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Giovedì, 6 agosto alle ore 21.30 nella Sala Ipogea della Copertina IL GIOVANE STREHLERMediateca Montanari in Piazza Amiani a Fano (PU) presenterò il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano all’interno della rassegna La bella estate.
Un nuovo appuntamento per questo saggio, che ad oggi si è guadagnato l’attenzione di appassionati ed esperti del settore nonché recensioni e segnalazioni su testate come «Corriere della Sera», «Sipario» e «Hystrio» (che potete trovare, insieme a tutte le altre uscite, nella sezione Rassegna stampa).

Fano e il suo Teatro della Fortuna vengono inoltre nominati all’interno del mio libro poiché, proprio nei primi anni Quaranta, furono luogo di incontri che avrebbero segnato la storia del futuro Piccolo Teatro di Milano… Per scoprirne di più, dunque, vi aspetto il 6 agosto!

 

Clarissa Egle Mambrini

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A poco più di un anno dalla pubblicazione, il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano continua il suo viaggio.Copertina IL GIOVANE STREHLER
Dopo averlo portato a Vercelli nel mese di ottobre (senza contare le presentazioni dello scorso inverno fra Novara, Trieste e Mortara), è la volta adesso di una tappa molto importante: MILANO. Venerdì, 21 novembre, infatti, sarò ospite della Libreria dello Spettacolo, situata in Via Terraggio 11, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio e dall’Università Cattolica. La presentazione, alla quale parteciperà anche il professor Guido Michelone e che sarà condotta dalla giornalista Laura Frigerio, avrà inizio alle ore 18.30.

Con il professor Guido Michelone alla Mondadori di Vercelli lo scorso 19 ottobre

Con il professor Guido Michelone alla Mondadori di Vercelli lo scorso 19 ottobre

Non è però questo l’unico appuntamento. La settimana successiva, più precisamente venerdì, 28 novembre alle ore 18.00, tornerò a Mortara (PV), che mi aveva accolta ai primi di febbraio per una lezione su Strehler che tenni alla Biblioteca Civica “Francesco Pezza”. Ora invece presenterò il libro alla Libreria Le mille e una pagina, in Corso Garibaldi 7.

Durante la lezione tenuta nel mese di febbraio alla biblioteca di Mortara (PV)

Durante la lezione tenuta nel mese di febbraio alla biblioteca di Mortara (PV)

Nel frattempo, prima di questi due eventi dal vivo, potrete seguirmi in televisione e alla radio. Lunedì 17 novembre, infatti, dalle 15.45 circa sarò ospite della trasmissione di Telelombardia Milano per voi, in diretta su Milanow (canale 191 del digitale terrestre), mentre mercoledì 19 novembre alle 10.00 mi potrete ascoltare dai microfoni di RadiOrizzonti in Blu (anche in streaming sul sito).

Durante un'intervista televisiva per un'emittente locale a novembre 2013

Durante un’intervista televisiva per un’emittente locale a novembre 2013

In occasione delle due presentazioni sarà ovviamente possibile acquistare il volume, che è disponibile su richiesta in oltre 4.000 librerie in tutta Italia e in vendita on line sulla vetrina del sito di Lampi di stampa e sui migliori siti come ibs.it, libreriauniversitaria.it, lafeltrinelli.it, hoepli.it, ecc.
Se invece volete andare sul sicuro, trovate alcune copie nei seguenti punti vendita:
Libreria Lazzarelli (Novara)
IBS.it (Novara)
Libreria La Talpa (Novara)
Mondadori Bookstore (Vercelli)
Abook Piccolo Teatro (Milano)
Libreria dello Spettacolo (Milano)
Milano Libri (Milano)
Libreria Minerva (Trieste)

 

MILANO – È in scena al Teatro Libero fino a martedì 15 luglio, tutti i giorni (tranne la domenica) alle ore 21.00, il nuovo spettacolo di Corrado D’EliaNon chiamatemi Maestro, titolo omonimo di una raccolta di scritti e testimonianze di Giorgio Strehler uscita nel 2007 per i tipi di Skira e curata da Stella Casiraghi.
Non ho ancora avuto il piacere di assistere a questo omaggio doveroso e lodevole nei confronti del grande regista, ma ovviamente lo farò presto, considerato il saggio che ho pubblicato alcuni mesi fa e tutti i libri letti su questo straordinario personaggio.
Nel frattempo invito anche voi ad andare a vederlo. Qui di seguito, la presentazione.

