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Giovedì, 6 agosto alle ore 21.30 nella Sala Ipogea della Copertina IL GIOVANE STREHLERMediateca Montanari in Piazza Amiani a Fano (PU) presenterò il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano all’interno della rassegna La bella estate.
Un nuovo appuntamento per questo saggio, che ad oggi si è guadagnato l’attenzione di appassionati ed esperti del settore nonché recensioni e segnalazioni su testate come «Corriere della Sera», «Sipario» e «Hystrio» (che potete trovare, insieme a tutte le altre uscite, nella sezione Rassegna stampa).

Fano e il suo Teatro della Fortuna vengono inoltre nominati all’interno del mio libro poiché, proprio nei primi anni Quaranta, furono luogo di incontri che avrebbero segnato la storia del futuro Piccolo Teatro di Milano… Per scoprirne di più, dunque, vi aspetto il 6 agosto!

 

Clarissa Egle Mambrini

A poco più di un anno dalla pubblicazione, il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano continua il suo viaggio.Copertina IL GIOVANE STREHLER
Dopo averlo portato a Vercelli nel mese di ottobre (senza contare le presentazioni dello scorso inverno fra Novara, Trieste e Mortara), è la volta adesso di una tappa molto importante: MILANO. Venerdì, 21 novembre, infatti, sarò ospite della Libreria dello Spettacolo, situata in Via Terraggio 11, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio e dall’Università Cattolica. La presentazione, alla quale parteciperà anche il professor Guido Michelone e che sarà condotta dalla giornalista Laura Frigerio, avrà inizio alle ore 18.30.

Con il professor Guido Michelone alla Mondadori di Vercelli lo scorso 19 ottobre

Con il professor Guido Michelone alla Mondadori di Vercelli lo scorso 19 ottobre

Non è però questo l’unico appuntamento. La settimana successiva, più precisamente venerdì, 28 novembre alle ore 18.00, tornerò a Mortara (PV), che mi aveva accolta ai primi di febbraio per una lezione su Strehler che tenni alla Biblioteca Civica “Francesco Pezza”. Ora invece presenterò il libro alla Libreria Le mille e una pagina, in Corso Garibaldi 7.

Durante la lezione tenuta nel mese di febbraio alla biblioteca di Mortara (PV)

Durante la lezione tenuta nel mese di febbraio alla biblioteca di Mortara (PV)

Nel frattempo, prima di questi due eventi dal vivo, potrete seguirmi in televisione e alla radio. Lunedì 17 novembre, infatti, dalle 15.45 circa sarò ospite della trasmissione di Telelombardia Milano per voi, in diretta su Milanow (canale 191 del digitale terrestre), mentre mercoledì 19 novembre alle 10.00 mi potrete ascoltare dai microfoni di RadiOrizzonti in Blu (anche in streaming sul sito).

Durante un'intervista televisiva per un'emittente locale a novembre 2013

Durante un’intervista televisiva per un’emittente locale a novembre 2013

In occasione delle due presentazioni sarà ovviamente possibile acquistare il volume, che è disponibile su richiesta in oltre 4.000 librerie in tutta Italia e in vendita on line sulla vetrina del sito di Lampi di stampa e sui migliori siti come ibs.it, libreriauniversitaria.it, lafeltrinelli.it, hoepli.it, ecc.
Se invece volete andare sul sicuro, trovate alcune copie nei seguenti punti vendita:
Libreria Lazzarelli (Novara)
IBS.it (Novara)
Libreria La Talpa (Novara)
Mondadori Bookstore (Vercelli)
Abook Piccolo Teatro (Milano)
Libreria dello Spettacolo (Milano)
Milano Libri (Milano)
Libreria Minerva (Trieste)

 

VERCELLI – A quasi un anno dall’uscita, domenica 19 ottobre alle ore 18.00 presso la Libreria Mondadori in Via Cavour, 4 a Vercelli presenterò il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano, pubblicato da Lampi di stampa.

Copertina IL GIOVANE STREHLER

Sarà l’occasione per celebrare il primo anno di vita di questo saggio a cui ho dedicato tanto tempo e tanta passione, che è stata una bellissima avventura e continua ad esserlo, grazie al quale ho avuto modo di visitare Trieste, imperiale e malinconica, e di conoscere molte persone interessanti, che con affetto mi seguono e apprezzano il mio lavoro.

