ferrario giullare zen  ®

Gianni Ferrario

Gianni Ferrario

 

Domenica 26 Ottobre

Palestra Via Vallauri (Novara) dalle ore 09.00 alle 18.00

Un’esperienza che fa emergere energie positive nascoste in ognuno di noi.

La miccia della “risata contagiosa”, disciplina degli antichi giullari, funge da detonatore per generare energia vitale, stimolare entusiasmo e produrre un elettrizzante scossone benefico

Fai lo shock…. ridi anche tu !

 

Info e prenotazioni entro il 28 Settembre al cell. 333.527.8115

Foto di Stefano Nai

Foto di Stefano Nai

NOVARA – Il solstizio d’estate per i soci di “RI-NASCITA” si è tinto dei colori dell’arte e delle melodie blues. Per la sera di sabato 21 giugno, infatti, l’associazione ha organizzato l’ultimo appuntamento della sua stagione inaugurale (l’attività riprenderà a settembre), un evento ricco cui hanno aderito decine di persone con grande entusiasmo e partecipazione.

 

From stairs to stars ovvero Dalle scale alle stelle – questo il titolo della serata – è cominciata nel salotto del primo piano, dove è stata allestita una piccola esposizione delle opere di Michele Micheletti e di Federica Protti, artisti per passione, entrambi nati nel 1963, che nel mese di aprile a Milano hanno esordito insieme con la loro prima mostra.

«Ho iniziato a dipingere due anni fa, trascinato da Federica, ma nella vita di tutti i giorni lavoro nell’editoria. Sono redattore, copywriter e in generale dunque svolgo una professione che implica una parte creativa oltre che conoscenze di grafica. Questo background in effetti è poi riscontrabile nei miei quadri, costituti soprattutto da lettere» mi spiega Michele.
«Spesso abbozzo l’idea iniziale su un foglietto, di quelli che si usano in ufficio. Da lì passo successivamente al supporto vero e proprio, che è ovviamente più grande ma non necessariamente la classica tela da pittore, e utilizzo pennarelli a smalto e colori acrilici».

"Blush" di Michele Micheletti (Foto di Stefano Nai)

“Blush” di Michele Micheletti (Foto di Stefano Nai)

 

"If I forget you, o Jerusalem, let my right hand wither" di Michele Micheletti

“If I forget you, o Jerusalem, let my right hand wither” di Michele Micheletti

Michele infatti, mentre mi illustra alcune sue opere esposte – fra cui la prima in assoluto, Blush, poi “If I forget you, o Jerusalem, let my right hand wither” (“Se ti dimentico, Gerusalemme, si secchi la mia mano destra”, versetto tratto dal Libro dei Salmi), ispirata ad un viaggio fatto laggiù, e Armenia – me ne indica in particolare alcune che si distinguono per i supporti alquanto originali: una serie di cartelli di “Divieto di caccia” ormai vecchi ed inutilizzati ritornati a nuova vita e resi estremamente vivaci e simpatici grazie all’uso di tanti colori nonché un gruppo di cartoni circolari, anch’essi dalle cromie accattivanti, che in origine erano comunissimi fondi di torte confezionate.
«Quando dipingo non mi ispiro ad un artista o ad una corrente, così come non c’è un motivo o un significato per cui disegno certe lettere piuttosto che altre. Però in effetti qualche quadro potrebbe richiamare lo stile futurista o della Pop Art».

DIVIETI DI CACCIA di Michele Micheletti (Foto di Paola Deandrea)

DIVIETI DI CACCIA di Michele Micheletti (Foto di Paola Deandrea)

 

Federica invece è un architetto. «Io dipingevo già tra i 18 e i 21 anni, quando frequentavo la Scuola di Grafica. Poi gli impegni della vita mi hanno allontanata da questa passione, finché nel 2005 ho sentito la necessità mentale di riaccostarmi alla pittura, facendone il mio hobby principale».

"Woman at work" di Federica Protti (Foto di Stefano Nai)

“Woman at work” di Federica Protti (Foto di Stefano Nai)

Le sue opere sono caratterizzate da astrattismo e colori intensi e in diversi casi ben si adatterebbero ad essere trasformate in tessuti, idea che lei stessa accarezza e spera di realizzare a breve.
«Non mi dispiacerebbe affatto creare degli abiti con i soggetti dei miei quadri. Hai presente quei bei vestiti in stile etnico?».
Certo, eccome! E perché non anche delle borse?
«È vero, hai ragione, potrei farne anche delle borse!» risponde Federica mentre mi mostra le sue opere, fra le quali la prima, In memoria di una cravatta, nata da un simpatico episodio fra amici.