P.S.: tra l’altro, sarà sicuramente un caso, ma D’Elia ad un certo punto scrive, come potrete notare, «il grande maestro dai capelli bianchi sempre vestito di nero»… Una definizione simile all’immagine che ronzava nella mia testa quando ero una bambina e per me Strehler era “quel signore sempre vestito di nero e dalla folta chioma bianca”, come scrissi in un post datato 25 dicembre 2012, in occasione del quindicesimo anniversario della sua morte.

C. E. M.

 

Dal 27 giugno al 15 luglio 2014, ore 21.00 – Teatro Libero, Milano
NON CHIAMATEMI MAESTRO
Liberamente tratto dagli scritti e dalle testimonianze di Giorgio Strehler
Progetto e regia Corrado d’Elia
Luci e fonica Alessandro Tinelli
Fotografie Angelo Redaelli
Scenografia e grafica Andrea Finizio e Chiara Salvucci
Produzione Teatro Libero

Si ringraziano per il prezioso aiuto: Skira Editore, Stella Casiraghi, Valentina Capone, Martina Carpi, Max Maccabruni, Laura Martelli, Monica Mesaglio, Claudia Negrin e Alessandro Sgamma.

 NON CHIAMATEMI MAESTRO

Questo spettacolo vuol essere un canto d’amore per il Teatro. Un inno alla sua fragilità, alla sua incertezza e alla sua caducità. Alla sua fondamentale, profonda umanità. Una riflessione sentita e appassionata sull’amore e sul grande sacrificio che necessariamente il Teatro ogni giorno richiede a chi lo fa, nel rapporto tra Arte e Vita.

Giorgio Strehler, il grande maestro dai capelli bianchi sempre vestito di nero, è il punto di partenza e necessariamente il punto di arrivo. Così muovendo dalle sue parole, dai suoi scritti, dalle sue testimonianze nasce un percorso poetico a nuovo, una nuova scrittura, nuove suggestioni che ci restituiscono un mondo solo apparentemente perduto, ma ancora oggi – forse più che mai – attuale. Un universo che appartiene a tutti gli artisti e a tutti coloro che amano l’Arte e il Teatro.

Corrado d’Elia celebra con questo spettacolo l’universalità dell’Arte, in un gioco teatrale di sovrapposizione con il Maestro in totale comunione. Un percorso emozionante, un flusso di pensieri forte e toccante che restituisce decisamente la parola all’emozione e alla poesia. Alla fine ciò che conta è soltanto la verità dell’Arte e la sua universalità, il Teatro come gesto umano supremo, gesto d’amore e di fiducia negli uomini.

Questo spettacolo è la storia di una passione, di qualcosa di così forte da segnare il percorso di tutta una vita, In cui chiunque ami il teatro e la vita si può riconoscere. “Una piccola scheggia di diamante da trovare con tanta fatica, nelle sabbie così mobili della realtà e delle vicende umane….”.

Gli Album di Corrado d’Elia sono eventi scenici quasi intimi, privati, come potrebbe esserlo un album di vecchie fotografie da mostrare con pudore. Sono racconti di passioni, percorsi poetici che ogni volta coinvolgono ed emozionano, sospendendo il tempo, in uno stato di totale condivisione con il pubblico. Assoli suggestivi ed intensi che l’attore-autore racconta sul palco in profonda solitudine.

 

Informazioni e prenotazioni:
Tel. 02 8323126 – biglietteria@teatrolibero.it
lun. – ven. 15.00 / 19.00
nei giorni di spettacolo: lun – ven. fino alle 21.30
sabato dalle ore 19.00 alle ore 21.30
domenica dalle ore 14.00 alle 16.30
oppure andate alla biglietteria on line

 

Ecco un’intervista che ho rilasciato a Simona Chiesa per MilanoWeb. Se ancora non avete letto il mio libro o lo avete letto ma volete scoprire qualcosa in più su come è nato, non avete che da dare un’occhiata qui sotto 🙂

C. E. M.

 

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Clarissa Egle Mambrini ci racconta “Il giovane Strehler”

Intervista alla giovane scrittrice, attualmente nelle librerie con un volume che ci fa scoprire un Giorgio Strehler inedito

 

Quando pensiamo e parliamo di Giorgio Strehler ci viene spontaneo abbinarlo al Piccolo Teatro di Milano, ma i suoi primi passi dove li ha mossi?

