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Giovedì, 6 agosto alle ore 21.30 nella Sala Ipogea della Copertina IL GIOVANE STREHLERMediateca Montanari in Piazza Amiani a Fano (PU) presenterò il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano all’interno della rassegna La bella estate.
Un nuovo appuntamento per questo saggio, che ad oggi si è guadagnato l’attenzione di appassionati ed esperti del settore nonché recensioni e segnalazioni su testate come «Corriere della Sera», «Sipario» e «Hystrio» (che potete trovare, insieme a tutte le altre uscite, nella sezione Rassegna stampa).

Fano e il suo Teatro della Fortuna vengono inoltre nominati all’interno del mio libro poiché, proprio nei primi anni Quaranta, furono luogo di incontri che avrebbero segnato la storia del futuro Piccolo Teatro di Milano… Per scoprirne di più, dunque, vi aspetto il 6 agosto!

 

Clarissa Egle Mambrini

Domenica per me è stata una giornata che difficilmente dimenticherò. Con mia enorme sorpresa, infatti, senza che minimamente me lo aspettassi, sul «Corriere della Sera», nella prima pagina culturale dell’inserto milanese, è stato pubblicato un bellissimo e corposo articolo firmato niente meno che da Maurizio Porro sul mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano. Più di mezza pagina dedicata al frutto di tanto lavoro…

Onoratissima e felicissima che questo saggio abbia attirato l’attenzione di un esperto così autorevole, non posso non condividerlo con voi.

Copertina dell'inserto milanese del "Corriere della Sera" del 16 novembre 2014: fra gli articoli più importanti, viene segnalato quello su "Il giovane Strehler"

Copertina dell’inserto milanese del “Corriere della Sera” del 16 novembre 2014: fra gli articoli più importanti, viene segnalato quello su “Il giovane Strehler”

"Corriere della Sera" - 16.11.2014 - Articolo di Maurizio Porro

“Corriere della Sera” – 16.11.2014 – Articolo di Maurizio Porro

 

Se volete, potete leggerlo anche nella versione on line.

 

E mi raccomando: vi aspetto venerdì, 21 novembre alle ore 18.30 alla Libreria dello Spettacolo a Milano e venerdì, 28 novembre alle ore 18.00 alla Libreria Le mille e una pagina a Mortara (PV).

 

A poco più di un anno dalla pubblicazione, il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano continua il suo viaggio.Copertina IL GIOVANE STREHLER
Dopo averlo portato a Vercelli nel mese di ottobre (senza contare le presentazioni dello scorso inverno fra Novara, Trieste e Mortara), è la volta adesso di una tappa molto importante: MILANO. Venerdì, 21 novembre, infatti, sarò ospite della Libreria dello Spettacolo, situata in Via Terraggio 11, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio e dall’Università Cattolica. La presentazione, alla quale parteciperà anche il professor Guido Michelone e che sarà condotta dalla giornalista Laura Frigerio, avrà inizio alle ore 18.30.

Con il professor Guido Michelone alla Mondadori di Vercelli lo scorso 19 ottobre

Con il professor Guido Michelone alla Mondadori di Vercelli lo scorso 19 ottobre

Non è però questo l’unico appuntamento. La settimana successiva, più precisamente venerdì, 28 novembre alle ore 18.00, tornerò a Mortara (PV), che mi aveva accolta ai primi di febbraio per una lezione su Strehler che tenni alla Biblioteca Civica “Francesco Pezza”. Ora invece presenterò il libro alla Libreria Le mille e una pagina, in Corso Garibaldi 7.

Durante la lezione tenuta nel mese di febbraio alla biblioteca di Mortara (PV)

Durante la lezione tenuta nel mese di febbraio alla biblioteca di Mortara (PV)

Nel frattempo, prima di questi due eventi dal vivo, potrete seguirmi in televisione e alla radio. Lunedì 17 novembre, infatti, dalle 15.45 circa sarò ospite della trasmissione di Telelombardia Milano per voi, in diretta su Milanow (canale 191 del digitale terrestre), mentre mercoledì 19 novembre alle 10.00 mi potrete ascoltare dai microfoni di RadiOrizzonti in Blu (anche in streaming sul sito).

