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THE FLOWERS OF WAR (I FIORI DELLA GUERRA)
Regia: Zhang Yimou
Genere: drammatico, storico
Soggetto: tratto dal romanzo I tredici fiori della guerra di Geling Yan
Sceneggiatura: Liu Heng, Yan Heng
Cast: Christian Bale (John Miller), Ni Ni (Yu Mo), Xinyi Zhang (Shujuan Meng), Tong Dawei (Maggiore Li), Paul Schneider (Terry), Tianyuan Huang (George), Atsuro Watabe (Colonnello Hasegawa), Kefan Cao (Mr. Meng)
Fotografia: Xiaoding Zhao
Montaggio: Peicong Meng
Musiche: Qigang Cheng
Scenografia: Yohei Taneda
Costumi: William Chang, Graciela Mazòn
Produzione: Zhang Yimou, Zhang Weiping, William Kong e Beijing New Picture Film Co. – Cina, 2011
Durata: 146 minuti

 

Siamo nel pieno della Seconda Guerra Sino-Giapponese, è il 13 dicembre 1937 e le truppe nipponiche arrivano ad assediare la capitale cinese, Nanchino. Nella città piena di macerie si incrociano i destini di persone diversissime fra loro, che si trovano a rifugiarsi in una chiesa cattolica, ancora per poco zona franca: John Miller, becchino americano venuto per seppellire Padre Engelmann, le giovanissime studentesse del collegio e altrettante prostitute, l’orfano George e un giovane soldato in fin di vita. Inizialmente ognuno pensa a salvare se stesso e la convivenza forzata inasprisce i conflitti, ma ben presto l’atrocità della guerra e la disumanità degli invasori costringono i personaggi, pur nelle loro diversità, ad aiutarsi l’un l’altro fino all’eroico sacrificio finale.

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Uscito in Cina nel 2011, presentato fuori concorso al Festival di Berlino nel 2012 e candidato al Golden Globe e all’Oscar  come migliore film straniero in quello stesso anno, I fiori della guerra di Zhang Yimou in Italia è circolato solo in home video a partire dallo scorso febbraio ed è poi stato trasmesso in prima serata dalla Rai una decina di giorni fa. Un peccato che l’opera di un regista così famoso e apprezzato sia stata snobbata dal circuito delle nostre sale cinematografiche, soprattutto tenendo conto del fatto che si presta assai di più ad una visione sul grande schermo piuttosto che su quello del televisore casalingo.

La pellicola non manca di retorica ed è costituita da un struttura e da diversi elementi tipici del cinema epico/patriottico hollywoodiano oltre che da qualche lungaggine di troppo, specialmente nella seconda parte: questi i motivi addotti da alcuni per bocciare il film o per non promuoverlo a pieni voti. Personalmente, nonostante anch’io abbia riscontrato questi “difetti”, ho invece molto apprezzato I fiori della guerra, che mi ha permesso di conoscere fatti della storia recente a me totalmente sconosciuti. Pur non essendo un’esperta della filmografia di Zhang Yimou (lacuna a cui spero di rimediare quanto prima), ritengo inoltre che il regista cinese non abbia tradito il proprio stile estetico, con cui è riuscito anche in questo caso a donare a molte scene il fascino e i colori di opere pittoriche, indugiando talvolta su particolari impensabili e rendendo il cinema uno spettacolo soprattutto di immagini, iniettando così barlumi di bellezza e di eleganza nel grigio scenario di devastazione in cui si colloca la vicenda narrata.

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Tratto dal romanzo I tredici fiori della guerra della scrittrice Geling Yan, a sua volta ispirato ad una storia vera, il film prende le mosse dal libro condendo la vicenda di elementi più accattivanti dal punto di vista cinematografico e servendosi di una star hollywoodiana come l’attore britannico Christian Bale per il ruolo del protagonista, John Miller (assente nel romanzo), mentre tutta la vicenda è narrata dalla studentessa Shujuan (zia della Yan), interpretata da Xinyi Zhang. Nonostante sia la voce narrante e quindi il personaggio dal punto di vista del quale teoricamente vengono mostrate le varie vicissitudini, è però spodestata nel ruolo di coprotagonista al fianco di Bale dalla bella e conturbante Ni Ni (classe 1988) nei panni di Yu Mo, il fiore più pregiato fra le prostitute rifugiatesi nel collegio.