Ce lo racconta Clarissa Egle Mambrini ne “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano” (edito da Lampi di stampa).

Milano Web ha intervistato la giovane scrittrice…

Foto di Paolo Migliavacca

Foto di Paolo Migliavacca

 

Come è nata l’idea per questo libro?
“Il teatro di Strehler, per questioni anagrafiche, ho imparato a conoscerlo dopo la sua morte, durante gli anni del liceo e soprattutto all’università. Anzi, come ho scritto nell’introduzione del libro, il mio rapporto con questo personaggio immenso iniziò proprio quando morì, il 25 dicembre 1997. Avevo 13 anni e il giorno seguente fu un’emozione strana ritrovarsi nella sala del Piccolo di via Rovello, dov’era stata allestita la camera ardente, a rendergli omaggio…

 

Leggi il resto dell’articolo direttamente su MilanoWeb

 

 

MILANO – Il 31 marzo scorso nella sala di Via Rovello si è svolta una serata in onore di Giulia Lazzarini, Giulia e la passione teatrale: buon compleanno al Piccolo, per festeggiare le ottanta primavere della grande attrice (24 marzo), il cui nome è legato allo stabile milanese ed in particolare a Giorgio Strehler, con il quale instaurò un felice e proficuo sodalizio artistico. In tanti sono accorsi a rendere omaggio ad una delle Signore del teatro italiano: amici e colleghi di una vita, ma anche semplici appassionati.Giulia Lazzarini - Ariel - Tempesta 1978
Ad aprire la piacevole chiacchierata fra la Lazzarini, Alberto Bentoglio e Maurizio Porro, la proiezione (accolta da un sentito applauso) di una scena tratta dall’allestimento de La tempesta del 1978 in cui l’attrice offrì una straordinaria e storica interpretazione dello spirito Ariel al fianco di Tino Carraro nei panni di Prospero (regista esigente e puntiglioso, ovviamente, Giorgio Strehler). Poi un saluto dell’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno in rappresentanza del Comune, che è stato fra i sostenitori dell’evento.

Milanese, diplomatasi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, la Lazzarini ha dato spazio ai ricordi della lunga e fortunata carriera, citando qua e là gli spettacoli più significativi, raccontando alcuni curiosi aneddoti e dando anche dei saggi dei suoi numerosi ed indimenticabili personaggi, fra i quali la giovane senza età Gasparina ne Il Campiello, messo in scena nel 1993 ovvero alla soglia dei 60 anni, la figlia zitella ne L’egoista di Bertolazzi, Virginia in Vita di Galileo, Clarice nell’Arlecchino servitore di due padroni, Varia ne Il giardino dei ciliegi, Polly ne L’opera da tre soldi (al fianco dell’ex compagno di studi Domenico Modugno), Winnie in Giorni felici, la Sgricia ne I giganti della montagna del 1994, senza dimenticare ovviamente Elvira o la passione teatrale, spettacolo inaugurale del Piccolo Teatro Studio nel 1986, in cui recitò al fianco di Strehler: «È sempre stato bellissimo recitare con lui, ma lo fu soprattutto in quell’occasione, poiché io mi sono sempre sentita un po’ una sua allieva [proprio come accade nel testo di Louis Jouvet, nda]. Tra l’altro, quando lo riprendemmo nel 1997 fu l’ultima volta in cui Giorgio salì su un palcoscenico». A proposito della morte improvvisa del regista, avvenuta appunto in quell’anno, e dei suoi ultimi tormentati anni di vita a causa di una serie di problemi giudiziari e di un’Amministrazione Comunale indifferente, non è mancato qualche veloce ma doveroso accenno durante il quale si è anche ricordata la tristemente famosa frase pronunciata dall’allora sindaco Formentini: «Vada a fare altrove il suo canto del cigno».