Durante un'intervista televisiva per un'emittente locale a novembre 2013

Durante un’intervista televisiva per un’emittente locale a novembre 2013

In occasione delle due presentazioni sarà ovviamente possibile acquistare il volume, che è disponibile su richiesta in oltre 4.000 librerie in tutta Italia e in vendita on line sulla vetrina del sito di Lampi di stampa e sui migliori siti come ibs.it, libreriauniversitaria.it, lafeltrinelli.it, hoepli.it, ecc.
Se invece volete andare sul sicuro, trovate alcune copie nei seguenti punti vendita:
Libreria Lazzarelli (Novara)
IBS.it (Novara)
Libreria La Talpa (Novara)
Mondadori Bookstore (Vercelli)
Abook Piccolo Teatro (Milano)
Libreria dello Spettacolo (Milano)
Milano Libri (Milano)
Libreria Minerva (Trieste)

 

In scena al Teatro Franco Parenti di Milano fino al 2 novembre Farà giorno. SPETTACOLO DA NON PERDERE!!! Per l’occasione ribloggo la mia recensione dello scorso anno.

Across the universe

NOVARA – Farà giorno è uno spettacolo che apre la mente e il cuore, di quelli che, tra un sorriso e una lacrima, toccano l’anima e rimangono indelebili nella memoria di chi ha avuto il piacere di assistervi. Peccato vedere dei posti vuoti (troppi!) al Teatro Coccia la sera del debutto nazionale lo scorso 9 novembre, tanto più se si considera che protagonista dell’evento era niente meno che Gianrico Tedeschi (93 anni di cui più di 60 di carriera), ma per fortuna gli spettatori presenti si sono fatti sentire applaudendo lungamente gli attori al termine della serata con un affetto e un calore spesso rari per i novaresi, prova quindi della perfetta riuscita di questo allestimento diretto da Piero Maccarinelli.

Foto di Piero Pesce Foto di Piero Pesce

Superfluo dire della bravura di Tedeschi, che ha recitato per più di due ore con un carisma e una vitalità a dir poco invidiabili. Non sono…

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MILANO – Dive, icone, grandi artiste o “semplicemente” vip, in poche parole donne dalle vite straordinarie e apparentemente da favola che ci hanno fatto e ci fanno sognare tuttora. A loro il ballerino e coreografo Francesco Borelli ha voluto rendere omaggio con un apprezzatissimo spettacolo, Parlami o Diva. Dialogo in danza con le donne più famose del ‘900, andato in scena lo scorso 17 maggio al Teatro Martinitt.

Foto Moro/Dessì

Foto Moro/Dessì

Un viaggio nel passato, nel mondo patinato e scintillante del cinema, della musica e della moda, attraverso coreografie accattivanti e coinvolgenti, visibilmente ideate con sensibilità e passione, che hanno fatto rivivere alcune scene entrate nell’immaginario collettivo, molto ben interpretate da alcuni ballerini professionisti (Paolo Busti, Giorgio Colpani, Beppe D’Agostino, Lorenzo Eccher, Anna Kolesarova, Giulia Mostacchi, Lorena Tamellini e lo stesso Borelli) e da diversi allievi della scuola Studio Danza Novara. A calare gli spettatori nelle storie – spesso difficili e dal finale tutt’altro che lieto – delle dive protagoniste hanno contribuito anche altri elementi: i brani musicali – fra i più noti del secolo scorso -, le luci, i filmati e le fotografie (Stefano Taccucci), i costumi (Ada Del Conte, Beatrice Micalizzi, Simona Busetti, Mirella Airoldi) spesso ricostruiti molto similmente agli abiti resi famosi da queste artiste, le lettere immaginarie scritte da Fabio Paolo Marinoni Perelli e interpretate da Annarita Graziano, che ha dato voce e anima ai sentimenti e ai pensieri di Doris Day, Evita Peròn, Madonna, Marlene Dietrich, Sophia Loren, Anna Magnani, Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Barbra Streisand, Liza Minnelli , Maria Callas, Rita Hayworth, Grace Kelly, Lady Diana e le tre top model Cindy Crawford, Claudia Schiffer e Naomi Campbell.