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Tralasciando le nette suddivisioni di sapore patriottico in buoni e cattivi, in vittime e carnefici, in eroi e vigliacchi che abusano del proprio potere, dove i primi sono Cinesi e i secondi Giapponesi, secondo me I fiori della guerra ha il pregio di trasmettere un messaggio universale, raccontando e mostrando la deriva morale e disumanizzante cui purtroppo porta ogni guerra e di cui spesso pagano le conseguenze soprattutto le donne, senza dimenticare che l’assedio di Nanchino è davvero noto alle cronache per l’efferatezza con cui l’esercito nipponico si scagliò sulla popolazione civile, stuprando e trucidando chiunque senza pietà, così come accade in alcune scene del film che non risparmiano sangue e crudeltà allo spettatore.

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È così che la castità virginale delle studentesse coperte da lunghe divise scure, contrapposta alla sensualità esibita delle prostitute abbigliate invece in modo sgargiante e sempre truccate e ben pettinate, diventa metafora di una purezza sporcata dall’atrocità della guerra, ma anche un valore che vale la pena difendere a costo della propria vita. Cosicché saranno Yu Mo e le sue compagne a sacrificarsi per permettere alle ragazzine di avere una nuova esistenza, quella che nemmeno loro hanno potuto avere.

 

 

 

Clarissa Egle Mambrini

 

 

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Anna Marchesini ospite di Fabio Fazio a «Che tempo che fa» nel marzo 2012

Anna Marchesini, attrice, doppiatrice e regista teatrale nativa di Orvieto diventata famosa negli anni ’80 con Massimo Lopez e Tullio Solenghi (insieme ai quali formava il celeberrimo Trio), da qualche anno è anche scrittrice. Nel 2011, infatti, è uscito il suo primo romanzo, Il terrazzino dei gerani timidi, seguito da un altro nel 2012, Di mercoledì. La passione per i libri e la scrittura  ha radici lontane in quest’artista, che prima di cimentarsi con la narrativa si è fatta a lungo le ossa come autrice degli spettacoli interpretati da lei sola o insieme a Lopez e Solenghi e come adattatrice di alcune pièces teatrali.

Ne Il terrazzino dei gerani timidi l’amore viscerale della Marchesini per le parole e la scrittura traspare ad ogni singola pagina. Pur trattandosi, infatti, di un’opera di ispirazione autobiografica, non è una semplice  raccolta delle memorie dell’autrice sulla sua infanzia riportate come un liberatorio flusso di coscienza, bensì un vero e proprio romanzo scritto con una profonda attenzione per la forma e il linguaggio, mai banale. Parole belle, ricche, talvolta molto cólte, frutto indubbiamente di un lavoro meticoloso e appassionato e dense di vita, tanto che fra di esse sembra di poter percepire la dedizione assoluta con cui la Marchesini le ha elaborate. La bambina protagonista del libro osserva ambienti e persone che le stanno intorno nella sua quotidianità o in occasione di eventi importanti, come la Prima Comunione, e, come spesso accade ai bambini abituati alla solitudine, medita su tutto, offrendo i propri pensieri ai gerani timidi del terrazzino di casa: dal rapporto con la mamma severa e devota al dolore al primo traumatico giorno di scuola, dalle suore dell’oratorio alla perpetua e alle sorelle nubili del parroco, dalla scoperta della disobbedienza alla caduta delle illusioni, dalla volontà di sognare all’amore per la letteratura.

Velato di struggente malinconia, ma allo stesso tempo ricco di speranza e di luce, Il terrazzino dei gerani timidi non manca di momenti divertenti che ai fedelissimi seguaci – come me –  della Marchesini attrice comica non possono non ricordare alcuni suoi indimenticabili personaggi come le suore e la Perpetua de I promessi sposi, parodia dell’omonimo romanzo manzoniano fatta dal Trio e andata in onda su Rai Uno nel 1990. Per me che ammiro questa artista fin da allora, leggere la sua opera prima è stato estremamente toccante e coinvolgente e mi ha dato prova, ancora una volta, della sua grande bravura e poliedricità, che l’hanno portata infatti anche a diventare insegnante dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma.

Per rimanere aggiornati su Anna Marchesini, consiglio di consultare il suo sito web  http://www.annamarchesini.it/ e chi non conoscesse il Trio deve assolutamente rimediare, magari muovendo i primi passi grazie al Fan Club fondato di recente da tre ragazze.

Clarissa Egle Mambrini

il terrazzino dei gerani timidi

Il terrazzino dei gerani timidi  
di Anna Marchesini
Rizzoli
Pagine: 240
Prezzo: € 17,50