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NOVARA – Nella mattinata di ieri sul palco del Coccia allestito con la scenografia di Madama Butterfly (opera che debutterà fra una decina di giorni nel nuovo teatro all’aperto di Verbania Il Maggiore e chiuderà il cartellone di lirica a Novara nel 2017) è stata presentata alla stampa e alle autorità la prossima stagione teatrale, come sempre ricca e per tutti i gusti.

Dopo il saluto del neosindaco Alessandro Canelli – che attualmente ricopre anche l’incarico di Assessore alla Cultura e che ha confermato di voler mantenere Renata Rapetti nel ruolo di Direttrice Artistica del Coccia, riconoscendone il gran lavoro fatto negli ultimi cinque anni e soprattutto l’alto livello delle stagioni organizzate con ben pochi soldi e con uno staff decisamente ridotto rispetto ai numeri del personale di altri teatri di tradizione – ha preso la parola appunto Renata Rapetti, che dopo i ringraziamenti di rito ha illustrato il cartellone.

Un programma molto interessante e stimolante con grandi nomi ed appuntamenti di prim’ordine, che confermano la volontà di fare sempre meglio e di aumentare ulteriormente il prestigio acquisito dal Coccia nel corso degli anni.

stagione 16-17 coccia

Dall’Aida, che inaugurerà la stagione e verrà trasmessa in diretta sul canale Sky Classica HD con una regia (di Piero Maranghi e Paolo Gavazzeni) pensata sia per il teatro sia per la televisione al Così fan tutte coprodotto insieme al Festival dei 2Mondi di Spoleto che vanta scene e costumi dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.

Per la danza si avrà la tradizione con Cenerentola del Balletto di Mosca La Classique («senza orchestra dal vivo poiché le finanze del teatro non lo permettono e come del resto accade anche negli altri teatri di tradizione», ci tiene a precisare la direttrice) e il contemporaneo con Romeo y Julieta Tango della Compagnia Naturalis Labor.

Ben sette i titoli di prosa: citiamo Qualcuno volò sul nido del cuculo per la regia di Alessandro Gassmann, spettacolo che ha riscosso molto successo in giro per l’Italia nella scorsa stagione, Macbeth con Franco Branciaroli, Casa di bambola con Filippo Timi, che verrà riallestito e provato al Coccia, Una giornata particolare dedicato al Maestro Ettore Scola.

Per il cartellone “Varie-Età” si partirà, grazie alla collaborazione di Showbees, con Les Ballets de Trockadero de Montecarlo, spettacolo scherzoso sul balletto classico tradizionale presentato in parodia en travesti, e si terminerà con il musical di Elton John Billy Elliot, passando per il debutto nazionale di American Idiot su musiche dei Green Day prodotto dalla STM – Scuola del Teatro Musicale, che ha sede al Piccolo Coccia, e per il nuovo spettacolo di Massimo Ranieri su Raffaele Viviani Caffè del porto.

Risate assicurate con gli spettacoli proposti per “Comico d’Autore”, tra cui spicca Matti da slegare con Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti.

Si parte con il botto anche negli “Eventi fuori stagione”: il 21 ottobre il palco sarà di Ezio Bosso, contattato dal Coccia ben prima dell’exploit di Sanremo, e poi a dicembre il debutto assoluto dell’opera contemporanea La rivale, tratta dal racconto di Eric-Emmanuel Schmitt e incentrata sulla rivalità tra una grande soprano (liberamente ispirata a Renata Tebaldi) e la divina Maria Callas. Capodanno si festeggerà ancora con Corrado Abbati, che porterà una nuova versione del musical Sissi (già presentato a Novara una decina di anni fa) ovviamente basato sull’omonimo film.

Non mancheranno spettacoli rivolti alle famiglie la domenica pomeriggio e gli appuntamenti del cartellone “Aperitivo in… jazz” realizzato in collaborazione con Novara Jazz, fra cui si segnala un concerto dedicato a Michel Petrucciani.

Al termine della conferenza stampa la parola è stata data al direttore d’orchestra Matteo Beltrami, fresco di nomina a Direttore Musicale del Coccia, incarico che ricopre in maniera del tutto gratuita così come Renato Bonajuto, il quale da cinque anni gestisce la Segreteria Artistica e sarà il regista della Madama Butterfly che appunto vedremo l’anno prossimo a Novara.