Tra i momenti di maggiore pathos della serata i quadri dedicati alla Loren e alla Magnani, conclusi con la proiezione delle scene più drammatiche della loro carriera tratte rispettivamente da La ciociara e da Roma città aperta. Ma di forte impatto sul pubblico sono stati anche i quadri dedicati a Marilyn, alla Hepburn, alla Callas e a Lady D.

Foto Moro/Dessì

Foto Moro/Dessì

Palpabile l’emozione delle ballerine che si sono ritrovate a vestire i panni di queste donne leggendarie così come altrettanto palpabile era l’entusiasmo da cui erano animati i loro colleghi, caratteristiche non sempre riscontrabili nei danzatori di lungo corso, che, forse abituati ormai a questo “lavoro”, si limitano a sfoggiare una meticolosa preparazione tecnica senza trasmettere emozioni al pubblico. È stato quindi un grande piacere assistere a questa serata, che grazie alla regia di Borelli ha sapientemente mescolato diverse competenze e ha dato modo a tante allieve della scuola novarese di esibirsi al fianco di ballerini professionisti all’interno di uno spettacolo vero e proprio, per di più inserito in una stagione teatrale. Un risultato guadagnato e meritato grazie al successo ottenuto in passato sempre al Martinitt, dove il coreografo calabrese (novarese d’adozione), che vanta un curriculum di tutto rispetto, aveva infatti già portato come eventi fuori stagione dei propri spettacoli con Studio Danza (Milleluci, 2011 e Emozioni, 2013).

Foto Moro/Dessì

Foto Moro/Dessì

Al termine applausi convinti e tanta soddisfazione sia da parte del pubblico sia da parte degli artisti. I saluti finali hanno offerto inoltre l’occasione a Borelli per annunciare l’imminente nascita di una nuova rivista di danza on line, Dance Hall News, che proprio in questi giorni sta muovendo i primi passi sul web.

 

Sabato, 17 maggio 2014 – Ore 21.00
Teatro Martinitt, Milano
PARLAMI O DIVA – Dialogo in danza con le donne più famose del ‘900
Regia e coreografia di Francesco Borelli
Coreografia del passo a due “Live to tell” di Anna Kolesarova
Con Francesco Borelli, Paolo Busti, Giorgio Colpani, Beppe D’Agostino, Lorenzo Eccher, Anna Kolesarova, Giulia Mostacchi, Lorena Tamellini
e con gli allievi della scuola Studio Danza Novara A.S.D. diretta da Alida Pellegrini (E. Albanese, E. Alberici, L. Alfieri, S. Antoniotti, E. Bellotti, M. Boetti, E. Bollettino, S. Brasili, F. Cafe, V. Cerina, C. Cerri, C. Contini, A. Fatti, F. Foradini, M. Francesi, S. Giacomini, B. Micalizzi, A. Mitidieri, R. Monaco, V. Mucchietto, B. Paglino, F. Rizzotti, F. Santi, E. Scotti, N. Spizzico, G. Tarantola, E. Tassone, A. Tita, L. Valente, F. Varallo, M. Zampogna)
Voce narrante Annarita Graziano
Testi di Fabio Paolo Marinoni Perelli
Assistenti Elisa Bellotti, Monica Boetti, Emanuela Albanese
Tecnico audio, video e luci Stefano Taccucci
Costumi Ada Del Conte, Beatrice Micalizzi, Simona Busetti, Mirella Airoldi
Ufficio stampa Mauro Caldera
Consulenza Amministrativa Valeria Olina
Produzione Studio Danza Novara A.S.D.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

CLARISSA EGLE MAMBRINI: “VI RACCONTO IL GIOVANE STREHLER”

Intervista alla giovane scrittrice, attualmente nelle librerie con “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano”

E’ giovane e in gamba Clarissa Egle Mambrini, scrittrice e saggista che è attualmente in libreria con un libro molto interessante, che ci svela un Giorgio Strehler inedito. Il titolo? “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano” (edito da Lampi di stampa).

