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TORNACO (NO) – Nell’ambito della “Festä dla Madonä di Por” di Tornaco, paese in provincia di Novara, venerdì 4 aprile sarà presentato il mio libro Cuore di Terra. Percorsi rurali tra fantasia e realtà a Villa Marzoni, sede di uno dei più noti musei etnografici della zona, citato anche all’interno del volume.

La serata avrà inizio alle 19.00 e si svolgerà secondo il seguente programma:Cuore di Terra - copertina
presentazione del logo De.C.O. con degustazione di prodotti tipici
inaugurazione della mostra fotografica “Paesaggi della Bassa Novarese”
presentazione di Cuore di Terra.

 

Alcuni cenni, estrapolati dal pieghevole della manifestazione:

Presentazione del logo De.C.O.
L’Amministrazione comunale, nel quadro delle iniziative dirette alla promozione e valorizzazione delle tradizioni e delle eccellenze di Tornaco, ha istituito la De.C.O. (denominazione comunale di origine), per i prodotti che costituiscono una specialità esclusiva del territorio comunale. Il marchio è il riconoscimento della tipicità di quei tanti prodotti agroalimentari che non rientrano, per motivi diversi, in altre forme di tutela. Una maniera per legare un prodotto alla sua terra, al suo Comune, al luogo dove esso si produce da sempre. Per contraddistinguere e riconoscere i prodotti che si avvalgono del marchio è stato adottato un apposito logo identificativo che verrà svelato venerdì 4 aprile. L’occasione offrirà la possibilità di una degustazione di alimenti che potrebbero in futuro avvalersi della denominazione.

Mostra fotografica “Paesaggi della Bassa Novarese”
Grazie alla collaborazione con l’Azienda Turistica Locale della Provincia di Novara (ATL), nella persona del presidente Maria Rosa Fagnoni, si sono potute realizzare le stampe di alcune fotografie che raccontano la poesia di un paesaggio a volte poco valorizzato, soprattutto da chi non lo sa guardare con occhi diversi. Sei fotografi della Bassa hanno accettato di lasciare al patrimonio del Museo Etnografico i loro scatti, momenti catturati alla nostra realtà. Ad Emilio Alzati, Giancarlo Crivellari, Mario Finotti, Renato Marangoni, Paolo Migliavacca, Carla Moro siamo grati per aver aderito al progetto e permesso la sua realizzazione.

Incontro con Clarissa Egle Mambrini
Uscito alla fine del 2013, Cuore di Terra è un libro dedicato al mondo contadino contemporaneo, scritto da Clarissa Egle Mambrini e pubblicato dalla EOS Editrice di Novara. L’autrice, attraverso racconti in cui si mescolano fantasia e ricordi d’infanzia, esplora i cambiamenti intercorsi nella seconda metà del Novecento e nei primi anni del nuovo millennio all’interno delle campagne, sottolineandone i molteplici aspetti e valorizzando l’enorme patrimonio culturale, storico e ambientale che in esse si trova. Il libro nasce con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle il mondo rurale di una volta ed addentrarsi in quello contemporaneo, assai ricco e alquanto sfaccettato, traboccante di risorse per la nostra economia, cultura e turismo. Il libro, anche grazie alle numerose e suggestive fotografie in bianco e nero di cui è corredato, vuole essere quindi un invito a vedere con occhi nuovi ciò che ci circonda, a riconoscere le bellezze della nostra terra, quei luoghi e quelle realtà a noi talmente vicini da essere spesso ignorati o poco frequentati. Per non dimenticarci come eravamo e per capire come siamo.