Il programma completo e ulteriori informazioni si possono trovare sul sito www.fondazioneteatrococcia.it.

E in attesa che inizi la nuova stagione del Coccia, gli amanti del teatro stasera alle 20.00 possono trovarsi al Faraggiana per la prima assemblea del nuovo consiglio comunale: una bella occasione per ammirare il nuovo teatro che aprirà i battenti a settembre.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

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NOVARA – Dopo 35 anni di successi e più di 1000 repliche, lo scorso 13 novembre Mi voleva Strehler è finalmente approdato anche a Novara. Lo spettacolo, interpretato fin dal 1978 da Maurizio Micheli (anche autore insieme ad Umberto Simonetta) e diretto da Luca Sandri, è un vero e proprio one man show che diverte il pubblico per più di un’ora e mezza senza avere mai momenti morti. Seppure con qualche lieve modifica apportata per diminuirne la durata e non correre il rischio di annoiare gli spettatori odierni, abituati a ritmi più veloci rispetto ad una volta, Mi voleva Strehler è rimasto pressoché immutato dal giorno della sua prima rappresentazione, avvenuta al Teatro Gerolamo di Milano. Allora Giorgio Strehler e il suo Piccolo Teatro erano considerati il massimo cui un attore potesse ambire: essere diretti anche solo in una parte secondaria dal grande regista (ormai ritenuto in tutto il mondo il Regista del Novecento) e recitare sul palco di Via Rovello erano il sogno di una vita. Oggi il Piccolo rimane un’istituzione, ma purtroppo Strehler, a sedici anni dalla scomparsa, per molti sembra finito nel dimenticatoio – come dichiarato dallo stesso Micheli – e fra i giovani c’è addirittura chi ne ignora il nome.Strehler8
Lo spettacolo – tutto messo in scena su una pedana girevole che all’occorrenza è camerino, palcoscenico del locale di cabaret e appartamento del protagonista – verte sulla preparazione del provino che un attorucolo di cabaret deve sostenere di fronte a Strehler: l’evento atteso da una vita, che potrebbe finalmente significare una svolta per la propria carriera. La sera e la notte precedente al grande giorno Fabio Aldoresi – questo il nome del protagonista – è ovviamente preso dall’ansia e le pensa tutte pur di far colpo sul Maestro. Ogni volta gli sembra di aver trovato l’idea vincente, salvo accorgersi subito dopo che si tratta di una pensata strampalata che cerca immediatamente di sostituire, senza riuscirci, con qualcosa di meglio. E così via per tutto lo spettacolo, durante il quale viene fatto rivivere il teatro italiano – e milanese in particolare – degli anni Sessanta e Settanta. I nomi citati, le canzoni sono quelli di allora e basta accennarli per calare lo spettatore indietro nel tempo, in una Milano che adesso sembra tanto lontana. Così come non mancano riferimenti ad altre realtà di quegli anni: il teatro alternativo, la protesta, il celeberrimo Living Theatre, l’impegno politico.
Momenti spassosi, fatti di una comicità esilarante e mai volgare, lasciano talvolta lo spazio ad una certa nostalgia per un’epoca perduta. Di Strehler, continuamente evocato, pare di rivedere e risentire i tratti caratteristici: la camminata nervosa su e giù dal palco durante le prove, l’inconfondibile dolcevita nero, la perenne insoddisfazione, la severità, la voce… Tanto che in alcuni passaggi viene spontaneo guardare giù in platea, fra le prime file, pensando di trovarlo là, mentre assiste al provino sgangherato di Aldoresi. Ma è solo un’ombra della fantasia, una fugace illusione teatrale. Che però grazie al sempreverde spettacolo di Micheli si perpetua continuamente, preservando la memoria del grande regista triestino.
Peccato che il Coccia quella sera fosse semivuoto… Fortunatamente il pubblico, seppure non numeroso, si è fatto sentire con frequenti risate e convinti applausi.

 

13 novembre 2013, Teatro Coccia
MI VOLEVA STREHLER
di Umberto Simonetta e Maurizio Micheli
Regia Luca Sandri
Con Maurizio Micheli
Produzione Teatro Franco Parenti

 

Clarissa Egle Mambrini