PENTAX Image

A Trieste per la presentazione/lezione di febbraio

Il volume ha finora riscosso ampi consensi fra esperti del settore e semplici appassionati ed è stato lodato soprattutto per la ricerca meticolosa unita ad una scrittura scorrevole e accattivante (consultate la sezione RASSEGNA STAMPA).

Domenica prossima sarò affiancata nella presentazione dai vercellesi Guido Michelone e Giorgio Simonelli, docenti dell’Università Cattolica di Milano, e dal consulente editoriale Mariano Settembri.

Poi, a novembre, altre due tappe: Milano e di nuovo Mortara (PV), dove lo scorso febbraio avevo portato Il giovane Strehler sotto forma di lezione. Nelle prossime settimane vi darò ovviamente notizie in merito.

Vi aspetto!

 

Clarissa Egle Mambrini

 

CLARISSA EGLE MAMBRINI: “VI RACCONTO IL GIOVANE STREHLER”

Intervista alla giovane scrittrice, attualmente nelle librerie con “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano”

E’ giovane e in gamba Clarissa Egle Mambrini, scrittrice e saggista che è attualmente in libreria con un libro molto interessante, che ci svela un Giorgio Strehler inedito. Il titolo? “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano” (edito da Lampi di stampa).

MilanoStile l’ha intervistata…

© Paolo Migliavacca 2013

© Paolo Migliavacca 2013

 

Ci può dire, in sintesi, com’era Giorgio Strehler in giovane età? 
“Sembrerà banale, ma in un certo senso era già Giorgio Strehler. Nell’ultimo capitolo del libro, infatti, dedico un’ampia parte ad alcuni suoi scritti di quegli anni, confrontandoli con alcuni scritti successivi, proprio per mostrare la straordinaria lungimiranza e caparbietà con cui agiva già da giovanissimo. È impressionante leggere certi passaggi: sembrano appartenere al medesimo documento, invece si trovano in documenti scritti a decenni di distanza l’uno dall’altro”…

 

Leggi il resto dell’articolo di Simona Chiesa direttamente su MilanoStile

 

NOVARA – Sarà presentato giovedì 27 marzo alle ore 18.00 a Palazzo Vochieri, in Corso Cavallotti 6, il libro Il centro del mio mondo – Pochi, semplici motivi per praticare il Qi-Gong in occidente di Raffaele Fiore e Paola Silvestri.
ilcentro-del-mio-mondoIl piccolo volume, di formato tascabile, pubblicato da Lampi di stampa lo scorso novembre, è un breve saggio per divulgare un’antica pratica cinese – il Qi-Gong appunto – con una visione occidentale, senza però snaturarla e senza perdere il contatto con la sua essenza. Non si tratta di un manuale, ma si propone di fungere da spunto di riflessione sulla condizione attuale dell’uomo. Scrivono gli autori: «In una società conformista, in cui ci vengono imposti i ritmi e i valori, allontanando le persone dal contatto con la natura e sottoponendole a forte stress, riscoprire la lentezza, l’ascolto di sé, il proprio respiro e la propria forza non può che essere d’aiuto a ritrovare l’armonia e risvegliare l’energia di autoguarigione». Per praticare il Qi-Gong è necessaria «una predisposizione a concepire la vita come lavoro di percorso contemplativo […]. Non è un lavoro che richiede condizioni speciali, né l’attesa di congiunzioni astrali particolari, ma si può fare nel parco davanti a casa, in tutte le stagioni, con abiti semplici e comodi, a tutte le età e con qualsiasi formazione culturale. All’inizio possiamo scoprire quanto sia possibile contenere e migliorare i dolori che ci affliggono nel quotidiano, poi, con la pratica, scopriamo che il benessere è solo un punto di partenza per raggiungere mete inaspettate».
Il Qi-Gong è una ginnastica energetica di origine millenaria che appartiene alla medicina tradizionale cinese e verte principalmente sulla respirazione. Insegna a percepire la nostra energia e a favorirne il libero fluire, rivelandosi un ottimo esercizio per la salute psico-fisica. Per avvicinarsi ad essa bisogna essere disposti a volersi bene, ad ascoltarsi e a prendersi cura di sé quotidianamente per migliorare la qualità della propria vita. Una cosa non molto scontata per noi occidentali, abituati ad usare troppo la mente e ad andare sempre di fretta, conducendo stili di vita poco salutari, come dimostrano le patologie psico-somatiche che affliggono un numero crescente di persone.