 

E infine, chi è questa Madonna dei Porri?
«Per la gente di Tornaco fino a qualche decennio fa la festa dell’Addolorata era tra le più solenni dell’anno, al pari del Natale e della Pasqua. La radicata devozione popolare si deve probabilmente alla figura di Carlo Borromeo che, nel contesto della riforma tridentina, volle evidenziare l’importanza della Vergine straziata dal dolore di fronte al corpo martirizzato del Cristo. AL vescovo milanese si deve la ricorrenza che cade il venerdì precedente la Domenica delle Palme. Ad accompagnare la festa la tradizione vuole sia un cibo in particolare, che in qualche modo richiami anche la penitenza. Consumare i porri di venerdì era (è) un modo per rispettare il giorno di magro e non infrangere il precetto. L’alimento si è legato a tal punto alla festa che la Madonna dei sette dolori è volgarmente conosciuta da tutti come la “Madonä di Por”».
(F. Frattini, Tornaco e Vignarello. Storia e memorie di una comunità della Bassa, Comune di Torncao, 2013)

 

Clarissa Egle Mambrini

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All’interno di Voci di Donna, il Festival della Letteratura al Femminile organizzato per il terzo anno consecutivo dal Comune di Novara e dalla Libreria Lazzarelli in occasione della Festa della Donna, sabato 15 marzo alle ore 16.00 presso la Sala dell’Accademia del Broletto Clarissa Egle Mambrini presenterà il suo libro dedicato al mondo contadino contemporaneo Cuore di Terra. Percorsi rurali tra fantasia e realtà, pubblicato dalla EOS Editrice alla fine del 2013.

Cuore di Terra - copertina
Dopo l’esperimento corale di In grembo alla Terra (2007), che affrontava sotto diversi aspetti l’ambiente rurale tra fine Ottocento e prima metà del Novecento mediante la penna di sedici autori (fra i quali la Mambrini), la EOS, affidandosi questa volta ad una sola giovane autrice, ha voluto proseguire il discorso addentrandosi nelle campagne di oggi per dare rilievo a realtà che caratterizzano fortemente il nostro territorio eppure sono ancora poco conosciute, nonostante in tanti casi costituiscano una risorsa importante per l’economia, la cultura e il turismo.
Attraverso racconti in cui si mescolano fantasia e ricordi di infanzia, alternati a brevi saggi o articoli di carattere divulgativo, Cuore di Terra, aperto da un’introduzione di Gabrio Mambrini, esplora i cambiamenti intercorsi nella seconda metà del secolo scorso e nei primi anni del nuovo millennio all’interno delle campagne, sottolineandone gli aspetti positivi e negativi e valorizzando l’enorme patrimonio culturale, storico e ambientale che in esse si trova. Il lettore scoprirà così alcuni mestieri antichi – ora praticati in modo diverso rispetto ad un tempo, con l’ausilio della tecnologia e di nuovi strumenti –, altri invece relativamente recenti, oltre a luoghi ed edifici di interesse storico e artistico purtroppo scarsamente conosciuti – che nella maggior parte dei casi nulla hanno da invidiare a strutture ben più rinomate – e ad incantevoli paesaggi naturali.
Il libro, anche grazie alle numerose e suggestive fotografie in bianco e nero di cui è corredato, vuole essere quindi un invito a vedere con occhi nuovi ciò che ci circonda, a riconoscere le bellezze della nostra terra, quei luoghi e quelle realtà a noi talmente vicini da essere spesso ignorati o poco frequentati. Per non dimenticarci come eravamo e per capire come siamo.

 

Cuore di Terra. Percorsi rurali tra fantasia e realtà
di Clarissa Egle Mambrini
EOS Editrice, Novara
Dicembre 2013, pp. 200
Prezzo di copertina € 25,00
Formato cm 17×24

 