"Party" di Federica Protti

“Party” di Federica Protti

I suoi quadri non hanno origine solo dall’estro del momento e dalla voglia di dipingere, ma anche da fatti reali e di cronaca oppure dalla letteratura: ne sono esempi quello dedicato alla lapidazione di una donna in Medio Oriente, un altro dedicato a delle crocifissioni a Gaza e un altro ancora a Le città invisibili di Italo Calvino. E poi ce n’è uno creato su richiesta di una ragazza per il proprio fidanzato.
Anche Federica, che usa colori a tempera, non si serve necessariamente dei supporti classici: ne sono dimostrazione Party, natura morta con bottiglie vuote al termine di una festa, e Processione, ispirato ad una processione religiosa in Calabria, terra a cui l’autrice è molto legata, entrambi dipinti sui fondi di scatole di vino.

Ai primi di luglio i due artisti novaresi hanno partecipato a Studi aperti – Arts Festival, rassegna multidisciplinare internazionale che si tiene dal 2005 ad Ameno, sul lago Maggiore.

"Gaza" di Federica Protti

“Gaza” di Federica Protti

 

In un angolo del salotto di “RI-NASCITA” quella sera è stato creato inoltre uno spazio per il mondo tenero e colorato di Coccolo, un libro per bambini della creativa Raffaella Castagnadiplomata all’Accademia dei Belle Arti di Brera e da anni attiva nell’editoria per l’infanzia: «Si tratta di una storia per i più piccoli, immagini senza parole con un filo conduttore (un piccolo pezzo di stoffa) che parte da due foglie, passa per le formichine e per un gatto, un granchio e un topolino cucirino… sino ad un Coccolo che prende forma e alla dolce ninna nanna che addormenta il piccolo bimbo. Nel libro si trovano le istruzioni per costruire un vero e proprio COCCOLO e le indicazioni per scaricare dal sito una ninna nanna suonata con l’arpa».

Raffaella Castagna con "Coccolo" - Foto di Paola Deandrea

Raffaella Castagna con “Coccolo” (Foto di Paola Deandrea)

 

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Dopo aver nutrito gli occhi con le opere di Michele e di Federica, talune appese a delle scale a pioli, ed essere tornati bambini con le creature di Raffaella, si sono saliti altri scalini e si è giunti al piano superiore dell’associazione, direttamente sul terrazzo, dove si è svolto un concerto blues con un panorama da cartolina dominato dal campanile del Duomo e dalla Cupola di San Gaudenzio.

Jake Walker e Italo Colombo (Foto di Paola Deandrea)

Jake Walker e Italo Colombo (Foto di Paola Deandrea)

Ad esibirsi Jake Walker (chitarra e voce), considerato l’Ambasciatore del blues di New York, e Italo Colombo (armonica), fondatore della Locomotion Blues Band. I due hanno proposto un inedito concerto in chiave semiacustica, eseguendo brani estratti dal cd solista di Jake, Confidence Man (2008) – prodotto e mixato da Elliot Mazer (produttore di Janis Joplin, Neil Young, The Band, Mike Bloomfield, Santana, The Who) – e pezzi storici come Iko, Iko di James “Sugar Boy” Crawford, una canzone in stile New Orleans che mescola blues bianco e blues nero, Dead Presidents di Little Walter, Sittin’ on the top of the world, un traditional degli anni ’20 reso celebre da Howlin’ Wolf nel 1957, senza contare le rivisitazioni di canzoni non prettamente blues, come  It takes a lot to laugh, it takes a train to cry di Bob Dylan e Friend of devil dei Grateful Dead. Il pubblico, stipatissimo, ha seguito con interesse e partecipazione crescenti l’esibizione, che ha man mano scaldato l’atmosfera con ritmi accattivanti e coinvolgenti.
«Io e Jake ci siamo conosciuti 5 anni fa e da allora è iniziata la nostra collaborazione, che lo ha portato a scegliere in seguito la mia band come gruppo di supporto dei suoi tour italiani e anche di alcune date all’estero, come per esempio pochi giorni fa, quando abbiamo tenuto dei concerti al “Festival In Wires” a Uzice in Serbia» racconta Italo, che i soci di “RI-NASCITA” hanno già avuto modo di apprezzare parecchie volte.

Jake Walker (Foto di Stefano Nai)

Jake Walker (Foto di Stefano Nai)