Per quel che mi riguarda ho letto questo libro fra Natale e Capodanno e, poiché ho fisiologicamente la cattiva abitudine di non spegnare mai il cervello e di somatizzare ogni minimo “problema”, mettendo spesso a dura prova il mio corpo, a gennaio ho cominciato a seguire una volta a settimana il corso tenuto da Paola. È ovviamente ancora presto per poter parlare di cambiamento radicale, ma di sicuro dei miglioramenti sono già percepibili.

Per farvi un’idea potete quindi venire giovedì alla presentazione del volume, cui parteciperanno anche il teosofo Giorgio Pisani e il consulente editoriale Mariano Settembri. Vi ricordo che Il centro del mio mondo è acquistabile on line sulla vetrina del sito di Lampi di stampa e su altri siti di vendita libri nonché, su richiesta, in tutte le librerie.
Ulteriori informazioni sul sito Il Fiore Blu.

 

Intanto vi lascio alcuni cenni biografici sui due autori:
Raffaele Fiore è medico Chirurgo-Psicoterapeuta, Omeopata e Nutrizionista. Lavora come libero professionista a Novara nei propri studi e a Milano presso il Centro di Medicine Naturali Riza. Insegna al Corso Quadriennale di Psicoterapia Psicosomatica dell’Istituto Riza di Milano. È autore di numerose pubblicazione sul tema dell’alimentazione naturale e della psicologia alimentare. Medico Kousminiano, conduce corsi e conferenze in Italia. Conoscitore e amante delle tradizioni orientali, è credente e musicista.
Paola Silvestri è laureata in Scienze dell’educazione e si sta dedicando alla conoscenza di tecniche e terapie energetiche. Durante la maternità ha approfondito molte pratiche per il benessere della donna e del bambino, che cerca di divulgare tenendo corsi a mamme e donne in gravidanza. Ha seguito il corso sull’arte di partorire con Frederick Leboyer a Milano. È allieva della dottoressa Zhu nel corso di formazione triennale al metodo Zang qi fa shi gong e segue regolarmente seminari di Qi-Gong con maestri di fama internazionale.

 

IL CENTRO DEL MIO MONDO – Pochi, semplici motivi per praticare Qi-Gong in occidente
di Raffaele Fiore e Paola Silvestri
Lampi di stampa, Vignate (MI)
Novembre 2013
Pp. 89
Prezzo di copertina € 7,00
Formato cm 10,5×16

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Teatro_org

Ecco a voi la bellissima recensione scritta da Elena Siri sul mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano e pubblicata sul sito italiano più importante e completo per quanto riguarda il mondo del teatro, Teatro. org.

 

Per leggerla cliccate questo link:

“IL GIOVANE STREHLER” – recensione di ELENA SIRI – www.teatro.org

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Dopo la presentazione inaugurale dello scorso 7 novembre al Piccolo Coccia di Novara, io e il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano, pubblicato a fine ottobre da Lampi di stampa, ci prepariamo a tre nuovi appuntamenti.

 

  • Il primo si terrà venerdì 31 gennaio alle ore 18.00 a Palazzo Vochieri in Corso Cavallotti 6 a Novara, nell’ambito delle celebrazioni per la festa patronale di San Gaudenzio (22 gennaio) e per commemorare il 71° anniversario della prima regia novarese di Giorgio Strehler (24 gennaio 1943). Oltre alla sottoscritta interverranno l’Assessore alla Cultura del Comune di Novara Paola Turchelli e il consulente editoriale dottor Mariano Settembri. Moderatore sarà il professor Franco Terzera.
Il professor Terzera ed io durante una puntata del programma di Video Novara "Incontro con l'autore", registrato lo scorso 20 novembre 2013.

Il professor Terzera ed io durante una puntata del programma di Video Novara “Incontro con l’autore”, registrata il 20 novembre 2013.