GiuliaLazzarini_Giorni Felici

Parlando delle tante produzioni fatte col Piccolo, la Lazzarini ha inoltre raccontato con garbo e ironia alcuni momenti divertenti avvenuti proprio col Maestro durante le prove, a dimostrazione della grande stima reciproca e dell’intuito geniale del regista, come nella scena finale delle chiavi ne Il giardino dei ciliegi oppure in quella celeberrima della carretta distrutta dal sipario di ferro al termine de I giganti della montagna per non parlare dei battibecchi su come interpretare il personaggio della Sgricia. L’ultimo ruolo propostole da Strehler fu da protagonista in Madre Coraggio di Sarajevo, riadattamento del testo di Bertolt Brecht Madre Coraggio e i suoi figli, ma purtroppo lo spettacolo non fu mai realizzato perché il Maestro abbandonò la direzione del teatro dopo quindici giorni di prove a causa dei dissidi sopra menzionati.

La carriera della Lazzarini non è stata però solo al Piccolo. Ha fatto parte infatti di altre compagnie, fra cui la Compagnia dei Giovani, ha lavorato in qualche film ed è stata una delle più proficue interpreti della grande stagione degli sceneggiati televisivi della Rai: «All’epoca naturalmente era tutto in diretta, non c’erano i mezzi per registrare, e forse anche per questo motivo c’era una cura che oggi manca assolutamente alle fiction televisive».

Allo stabile milanese è tornata in scena in anni recenti diretta da Luca Ronconi ne Il ventaglio (2007) e da Lluìs Pasqual in Donna Rosita nubile (2010), spettacolo «che in un certo senso riunì la “vecchia compagnia” del Piccolo. Con me c’erano infatti Andrea Jonasson, Franca Nuti, Gian Carlo Dettori, Franco Sangermano…».

La serata è stata inoltre l’occasione per accennare al libro a lei dedicato e appena pubblicato da Titivillus La semplice grandezza. Giulia Lazzarini tra televisione, cinema e teatro di Chiara Gualdoni e Nicola Bionda, con prefazione del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, introduzione di Maurizio Porro e scritti di Valentina Cortese, Paolo Grassi, Franco Graziosi, Maurizio Nichetti, Moni Ovadia, Renato Sarti, Ferruccio Soleri, Luisa Spinatelli, Giorgio Strehler, Paolo e Vittorio Taviani, Antonio Zanoletti.Giulia-Lazzarini
Le scrisse Strehler il 5 maggio 1982, prima del debutto di Giorni felici: «La tua semplice grandezza di interprete è sempre pura, è sempre limpida e ha sempre il segno della verità, della poesia, della forza e della delicatezza allo stesso tempo».
Una “semplice grandezza” dimostrata anche nel corso della serata: «Quando mi hanno detto che avrebbero voluto organizzare un incontro col pubblico per festeggiare il mio compleanno pensavo al Chiostro non di certo al teatro vero e proprio. Non mi sembra di meritare così tanto…! Poi ho chiesto come sarebbe stato allestito il palco e mi hanno risposto che ci sarebbe stata la scenografia dello spettacolo di Ronconi, in scena in questi giorni, Pornografia. E allora ho pensato che dopotutto festeggiare 80 anni con le scene di Pornografia non sarebbe stato tanto male!».

A conclusione dell’evento, Giulia Lazzarini ha letto il celebre monologo de La tempesta («Noi siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni…») e fra gli applausi calorosi del pubblico è stata omaggiata di un mazzo di fiori consegnatole direttamente dal Direttore del Piccolo Sergio Escobar, prima di sedersi in proscenio a salutare amici ed ammiratori in attesa di un autografo o una foto.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

«Valentina unica, adorata da sempre e per sempre,
La vita non può cancellare l’amore. Lo muta ma non lo rinnega.
Perché l’amore, il bene quando sono veri sono eterni.
[…].
Lascia che ti stringa nelle mie braccia come sempre. Sei sempre stata e sarai sempre con me.
E nessuno può farci niente».

(Da una lettera scritta nel 1994 da Giorgio Strehler a Valentina Cortese,
sua compagna negli anni Sessanta.
In GIORGIO STREHLER, Lettere sul teatro, a cura di Stella Casiraghi, prefazione di Giovanni Raboni, Archinto, Milano, 2000)

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Dopo la presentazione inaugurale dello scorso 7 novembre al Piccolo Coccia di Novara, io e il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano, pubblicato a fine ottobre da Lampi di stampa, ci prepariamo a tre nuovi appuntamenti.