NOVARA – Domenica 21 febbraio 1993, con un concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti e alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, novarese, si inaugurò il Teatro Coccia restaurato, chiuso per lavori dal 1986.
Per me, che avevo 9 anni e non ero mai stata in un teatro (eccezion fatta per il Faraggiana, di cui però avevo usufruito come cinema), e per un centinaio di bambini miei coetanei quella riapertura si trasformò in un’occasione di scoperta e di gioco. A scuola infatti leggemmo un libro per l’infanzia scritto appositamente per celebrare l’evento, Fantasmi al teatro Coccia di Anna Lavatelli, che, attraverso l’avventura della bimba Andrea Di Lillo, coinvolta dai fantasmi del conte Marco Caccia e del marchese Luigi Tornielli nella preparazione di un’opera composta da Carlo Coccia, diretta da Guido Cantelli e cantata da Toti Dal Monte e Ferruccio Tagliavini, ci diede modo di imparare alcuni passaggi e personaggi fondamentali nella storia del teatro novarese.fantasmi al teatro coccia
Poi, esperienza ancora più emozionante, fummo coinvolti nelle riprese di un film di Vanni Vallino tratto proprio dal libro e presentato al pubblico nel gennaio 1994, in occasione di San Gaudenzio, patrono della città. I “provini” si effettuarono a nostra insaputa, nel senso che le maestre un giorno ci fecero scrivere un tema su noi stessi (in cui io tra l’altro avevo inventato alcune cose di sana pianta, descrivendo il mio atteggiamento con i compagni di classe non per quello che era in realtà ma per quello che avrei voluto… E per fortuna qualche anno dopo sarei diventata così come avevo scritto in quel tema! Ma allora no, proprio no: ero ancora molto, molto introversa…) senza ovviamente dirci che non si trattava di una normale esercitazione, bensì che sarebbe servito al regista per inquadrare il nostro carattere e scegliere la potenziale protagonista. Così un giorno ci ritrovammo in classe Vanni Vallino che, temi alla mano, fece una chiacchierata per approfondire ulteriormente il discorso. Dopo di che la giovanissima protagonista fu scelta: doveva essere mascolina, spigliata e avere possibilmente i capelli corti: chi meglio della nostra compagna di classe Francesca? E poi, un giorno, iniziarono le riprese… e così scoprii che nel cinema esiste quell’operazione chiamata montaggio e che non è necessario girare le scene nell’ordine in cui si svolgono… e tante altre cose!
Nel giugno del 1993 inoltre mi esibii proprio in teatro per il mio primo saggio di danza. Ricordo le numerose prove, ricordo l’emozione della prima uscita sul palco e soprattutto della rassicurante sensazione di non vedere il pubblico poiché era totalmente al buio… Ricordo la maestra di danza, Vittoria Minucci, che una volta chiuso il sipario ci disse: «Non siete state brave… Siete state bravissime!» e regalò ad ognuna di noi un cerchietto e un elastico per capelli…
Stranamente non ricordo quale fu il primo spettacolo che vidi a teatro… Mi sembra si trattasse di un balletto. Ricordo però benissimo di aver insistentemente chiesto al papà di comprare i biglietti per un palchetto: mi affascinava troppo l’idea di stare lì!
Ora sono passati 20 anni da quell’esperienza, che su di me ha inciso profondamente. Il libro della Lavatelli e il film di Vallino non sono più in commercio da un pezzo… Sfogliare quelle pagine ma soprattutto rivedere il film mette tanta nostalgia. Però è anche un bel viaggio nelle emozioni…

Fantasmi al teatro Coccia
di Anna Lavatelli
Interlinea Edizioni
1993, Novara, pp. 35

Fantasmi al teatro Coccia
un film di Vanni Vallino
Sceneggiatura Anna Lavatelli, Vanni Vallino
Con Giuseppe Percivaldi, Abele Lino Antonione, Valeria Bosco, Rossana Carretto, Enrico Tacchini, Vanna Zorzi, Davide Tricotti, Luisa Bagna, Gabrio Mambrini, Cristina Baraggioni, Rossella Introini
e con Francesca Ruggerone e i 100 bambini delle classi del secondo ciclo delle scuole elementari Bottacchi, Levi, Tommaseo
Aiuto regia Nicoletta Pavesi, Claudio Pavesi, Massimo Marcotti, Paolo D’Onofrio
Musiche originali composte, arrangiate ed eseguite da Dario Artuso
Tema musicale originale composto da Marco Dondi
Organizzazione e direzione orchestra al teatro Coccia Luca Quinti

Per un po’ di storia sul Teatro Coccia, date un’occhiata a wikipedia oppure alla pagina dell’Azienda Turistica Locale.

Clarissa Egle Mambrini
(L’illustrazione della copertina del libro è di Antonio Ferrara)