 

  • Il secondo, sotto forma di conferenza/lezione, si svolgerà lunedì 3 febbraio alle ore 17.30 nella prestigiosa cornice del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” in Via Rossini 4 a Trieste , come appuntamento della rassegna I lunedì dello Schmidl. Portare il mio libro nella città natale del Maestro e per di più nell’istituzione in cui è custodito il Fondo “Strehler” è ovviamente una grande emozione, nonché un onore.
Palazzo Gopcevich, splendida sede del Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl" (Trieste)

Palazzo Gopcevich, splendida sede del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” a Trieste.

 

  • Il terzo infine, giovedì 6 febbraio alle ore 16.00 alla Biblioteca Francesco Pezza in Via Vittorio Veneto 17 a Mortara (PV), mi vedrà ancora impegnata in una conferenza/lezione all’interno del ciclo di incontri per divulgare la storia locale Conosci davvero la tua terra?, cui avevo già partecipato nell’edizione del 2008 come correlatrice de La risaia tra fiction e realtà.
Locandina di "Conosci davvero la tua terra?" 2014

Locandina di “Conosci davvero la tua terra?” 2014.

 

Tutti gli appuntamenti saranno ad ingresso libero e, per chi lo desidera, sarà possibile acquistare il libro.

 

Chi non potrà partecipare a questi incontri può comunque reperire il volume in oltre 4.000 librerie in Italia oppure on line sulla vetrina del sito di Lampi di stampa (dove è inserito fra i best sellers) e su tutti i migliori siti come ibs.it, libreriauniversitaria.it, lafeltrinelli.it, hoepli.it, unilibro.it… ecc.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Il nome di Giorgio Strehler, considerato uno dei massimi registi del Novecento, è abitualmente associato al Piccolo Teatro, fondato nel 1947, e alla città di Milano. Il suo esordio alla regia, però, avvenne prima, durante la Seconda Guerra Mondiale, con due spettacoli rappresentati a Novara in un teatrino ormai abbandonato. Ne Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano, scritto da Clarissa Egle Mambrini e pubblicato in questi giorni da Lampi di stampa, riscoprire quegli eventi risalenti a settant’anni fa, indagarne le origini e le conseguenze e analizzarne il contesto diventa l’occasione per approfondire un periodo umano e professionale poco conosciuto dell’artista triestino – allora attivo anche come attore e teorico teatrale – nonché la vita culturale di Novara e di Milano e la realtà teatrale italiana della prima metà del Novecento, fra tradizioni dure a morire e novità che faticavano a radicarsi.

Copertina IL GIOVANE STREHLER

Immagine di copertina gentilmente concessa dall’Archivio Fotografico del Piccolo Teatro di Milano

Il volume si avvale di un intervento iniziale di Stella Casiraghi, promotrice e organizzatrice culturale che ha collaborato a lungo con il Piccolo e ha curato l’edizione critica di molti inediti di Strehler, ed è impreziosito da un nutrito apparato iconografico e da interviste a personaggi della cultura locale e nazionale come lo storico e critico d’arte Raul Capra, il musicista Folco Perrino e l’attore Gianrico Tedeschi.
Frutto di lunghe e meticolose ricerche durate più di un anno, che hanno portato l’autrice anche al Fondo “Giorgio Strehler” a Trieste, questo libro raccoglie, come sottolinea Casiraghi, «ogni tipo di documentazione, locandine, dibattiti, cronache, testimonianze, rassegne stampa, materiali biografici e bibliografici resi disponibili alla lettura e alla riflessione critica. Compostamente scorrono fotogrammi di quanto precedette (e seguì) la prova di regia di un artista che muoveva i primi passi e che riuscì nei decenni successivi a dare corpo alle sue intuizioni e a realizzare, anche sulla scena internazionale, le sue ambizioni».

L’opera sarà presentata al pubblico giovedì 7 novembre p. v. alle ore 18 nella sala del Piccolo Coccia in Piazza Martiri della Libertà, 2 a Novara. Oltre a Clarissa Egle Mambrini e Stella Casiraghi, interverrà il consulente editoriale di Lampi di stampa, Mariano Settembri. Moderatore sarà Alessandro Barbaglia. In tale occasione sarà possibile acquistare il volume, disponibile in oltre 4.000 librerie in tutta Italia oltre che sulla vetrina del sito della casa editrice e sui migliori siti come ibs.it, libreriauniversitaria.it, hoepli.it, unilibro.it e tanti altri ancora.