MilanoStile l’ha intervistata…

© Paolo Migliavacca 2013

© Paolo Migliavacca 2013

 

Ci può dire, in sintesi, com’era Giorgio Strehler in giovane età? 
“Sembrerà banale, ma in un certo senso era già Giorgio Strehler. Nell’ultimo capitolo del libro, infatti, dedico un’ampia parte ad alcuni suoi scritti di quegli anni, confrontandoli con alcuni scritti successivi, proprio per mostrare la straordinaria lungimiranza e caparbietà con cui agiva già da giovanissimo. È impressionante leggere certi passaggi: sembrano appartenere al medesimo documento, invece si trovano in documenti scritti a decenni di distanza l’uno dall’altro”…

 

Leggi il resto dell’articolo di Simona Chiesa direttamente su MilanoStile

 

Ecco un’intervista che ho rilasciato a Simona Chiesa per MilanoWeb. Se ancora non avete letto il mio libro o lo avete letto ma volete scoprire qualcosa in più su come è nato, non avete che da dare un’occhiata qui sotto 🙂

C. E. M.

 

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Clarissa Egle Mambrini ci racconta “Il giovane Strehler”

Intervista alla giovane scrittrice, attualmente nelle librerie con un volume che ci fa scoprire un Giorgio Strehler inedito

 

Quando pensiamo e parliamo di Giorgio Strehler ci viene spontaneo abbinarlo al Piccolo Teatro di Milano, ma i suoi primi passi dove li ha mossi?

Ce lo racconta Clarissa Egle Mambrini ne “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano” (edito da Lampi di stampa).

Milano Web ha intervistato la giovane scrittrice…

Foto di Paolo Migliavacca

Foto di Paolo Migliavacca

 

Come è nata l’idea per questo libro?
“Il teatro di Strehler, per questioni anagrafiche, ho imparato a conoscerlo dopo la sua morte, durante gli anni del liceo e soprattutto all’università. Anzi, come ho scritto nell’introduzione del libro, il mio rapporto con questo personaggio immenso iniziò proprio quando morì, il 25 dicembre 1997. Avevo 13 anni e il giorno seguente fu un’emozione strana ritrovarsi nella sala del Piccolo di via Rovello, dov’era stata allestita la camera ardente, a rendergli omaggio…

 

Leggi il resto dell’articolo direttamente su MilanoWeb

 

 

Fino al 18 maggio all’Elfo Puccini va nuovamente in scena La discesa di Orfeo di Tennessee Williams nell’allestimento che debuttò con successo nel 2012. Non perdetevi questa occasione!

Across the universe

Foto di Lara Peviani

Foto di Lara Peviani

Nelle scorse settimane nella Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini di Milano (multisala teatrale di arte contemporanea nel cuore della città) è andato in scena La discesa di Orfeo, titolo poco noto del drammaturgo americano Tennessee Williams, che lo pubblicò nel 1957 rielaborando un testo del 1940, Battle of Angels. Orpheus Descending – questo il titolo originale – fu rappresentato solo per due mesi riscuotendo scarso successo, mentre tutt’altra sorte toccò alla sua versione cinematografica, The fugitive kind  (Pelle di serpente, Sidney Lumet, 1959) con Anna Magnani e Marlon Brando, seppure non si collochi fra le pellicole più celebri tratte dalle opere teatrali di Williams.
Dopo una decina d’anni di ripensamenti e uno “studio” andato in scena il 31 maggio 2011 al termine di alcune settimane di rappresentazioni di Improvvisamente, l’estate scorsa, il regista Elio De…