 

  • Il primo si terrà venerdì 31 gennaio alle ore 18.00 a Palazzo Vochieri in Corso Cavallotti 6 a Novara, nell’ambito delle celebrazioni per la festa patronale di San Gaudenzio (22 gennaio) e per commemorare il 71° anniversario della prima regia novarese di Giorgio Strehler (24 gennaio 1943). Oltre alla sottoscritta interverranno l’Assessore alla Cultura del Comune di Novara Paola Turchelli e il consulente editoriale dottor Mariano Settembri. Moderatore sarà il professor Franco Terzera.
Il professor Terzera ed io durante una puntata del programma di Video Novara "Incontro con l'autore", registrato lo scorso 20 novembre 2013.

Il professor Terzera ed io durante una puntata del programma di Video Novara “Incontro con l’autore”, registrata il 20 novembre 2013.

 

  • Il secondo, sotto forma di conferenza/lezione, si svolgerà lunedì 3 febbraio alle ore 17.30 nella prestigiosa cornice del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” in Via Rossini 4 a Trieste , come appuntamento della rassegna I lunedì dello Schmidl. Portare il mio libro nella città natale del Maestro e per di più nell’istituzione in cui è custodito il Fondo “Strehler” è ovviamente una grande emozione, nonché un onore.
Palazzo Gopcevich, splendida sede del Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl" (Trieste)

Palazzo Gopcevich, splendida sede del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” a Trieste.

 

  • Il terzo infine, giovedì 6 febbraio alle ore 16.00 alla Biblioteca Francesco Pezza in Via Vittorio Veneto 17 a Mortara (PV), mi vedrà ancora impegnata in una conferenza/lezione all’interno del ciclo di incontri per divulgare la storia locale Conosci davvero la tua terra?, cui avevo già partecipato nell’edizione del 2008 come correlatrice de La risaia tra fiction e realtà.
Locandina di "Conosci davvero la tua terra?" 2014

Locandina di “Conosci davvero la tua terra?” 2014.

 

Tutti gli appuntamenti saranno ad ingresso libero e, per chi lo desidera, sarà possibile acquistare il libro.

 

Chi non potrà partecipare a questi incontri può comunque reperire il volume in oltre 4.000 librerie in Italia oppure on line sulla vetrina del sito di Lampi di stampa (dove è inserito fra i best sellers) e su tutti i migliori siti come ibs.it, libreriauniversitaria.it, lafeltrinelli.it, hoepli.it, unilibro.it… ecc.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

MILANO – Piccolo Teatro Grassi gremito la sera del 13 dicembre per l’evento-amarcord curato da Claudio Beccari Giorgio Strehler e io. Quarant’anni di lavoro al Piccolo Teatro di Milano, che ha visto protagonista sul palco di Via Rovello Gian Carlo Dettori. Fra racconti, ricordi personali, letture, proiezioni di documenti e fotografie, l’attore ha ripercorso il proprio lungo sodalizio con Strehler, cogliendo l’occasione per tratteggiare un interessante ritratto umano e professionale del grande regista, di cui a Natale ricorrerà il sedicesimo anniversario della scomparsa.
Soffermandosi sulla realtà teatrale italiana dei primi decenni del Novecento e dell’immediato dopoguerra, Dettori ha spiegato al pubblico l’importanza di Strehler, di Grassi, di D’Amico e delle loro scelte moderne, che rivoluzionarono le scene del nostro Paese introducendo la figura del regista e i teatri stabili, oltre a battersi per un “teatro d’arte per tutti”.
L’attore, prima di trasferirsi dalla natia Sardegna a Roma per frequentare l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, non aveva mai avuto modo di assistere ad uno spettacolo teatrale. Il primo fu la Trilogia della villeggiatura diretta da Strehler: in quel momento decise che avrebbe voluto lavorare con il grande regista. L’occasione si presentò l’8 giugno 1957, quando, poche settimane dopo il saggio finale in Accademia, fu convocato al Piccolo per un provino. Dopo una lunga attesa arrivò finalmente Strehler, considerato già allora un maestro, un genio, un mostro della scena. Dettori, agitatissimo, fu invitato ad andare sul palco per recitare il brano che aveva preparato, il Racconto del Diacono Martino tratto dall’Adelchi di Manzoni. Dopo qualche battuta, Strehler lo interruppe e invertì i ruoli, chiedendo di cedergli il posto e di fargli da suggeritore. Recitò quindi lui alcune battute e infine domandò al giovane incredulo: «Allora, come sono andato?». Dettori ovviamente non poté che incensarlo e quando vide che il regista fece per andarsene, gli chiese che ne sarebbe stato di lui, visto che non aveva effettivamente sostenuto il provino. «Tu la prossima stagione farai il Coriolano. L’ho visto da come ti muovi e sei entrato in scena che sei un attore», fu la risposta di Strehler.
Al Coriolano della stagione 1957-58, «uno spettacolo capitale nella carriera di Strehler», per Dettori seguirono altri titoli come Platonov di Čechov, in cui si sperimentò ulteriormente la recitazione epica teorizzata da Brecht (la sua Opera da tre soldi era stata messa in scena al Piccolo nel 1956), l’immancabile Arlecchino servitore di due padroniLa grande magia (in cui l’attore ebbe finalmente un ruolo da protagonista, al posto di Franco Parenti appena deceduto), Il campiello fino ad arrivare a I giganti della montagna nel 1994, un allestimento dell’incompiuta opera pirandelliana segnato da profonde amarezze per il regista, che già allora presentiva un periodo oscuro per l’Italia e per la Cultura.