 

Chi vuole rimanere aggiornato sul libro e sugli eventi ad esso legati può consultare la pagina FB “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano”.

 

Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano
di Clarissa Egle Mambrini
Con un intervento di Stella Casiraghi
Lampi di stampa, Vignate (MI)
Ottobre 2013
pp. 366
Prezzo di copertina € 24,00
Formato cm 14×20

 

Nella notte di Natale del 1997, Giorgio Strehler – ritenuto il Regista per antonomasia – ci lasciava improvvisamente, a 76 anni, nei giorni in cui erano in corso le prove di Così fan tutte del suo amato Mozart, opera che avrebbe inaugurato la nuova sede del Piccolo Teatro. A poche settimane di distanza dal conferimento del Nobel per la letteratura ad un altro importante uomo di teatro italiano, Dario Fo, Strehler se ne andava con un colpo di scena stupendo tutti, impegnato fino all’ultimo in ciò cui aveva dedicato la propria vita, il Teatro, fatto di cultura, di passione, di costanza. Una morte, insomma, quasi scontata per un artista, eppure, come lui stesso aveva dichiarato meno di un anno prima a Maria Grazia Gregori nel libro Il Piccolo Teatro di Milano. Cinquant’anni di cultura e spettacolo, non avrebbe voluto lavorare fino alla fine: «Adesso per quel poco di tempo che ci sarà voglio concentrarmi sull’ineluttabile destino degli essere umani. Non ho intenzione di continuare a fare questo mestiere pensando di essere immortale. Voglio dare una fine a quest’esperienza che è stata tutta la mia vita, per poi fermarmi nella contemplazione della morte. Ma voglio anche mettere a frutto quel bagaglio di esperienze umane e artistiche che ho potuto fare, per lasciare qualcosa a qualcuno… Forse potrei scrivere delle riflessioni sul teatro.»Giorgio Strehler
Il tempo, però, di abbandonare le scene e dedicarsi all’eventuale stesura di riflessioni teatrali non ci fu, ad altri è toccato negli anni portare avanti la sua immensa eredità artistica e culturale, recuperando talvolta lettere e scritti personali e inediti riguardanti la sua lunga carriera, cominciata come attore nella stagione 1940/41 e poi proseguita quasi esclusivamente come regista (di prosa e di lirica), soprattutto a partire dalla fondazione del Piccolo Teatro di Milano, inaugurato insieme all’inseparabile amico Paolo Grassi e a Nina Vinchi il 14 maggio 1947 con l’allestimento de L’albergo dei poveri di Maksim Gorkij. L’aver dato vita al primo stabile pubblico in Italia fu sicuramente un grande traguardo in un Paese arretrato culturalmente rispetto al resto d’Europa nonché ancora pieno della miseria portata dalla guerra, ma fu innanzitutto l’importante inizio, per il teatro della penisola, di un nuovo corso, di cui Strehler fu indiscusso protagonista, creando spettacoli che hanno fatto la Storia di questa arte. Il più famoso rimane indubbiamente Arlecchino servitore di due padroni, rappresentato per la prima volta il 24 luglio 1947 e tutt’oggi portato in scena dovunque, confermandosi come lo spettacolo teatrale italiano più conosciuto al mondo. Oltre a Goldoni, altri drammaturghi rimasero al centro dell’indagine strehleriana, concentrata fin dall’inizio sull’uomo: Pirandello, Shakespeare, Brecht, Bertolazzi, Cechov, solo per citare i più ricorrenti. Affermava il regista nel colloquio con la Gregori: «Io ho creduto in un teatro come glorificazione dell’infinita complessità, della libertà e del mistero dell’uomo. Del suo destino che ho sempre pensato meraviglioso anche se tanto lontano da poterne scorgere, a malapena, un tenue bagliore. Ma è quel bagliore che ha accompagnato tutta la mia vita, dandole il senso più vero. C’è una forma di severità nel mio modo di fare teatro con furore, un furore ardente. […] Se guardo alla mia vita, se penso all’avvenire credo che l’uomo possa percorrere due vie: o l’autodistruzione o il dovere di testimoniare la continuità degli esseri viventi. Perché quello che conta è sempre la vita. Sopra tutto e tutti».
La grandezza di Strehler stava non solo nel genio artistico in grado sviscerare un testo senza mai tradire l’autore e di lavorare tenacemente e appassionatamente concentrandosi su ogni minimo dettaglio – dalla recitazione degli attori, con cui collaborava senza imporre una propria visione, alle scene, ai costumi e alle luci –, bensì anche nella costante attenzione al contesto sociale da cui nasceva l’esigenza di rappresentare un certo spettacolo piuttosto che un altro. Per lui, il teatro era un connubio di arte e politica, tanto che aveva cercato di apportare il proprio contributo con una legge sul teatro che però non fu mai approvata, e riteneva necessario un ruolo degli intellettuali nell’attività politica del Paese: «Gli intellettuali devono capire che l’isolamento testardo, il disimpegno sistematico per non “sporcarsi le mani” insteriliscono la loro presenza nella società. E gli uomini politici debbono rendersi conto che il contributo degli uomini di cultura e degli artisti, soprattutto in un paese di alte tradizioni come il nostro, è una linfa preziosa per il progresso civile.» (Io, Strehler. Una vita per il teatro, conversazioni con Ugo Ronfani). Dichiarazioni che suonano incredibilmente attuali, come molte altre raccolte nelle diverse pubblicazioni edite prima e dopo la morte del Maestro, come viene ancora oggi chiamato e come lui stesso si chiamava poiché riteneva la propria attività un “mestiere”, attribuendo al teatro la sua tipica natura di bottega artigiana.