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MILANO – Il 31 marzo scorso nella sala di Via Rovello si è svolta una serata in onore di Giulia Lazzarini, Giulia e la passione teatrale: buon compleanno al Piccolo, per festeggiare le ottanta primavere della grande attrice (24 marzo), il cui nome è legato allo stabile milanese ed in particolare a Giorgio Strehler, con il quale instaurò un felice e proficuo sodalizio artistico. In tanti sono accorsi a rendere omaggio ad una delle Signore del teatro italiano: amici e colleghi di una vita, ma anche semplici appassionati.Giulia Lazzarini - Ariel - Tempesta 1978
Ad aprire la piacevole chiacchierata fra la Lazzarini, Alberto Bentoglio e Maurizio Porro, la proiezione (accolta da un sentito applauso) di una scena tratta dall’allestimento de La tempesta del 1978 in cui l’attrice offrì una straordinaria e storica interpretazione dello spirito Ariel al fianco di Tino Carraro nei panni di Prospero (regista esigente e puntiglioso, ovviamente, Giorgio Strehler). Poi un saluto dell’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno in rappresentanza del Comune, che è stato fra i sostenitori dell’evento.

Milanese, diplomatasi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, la Lazzarini ha dato spazio ai ricordi della lunga e fortunata carriera, citando qua e là gli spettacoli più significativi, raccontando alcuni curiosi aneddoti e dando anche dei saggi dei suoi numerosi ed indimenticabili personaggi, fra i quali la giovane senza età Gasparina ne Il Campiello, messo in scena nel 1993 ovvero alla soglia dei 60 anni, la figlia zitella ne L’egoista di Bertolazzi, Virginia in Vita di Galileo, Clarice nell’Arlecchino servitore di due padroni, Varia ne Il giardino dei ciliegi, Polly ne L’opera da tre soldi (al fianco dell’ex compagno di studi Domenico Modugno), Winnie in Giorni felici, la Sgricia ne I giganti della montagna del 1994, senza dimenticare ovviamente Elvira o la passione teatrale, spettacolo inaugurale del Piccolo Teatro Studio nel 1986, in cui recitò al fianco di Strehler: «È sempre stato bellissimo recitare con lui, ma lo fu soprattutto in quell’occasione, poiché io mi sono sempre sentita un po’ una sua allieva [proprio come accade nel testo di Louis Jouvet, nda]. Tra l’altro, quando lo riprendemmo nel 1997 fu l’ultima volta in cui Giorgio salì su un palcoscenico». A proposito della morte improvvisa del regista, avvenuta appunto in quell’anno, e dei suoi ultimi tormentati anni di vita a causa di una serie di problemi giudiziari e di un’Amministrazione Comunale indifferente, non è mancato qualche veloce ma doveroso accenno durante il quale si è anche ricordata la tristemente famosa frase pronunciata dall’allora sindaco Formentini: «Vada a fare altrove il suo canto del cigno».

GiuliaLazzarini_Giorni Felici

Parlando delle tante produzioni fatte col Piccolo, la Lazzarini ha inoltre raccontato con garbo e ironia alcuni momenti divertenti avvenuti proprio col Maestro durante le prove, a dimostrazione della grande stima reciproca e dell’intuito geniale del regista, come nella scena finale delle chiavi ne Il giardino dei ciliegi oppure in quella celeberrima della carretta distrutta dal sipario di ferro al termine de I giganti della montagna per non parlare dei battibecchi su come interpretare il personaggio della Sgricia. L’ultimo ruolo propostole da Strehler fu da protagonista in Madre Coraggio di Sarajevo, riadattamento del testo di Bertolt Brecht Madre Coraggio e i suoi figli, ma purtroppo lo spettacolo non fu mai realizzato perché il Maestro abbandonò la direzione del teatro dopo quindici giorni di prove a causa dei dissidi sopra menzionati.