Foto di Luigi Cimnaghi

Foto di Luigi Cimnaghi

Il legame instauratosi fra i due artisti era così profondo che Dettori seguì Strehler anche quando questi abbandonò il Piccolo dal 1968 al 1972 e fondò il Gruppo Teatro Azione con sede a Prato. Fu proprio durante le prove di una ripresa televisiva di Nel fondo di Gorkij (nuovo allestimento de L’albergo dei poveri che aveva inaugurato la sala di Via Rovello nel 1947) che Strehler confermò la sua grandissima sensibilità per le immagini e per le luci, elemento fondamentale nei suoi spettacoli: si accorse infatti di una differenza di soli 5 gradi nella luce dei fari rispetto al giorno precedente, un particolare praticamente impercettibile all’occhio umano e di cui non si erano accorti nemmeno i tecnici.
L’amicizia però non significava per il regista concedere favoritismi o avere preferenze: le ragioni dell’Arte e del Teatro venivano prima di tutto. Lo dimostrò in due occasioni, agli inizi degli anni Settanta, quando propose a Dettori il personaggio del Fool nel Re Lear salvo poi ripensarci per assegnare ad una sola interprete il doppio ruolo Cordelia/Fool, perché questa gli sembrava una scelta in linea con la sua lettura del dramma shakespeariano, e quando gli offrì il ruolo del protagonista Mackie Messner ne L’opera da tre soldi al posto di Gianni Santuccio che aveva dato forfait per poi sostituirlo invece con Domenico Modugno perché c’era bisogno di un nome noto.
Deluso, Dettori dalla stagione successiva andò a lavorare allo Stabile di Genova con Ivo Chiesa. Tornò al Piccolo nel 1987 per l’Edizione dell’Addio dell’Arlecchino e restò al fianco di Strehler fino alla morte, avvenuta dieci anni dopo, parlando della quale l’attore ha anche ricordato, non senza commozione, di una sera di Natale di qualche anno prima in cui Strehler era stato ospite a casa sua.
«Giorgio si faceva spesso raccontare la vita quotidiana mia e della mia famiglia. La sua curiosità andava dalle domande più banali a quelle più strane. Poteva infatti capitare che nel bel mezzo di un discorso mi chiedesse da che lato del letto dormisse mia moglie. Secondo me si comportava così perché fondamentalmente lui aveva paura della vita e viveva il teatro come un modo per scappare da essa. La prima cosa che in effetti insegnava ai suoi allievi era la curiosità: li mandava fuori da scuola a spiare la vita altrui, perché riteneva l’osservazione importantissima per un attore. “Un attore deve saper guardarsi attorno, osservare gli altri e chiedersi che vita hanno, come parlano, cosa pensano…”, diceva».

Al termine, commossi applausi colmi di gratitudine per aver rivissuto il mito di Strehler per una sera grazie ad un grande attore che non ha tra l’altro mancato di regalare qualche breve ma intensa interpretazione dei suoi personaggi man mano che ne parlava.