Quando Giorgio Strehler morì io avevo 13 anni e di lui sapevo solo che era un importante regista di cui sentivo spesso parlare in televisione; per me era quel signore sempre vestito di nero e dalla folta chioma bianca, apparentemente molto severo e ombroso. Mi ricordo lo stupore che colse me e i miei familiari nel momento in cui, riuniti intorno alla tavola per il pranzo di Natale, apprendemmo la notizia e non dimenticherò mai nemmeno la strana emozione di ritrovarmi il giorno seguente a rendergli omaggio, nel suo Piccolo Teatro, del quale varcavo per la prima volta la soglia, dove fu allestita la camera ardente. Non osai avvicinarmi, restai fra le poltrone della platea, da cui Milva era uscita poco prima che noi arrivassimo. Andandomene, se non ricordo male, apposi la mia firma sul quaderno posto all’ingresso del teatro, intravedendo fra le altre la firma di Ottavia Piccolo.

La nuova sede della Città del Teatro ideata da Strehler sarebbe poi stata inaugurata il 26 gennaio 1998 con Così fan tutte e intitolata al regista appena scomparso. Lì avrei visto i miei primi spettacoli del Piccolo, mentre al Grassi e allo Studio sarei andata solo in tempi più recenti, durante gli anni dell’università, quando, oltre a conoscere più approfonditamente la storia di questa importante istituzione, scoprii con enorme stupore che Giorgio Strehler debuttò come giovanissimo regista nella mia città, a Novara.
Sulla scia di quella scoperta risalente ad alcuni anni fa e dell’entusiasmo derivatomi da essa, ora, dopo ricerche durate parecchio tempo, sul regista triestino sto scrivendo un libro, Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro, che uscirà nel 2013 per i tipi della casa editrice milanese Lampi di Stampa con un contributo di Stella Casiraghi, grande conoscitrice del Maestro e curatrice di diverse pubblicazioni ad esso dedicati. Questo volume, oltre ad offrire una panoramica sulla cultura e sullo spettacolo dei primi anni Quaranta, si concentrerà prevalentemente sugli spettacoli novaresi diretti dal regista nel 1943 nell’ambito del teatro dei G.U.F., dando spazio anche ai suoi scritti dell’epoca comparsi su diverse riviste e quotidiani nonché alla sua attività di attore e regista fino ad arrivare alla fondazione del Piccolo nel 1947. Ponendo quindi l’attenzione su un periodo significativo per la storia personale e professionale di Strehler, intendo valorizzare eventi di cui la città di Novara dovrebbe essere orgogliosa e che spero di aiutare a conoscere più approfonditamente.
Sarà il mio omaggio a “quel signore sempre vestito di nero e dalla folta chioma bianca”.

 

Clarissa Egle Mambrini