«Il mio primo tour in Italia è stato nel febbraio 2009 con Luca Loppo Tonani e Giancarlo Cova, con i quali mi sono esibito in diversi posti, fra cui il Gilgamesh Blues Festival a Torino e il Paprika Jazz Club di Dalmine (BG), ma nel vostro Paese sono stato per la prima volta in assoluto venti anni esatti fa, durante un viaggio verso la Grecia» mi spiega Jake, che ai primi di luglio si è esibito anche in Calabria e in questi giorni si sta preparando per tornare a New York.
«Non ero ancora stato a Novara. Quel poco che sto vedendo stasera, però, mi piace molto. Bella la città e belle le persone». Calcolando che di solito chi viene da fuori (ma anche chi ci abita) non si esprime molto positivamente sulla vitalità dei novaresi, questo complimento non può che farci grande piacere. Evidentemente approcciarsi per la prima volta a Novara passando per “RI-NASCITA” fa la differenza!
Jake è una stella nascente del circuito blues internazionale ed è considerato uno dei più espressivi performer di New York City. Il suo stile si caratterizza per la fusione fra classica tradizione blues e rock, sonorità più contemporanee e materiale originale di ottimo livello, qualità che gli hanno permesso di conquistare migliaia di fans anche in Europa, dove, oltre che in Italia e in Serbia, si è esibito in Inghilterra, Germania, Olanda e Belgio.
«Amo la musica fin da bambino. Mia sorella aveva uno stereo in camera sua e io ero solito andarci per ascoltare i suoi dischi. Aveva quelli dei Beatles, che erano i miei preferiti, di Elvis, dei Bee Gees e dei Beach Boys» mi racconta Jake. «Ho avuto la mia prima chitarra a 11 anni e fino a 16 anni ho studiato musica con diversi insegnanti. Dopo di che ho sempre fatto da autodidatta, ascoltando e suonando».
Ha iniziato la sua carriera nella Tampa Bay in Florida per poi raccogliere il successo definitivo a New York City, dove in breve tempo è diventato un nome di riferimento nei migliori club della Grande Mela. Il suo calendario è sempre fitto di concerti e negli anni ha raccolto importanti riconoscimenti. Fra i progetti imminenti un nuovo disco: «Ho iniziato a registrarlo a maggio e spero di finirlo per settembre o ottobre».
Alla domanda su come mai ha scelto proprio il blues e non un altro genere, Jake risponde senza esitazioni: «Penso che sia stato il blues a scegliere me e non viceversa. Ascoltare B.B. King e Clapton mi ha colpito come una sbronza: mi sono venuti i brividi e mi sono sentito al settimo cielo, era così potente. Ciò che amo del blues è che strappa via tutto il superfluo e lascia appena la pura emozione in una forma molto ben definita. Suonarlo è come un esercizio di meditazione perché tu devi creare qualcosa di nuovo con ben pochi strumenti e un sacco di regole. Fa sentire bene chiunque e questo è l’essenziale».

Italo Colombo (Foto di Stefano Nai)

Italo Colombo (Foto di Stefano Nai)

L’iter musicale di Italo, che nella vita di tutti i giorni fa il geologo, è altrettanto interessante, come lui stesso mi riferisce: «Ho cominciato a suonare da ragazzino con un’armonica cinese ascoltando Graham Nash e John Mayall, poi sono passato anche alla chitarra, usando quella di mio fratello maggiore. Però, nonostante la musica mi piacesse tantissimo, non pensavo assolutamente a seguire un regolare corso di studi né tanto meno a farne una professione. È stato un mio collega che, quando avevo 30 anni, rimase impressionato da come suonavo l’armonica e così mi convinse ad esibirmi con lui (chitarrista) e in pubblico. Da allora le esperienze si sono susseguite e c’è stato un costante miglioramento nello strumento e nei rapporti con gli altri musicisti. Ma la crescita netta, sia di cultura musicale sia nello strumento sia nell’interplay con gli altri musicisti, si è verificata intorno ai 40 anni, quando è avvenuto l’incontro con il blues. Ritengo che, finché un musicista non affonda le mani nel blues, non possa comprendere che cosa sia la musica dell’anima e cosa voglia dire giocare in mezzo alle note. Ho cambiato completamente modo di sentire, intendere e interpretare la musica. E poi i concerti che diventavano sempre più importanti, su palchi più grandi, in festival prestigiosi, fino a relazionarmi con i professionisti italiani e americani. Tutto questo è stato costruito con piccoli passi giorno dopo giorno, senza avere l’ambizione di arrivare da qualche parte, ma con il desiderio di fare le cose sempre meglio e che dessero soddisfazione. Dal 2003 ad oggi mi sono esibito molte volte in Germania e in altri posti in giro per l’Europa. Adesso da 3 anni, dopo aver suonato in formazioni create da altri, ho una mia band, con cui mi dedico al linguaggio blues dal Chicago style fino a quello della Louisiana e del delta del Mississippi in una sorta di viaggio al contrario».

Jake Walker, Maria Olivero, Italo Colombo (Foto di Luigi Uslenghi)

Jake Walker, Maria Olivero, Italo Colombo (Foto di Luigi Uslenghi)

Nella seconda parte della serata, inoltre, è intervenuta come ospite a sorpresa Maria Olivero, madrina di “RI-NASCITA”, che insieme a Jake e Italo ha eseguito due cavalli di battaglia del suo repertorio ovvero You drive me wild e Crimson and Clover di Joan Jett and The Blackhearts.

Al termine del concerto ovviamente tanti applausi e diversi spettatori in coda per farsi autografare da Jake il suo cd.
L’appuntamento con gli eventi di “RI-NASCITA” è quindi per settembre.

 

Clarissa Egle Mambrini