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Per approfondire la figura di Strehler, il contesto in cui maturarono le sue scelte giovanili, il suo metodo di lavoro, le sue teorie sul teatro e i suoi anni al Piccolo, consiglio i seguenti volumi (che sono solo una selezione fra tutti quelli dedicati a questo importante artista):

– Stella Casiraghi (a cura di), Il metodo Strehler. Diari di prova della “Tempesta” scritti da Ettore Gaipa, Skira, Milano, 2012.

– Maria Grazia Gregori (a cura di), Il Piccolo Teatro di Milano. Cinquant’anni di cultura e spettacolo, Elemond Editori Associati Leonardo Arte, Milano, 1997.

– Clarissa Egle Mambrini, Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano, Lampi di stampa, Vignate (MI), 2013.

– Giorgio Strehler, Io, Strehler. Una vita per il teatro, Conversazione con Ugo Ronfani, Rusconi, Milano, 1986.

– Giorgio Strehler, Lettere sul teatro, prefazione di Giovanni Raboni, a cura di Stella Casiraghi, Archinto, Milano, 2000.

– Giorgio Strehler, Nessuno è incolpevole. Scritti politici e civili, a cura di Stella Casiraghi, Melampo, Milano, 2007.

– Giorgio Strehler, Non chiamatemi maestro, a cura di Stella Casiraghi, Skira, Milano, 2007.

– Giorgio Strehler, Per un teatro umano. Pensieri scritti, parlati e attuati, a cura di Sinah Kessler, Feltrinelli, Milano, 1974.

 

Clarissa Egle Mambrini

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NOVARA – Dopo 35 anni di successi e più di 1000 repliche, lo scorso 13 novembre Mi voleva Strehler è finalmente approdato anche a Novara. Lo spettacolo, interpretato fin dal 1978 da Maurizio Micheli (anche autore insieme ad Umberto Simonetta) e diretto da Luca Sandri, è un vero e proprio one man show che diverte il pubblico per più di un’ora e mezza senza avere mai momenti morti. Seppure con qualche lieve modifica apportata per diminuirne la durata e non correre il rischio di annoiare gli spettatori odierni, abituati a ritmi più veloci rispetto ad una volta, Mi voleva Strehler è rimasto pressoché immutato dal giorno della sua prima rappresentazione, avvenuta al Teatro Gerolamo di Milano. Allora Giorgio Strehler e il suo Piccolo Teatro erano considerati il massimo cui un attore potesse ambire: essere diretti anche solo in una parte secondaria dal grande regista (ormai ritenuto in tutto il mondo il Regista del Novecento) e recitare sul palco di Via Rovello erano il sogno di una vita. Oggi il Piccolo rimane un’istituzione, ma purtroppo Strehler, a sedici anni dalla scomparsa, per molti sembra finito nel dimenticatoio – come dichiarato dallo stesso Micheli – e fra i giovani c’è addirittura chi ne ignora il nome.Strehler8
Lo spettacolo – tutto messo in scena su una pedana girevole che all’occorrenza è camerino, palcoscenico del locale di cabaret e appartamento del protagonista – verte sulla preparazione del provino che un attorucolo di cabaret deve sostenere di fronte a Strehler: l’evento atteso da una vita, che potrebbe finalmente significare una svolta per la propria carriera. La sera e la notte precedente al grande giorno Fabio Aldoresi – questo il nome del protagonista – è ovviamente preso dall’ansia e le pensa tutte pur di far colpo sul Maestro. Ogni volta gli sembra di aver trovato l’idea vincente, salvo accorgersi subito dopo che si tratta di una pensata strampalata che cerca immediatamente di sostituire, senza riuscirci, con qualcosa di meglio. E così via per tutto lo spettacolo, durante il quale viene fatto rivivere il teatro italiano – e milanese in particolare – degli anni Sessanta e Settanta. I nomi citati, le canzoni sono quelli di allora e basta accennarli per calare lo spettatore indietro nel tempo, in una Milano che adesso sembra tanto lontana. Così come non mancano riferimenti ad altre realtà di quegli anni: il teatro alternativo, la protesta, il celeberrimo Living Theatre, l’impegno politico.
Momenti spassosi, fatti di una comicità esilarante e mai volgare, lasciano talvolta lo spazio ad una certa nostalgia per un’epoca perduta. Di Strehler, continuamente evocato, pare di rivedere e risentire i tratti caratteristici: la camminata nervosa su e giù dal palco durante le prove, l’inconfondibile dolcevita nero, la perenne insoddisfazione, la severità, la voce… Tanto che in alcuni passaggi viene spontaneo guardare giù in platea, fra le prime file, pensando di trovarlo là, mentre assiste al provino sgangherato di Aldoresi. Ma è solo un’ombra della fantasia, una fugace illusione teatrale. Che però grazie al sempreverde spettacolo di Micheli si perpetua continuamente, preservando la memoria del grande regista triestino.
Peccato che il Coccia quella sera fosse semivuoto… Fortunatamente il pubblico, seppure non numeroso, si è fatto sentire con frequenti risate e convinti applausi.