La carriera della Lazzarini non è stata però solo al Piccolo. Ha fatto parte infatti di altre compagnie, fra cui la Compagnia dei Giovani, ha lavorato in qualche film ed è stata una delle più proficue interpreti della grande stagione degli sceneggiati televisivi della Rai: «All’epoca naturalmente era tutto in diretta, non c’erano i mezzi per registrare, e forse anche per questo motivo c’era una cura che oggi manca assolutamente alle fiction televisive».

Allo stabile milanese è tornata in scena in anni recenti diretta da Luca Ronconi ne Il ventaglio (2007) e da Lluìs Pasqual in Donna Rosita nubile (2010), spettacolo «che in un certo senso riunì la “vecchia compagnia” del Piccolo. Con me c’erano infatti Andrea Jonasson, Franca Nuti, Gian Carlo Dettori, Franco Sangermano…».

La serata è stata inoltre l’occasione per accennare al libro a lei dedicato e appena pubblicato da Titivillus La semplice grandezza. Giulia Lazzarini tra televisione, cinema e teatro di Chiara Gualdoni e Nicola Bionda, con prefazione del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, introduzione di Maurizio Porro e scritti di Valentina Cortese, Paolo Grassi, Franco Graziosi, Maurizio Nichetti, Moni Ovadia, Renato Sarti, Ferruccio Soleri, Luisa Spinatelli, Giorgio Strehler, Paolo e Vittorio Taviani, Antonio Zanoletti.Giulia-Lazzarini
Le scrisse Strehler il 5 maggio 1982, prima del debutto di Giorni felici: «La tua semplice grandezza di interprete è sempre pura, è sempre limpida e ha sempre il segno della verità, della poesia, della forza e della delicatezza allo stesso tempo».
Una “semplice grandezza” dimostrata anche nel corso della serata: «Quando mi hanno detto che avrebbero voluto organizzare un incontro col pubblico per festeggiare il mio compleanno pensavo al Chiostro non di certo al teatro vero e proprio. Non mi sembra di meritare così tanto…! Poi ho chiesto come sarebbe stato allestito il palco e mi hanno risposto che ci sarebbe stata la scenografia dello spettacolo di Ronconi, in scena in questi giorni, Pornografia. E allora ho pensato che dopotutto festeggiare 80 anni con le scene di Pornografia non sarebbe stato tanto male!».

A conclusione dell’evento, Giulia Lazzarini ha letto il celebre monologo de La tempesta («Noi siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni…») e fra gli applausi calorosi del pubblico è stata omaggiata di un mazzo di fiori consegnatole direttamente dal Direttore del Piccolo Sergio Escobar, prima di sedersi in proscenio a salutare amici ed ammiratori in attesa di un autografo o una foto.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

MILANO – Il 2014 all’Elfo Puccini si è aperto con un classico del teatro del Novecento, Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, una nuova produzione rimasta in cartellone tre settimane, durante le quali ha raccolto consensi di pubblico e critica. Diretto da Elio De Capitani, che ha anche ricoperto il ruolo del protagonista, Willy Loman, questo dramma, rappresentato per la prima volta nel 1949, è ancora oggi di sconvolgente attualità. L’allestimento si è mantenuto in gran parte fedele al testo originale, concedendosi qualche libertà nella disposizione della scenografia e in alcune scene rispetto alle indicazioni dell’autore che però non ha minimamente snaturato la pièce, a cui De Capitani ha dato un proprio tocco personale iniziando lo spettacolo con il rumore assordante di un incidente automobilistico (prefigurazione del finale), i personaggi nella penombra disposti come in un quadro all’apertura del sipario e i due fratelli Happy e Biff Loman (Marco BonadeiAngelo Di Genio) che lottano completamente nudi prima di infilarsi sotto la doccia.