 

13 novembre 2013, Teatro Coccia
MI VOLEVA STREHLER
di Umberto Simonetta e Maurizio Micheli
Regia Luca Sandri
Con Maurizio Micheli
Produzione Teatro Franco Parenti

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Il nome di Giorgio Strehler, considerato uno dei massimi registi del Novecento, è abitualmente associato al Piccolo Teatro, fondato nel 1947, e alla città di Milano. Il suo esordio alla regia, però, avvenne prima, durante la Seconda Guerra Mondiale, con due spettacoli rappresentati a Novara in un teatrino ormai abbandonato. Ne Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano, scritto da Clarissa Egle Mambrini e pubblicato in questi giorni da Lampi di stampa, riscoprire quegli eventi risalenti a settant’anni fa, indagarne le origini e le conseguenze e analizzarne il contesto diventa l’occasione per approfondire un periodo umano e professionale poco conosciuto dell’artista triestino – allora attivo anche come attore e teorico teatrale – nonché la vita culturale di Novara e di Milano e la realtà teatrale italiana della prima metà del Novecento, fra tradizioni dure a morire e novità che faticavano a radicarsi.

Copertina IL GIOVANE STREHLER

Immagine di copertina gentilmente concessa dall’Archivio Fotografico del Piccolo Teatro di Milano

Il volume si avvale di un intervento iniziale di Stella Casiraghi, promotrice e organizzatrice culturale che ha collaborato a lungo con il Piccolo e ha curato l’edizione critica di molti inediti di Strehler, ed è impreziosito da un nutrito apparato iconografico e da interviste a personaggi della cultura locale e nazionale come lo storico e critico d’arte Raul Capra, il musicista Folco Perrino e l’attore Gianrico Tedeschi.
Frutto di lunghe e meticolose ricerche durate più di un anno, che hanno portato l’autrice anche al Fondo “Giorgio Strehler” a Trieste, questo libro raccoglie, come sottolinea Casiraghi, «ogni tipo di documentazione, locandine, dibattiti, cronache, testimonianze, rassegne stampa, materiali biografici e bibliografici resi disponibili alla lettura e alla riflessione critica. Compostamente scorrono fotogrammi di quanto precedette (e seguì) la prova di regia di un artista che muoveva i primi passi e che riuscì nei decenni successivi a dare corpo alle sue intuizioni e a realizzare, anche sulla scena internazionale, le sue ambizioni».

L’opera sarà presentata al pubblico giovedì 7 novembre p. v. alle ore 18 nella sala del Piccolo Coccia in Piazza Martiri della Libertà, 2 a Novara. Oltre a Clarissa Egle Mambrini e Stella Casiraghi, interverrà il consulente editoriale di Lampi di stampa, Mariano Settembri. Moderatore sarà Alessandro Barbaglia. In tale occasione sarà possibile acquistare il volume, disponibile in oltre 4.000 librerie in tutta Italia oltre che sulla vetrina del sito della casa editrice e sui migliori siti come ibs.it, libreriauniversitaria.it, hoepli.it, unilibro.it e tanti altri ancora.

 

Chi vuole rimanere aggiornato sul libro e sugli eventi ad esso legati può consultare la pagina FB “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano”.

 

Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano
di Clarissa Egle Mambrini
Con un intervento di Stella Casiraghi
Lampi di stampa, Vignate (MI)
Ottobre 2013
pp. 366
Prezzo di copertina € 24,00
Formato cm 14×20