Foto di Laila Pozzo/Nep-Photo

Foto di Laila Pozzo/Nep-Photo

Una delle caratteristiche che più affascinano di questo dramma, che inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi The Inside of His Head, è il continuo alternarsi di passato e presente, letteralmente mescolati insieme e portati avanti di pari passo nel corso della messinscena a significare la loro simultanea presenza nella vita – o meglio, nella mente – del protagonista ed in particolare negli ultimi suoi due giorni, quando, ormai sopraffatto dai fallimenti e dai rimorsi, stanco, deluso e privo di speranze, decide di farla finita per sempre. Willy Loman, commesso viaggiatore di 63 anni, è vittima del sogno americano: ha passato infatti la sua vita ad inseguire l’utopia del benessere economico, credendosi bravissimo nel proprio mestiere – addirittura il migliore – e costruendosi nella propria mente la famiglia perfetta, all’altezza di questo sogno: una moglie fedele e amorevole, due figli sani e forti, pieni di potenzialità e destinati a luminose carriere, una casa completa di elettrodomestici e ovviamente un’automobile. Ma la realtà è andata diversamente e quando il figlio Biff trova finalmente il coraggio di aprire gli occhi al padre, dichiarando il fallimento dell’intera loro esistenza, costruita solo sull’apparenza e la menzogna, Willy, che tra l’altro è stato licenziato da poche ore, non resiste alla sconfitta.
«Willy. Ho pagato l’ultima rata della casa oggi. Oggi caro. E la casa è vuota. Abbiamo pagato tutti i debiti.» dirà la moglie Linda (Cristina Crippa) sulla tomba del protagonista nel giorno del funerale, quasi un’ulteriore beffa di quel “sogno avvelenato” (la definizione è di Peter Kammerer) che ha minato quotidianamente l’esistenza dei Loman. Per avere e mantenere i simboli del benessere, questa famiglia – così come molte anche ai giorni nostri – ha pagato rate tutta la vita, ogni mese. E quando finalmente i debiti si estinguono, non resta più nessuno a godere di quel benessere oppure nel frattempo gli oggetti si sono addirittura già rotti in modo irreparabile.
Impossibile non commuoversi e non riflettere di fronte alla messinscena di un dramma così inaspettatamente vicino a noi e alla nostra società, in cui il consumismo dilagante e il prevalere dell’apparenza sulla realtà rischiano di trasformarci sempre più spesso in tanti disperati Willy Loman.

Foto di Laila Pozzo/Nep-Photo

Foto di Laila Pozzo/Nep-Photo

Qualche lievissima défaillance nel parlato dei tre protagonisti maschili, perdonabile viste le 3 ore abbondanti di durata e trattandosi di una delle prime repliche, nulla ha tolto alla loro indiscutibile bravura e il giudizio estremamente positivo vale anche per il resto del cast (Federico VanniAndrea Germani, Gabriele Calindri, Vincenzo Zampa, Alice Redini, Marta Pizzigallo).
Una tirata d’orecchie invece va ai numerosi spettatori che in quella serata hanno lasciato accesi i telefoni cellulari, offrendo in diversi momenti dei brevi “concerti” fuori programma.

 

Dal 10 gennaio al 2 febbraio 2014 – Sala Shakespeare, Teatro Elfo Puccini, Milano
MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE
Dramma in due atti e un requiem di Arthur Miller
Traduzione di Masolino D’Amico
Regia Elio De Capitani
Scene e costumi Carlo Sala
Suono Giuseppe Marzoli
Con Elio De Capitani (Willy Loman), Cristina Crippa (Linda Loman), Angelo di Genio (Biff Loman), Marco Bonadei (Happy Loman), Federico Vanni (Charley)*, Andrea Germani (Bernard), Gabriele Calindri (Ben), Vincenzo Zampa (Howard Wagner, Stanley), Alice Redini (La Donna, Letta), Marta Pizzigallo (Miss Forsythe, Jenny)
Voci dei figli di Howard Camilla e Caterina Erba
Assistente alla regia Anna Rita Signore
Assistente scene e costumi Elisabetta Pajoro
Produzione Teatro dell’Elfo con il contributo di Fondazione Cariplo

*Vanni ha ricoperto il ruolo fino al 20 gennaio. Dal 21 Charley è stato interpretato da Massimo Brizi.

 

Spettacolo visto martedì, 14 gennaio 2014

 

Clarissa Egle Mambrini