Category: Libri


Across the universe

Anna_Marchesini-300x225 Anna Marchesini ospite di Fabio Fazio a «Che tempo che fa» nel marzo 2012

Anna Marchesini, attrice, doppiatrice e regista teatrale nativa di Orvieto diventata famosa negli anni ’80 con Massimo Lopez e Tullio Solenghi (insieme ai quali formava il celeberrimo Trio), da qualche anno è anche scrittrice. Nel 2011, infatti, è uscito il suo primo romanzo, Il terrazzino dei gerani timidi, seguito da un altro nel 2012, Di mercoledì. La passione per i libri e la scrittura  ha radici lontane in quest’artista, che prima di cimentarsi con la narrativa si è fatta a lungo le ossa come autrice degli spettacoli interpretati da lei sola o insieme a Lopez e Solenghi e come adattatrice di alcune pièces teatrali.

Ne Il terrazzino dei gerani timidi l’amore viscerale della Marchesini per le parole e la scrittura traspare ad ogni singola pagina. Pur trattandosi, infatti, di un’opera di ispirazione autobiografica, non…

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«In principio di questa storia c’è la città. La città è una città piuttosto piccola che grande, piuttosto brutta che bella, piuttosto sfortunata che fortunata e però e nonostante tutto questo che s’è appena detto, piuttosto felice che infelice. Era – ed è – collocata in una grande pianura, su una sorta di dosso formato, qualche milione di anni fa, dal moto delle maree o dai sedimenti dei fiumi di un mondo ancora inconsapevole delle nostre vicende, ancora beato dei suoi dinosauri e delle sue felci grandi come alberi; e si affaccia su un orizzonte di montagne cariche di neve come sulle quinte di un immenso palcoscenico, in un paesaggio che gli Dei hanno voluto sistemare in questo modo, perché fosse il loro teatro».

(Sebastiano Vassalli, Cuore di pietra, 1996)

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6892716-MHo appena finito di leggere Caro Michele, dopo anni che il libro (come tanti altri) giaceva nella mia libreria personale in attesa che arrivasse il momento giusto per essere letto.

Sarà forse superfluo e scontato dirlo, poiché si abusa molto di espressioni quali “di attualità” e “attuale”, ma ciò che più mi ha colpito di questo romanzo scritto nel 1973 da Natalia Ginzburg (1916-1991) è proprio la disarmante attualità dei personaggi ed in particolare del protagonista che dà il titolo all’opera. Michele, perennemente assente, distante, colui a cui tutti si rivolgono nell’illusione di mantenere un legame che in realtà è sempre stato incostante e momentaneo, basato su qualcosa di poco chiaro e fugace. Fugace come lui, in perenne movimento da un posto all’altro, a dimostrazione di un’inquietudine di fondo che lo rende incapace di creare qualcosa di duraturo.

Come scrive il suo amico Osvaldo nell’ultima lettera che compone il romanzo, Michele è uno che «va avanti senza mai voltare la testa indietro». E prima ancora afferma: «È un ragazzo. I ragazzi oggi non hanno memoria, e soprattutto non la coltivano, […] anche Michele non aveva memoria o meglio non si piegava mai a respirarla e coltivarla». Non sembra di sentire la descrizione dei ragazzi di oggi, del nuovo millennio? Anzi, sempre più spesso ormai con questo “ritratto” è possibile indicare tante persone che giovani non sono più, ma forse credono di esserlo ancora anche grazie al fatto di non pensare al passato, perché quello è “da vecchi” e perché passato e futuro paiono due termini inconciliabili. Sono quelli che erano ragazzi nel 1973 e soprattutto negli anni e nei decenni successivi, attori di una perdita collettiva di memoria storica ed individuale che oggi ci ha trasformati in tante piccole isole, separate l’una dall’altra da un mare sempre più vasto. («Ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi…», verrebbe da canticchiare per sdrammatizzare la situazione).

Con questo romanzo dunque la Ginzburg ha tratteggiato non solo una generazione che allora si affacciava al mondo, ma le generazioni di lì a venire. E lo ha fatto utilizzando la forma epistolare, che rende ancora più evidenti il vuoto relazionale e l’incomunicabilità dilagante fra i vari personaggi oltre ad essere per noi un mezzo di comunicazione purtroppo caduto in disuso per lasciare spazio a mezzi più veloci e sbrigativi che difficilmente permettono un vero e approfondito dialogo.

La scrittrice non fu certo la prima ad affrontare tematiche simili (basti pensare alla celebre “Trilogia dell’incomunicabilità” di Michelangelo Antonioni nei primi anni Sessanta), però quanta triste amarezza leggendo queste pagine…

 

Clarissa Egle Mambrini

Sali d'argento - Tina ModottiSali d’argento – Lo straordinario viaggio di Tina Modotti ovvero quasi 500 pagine di pura passione. La passione che ha spinto l’autore, Luca De Antonis, a romanzare la vita di questa donna letteralmente “fuori dall’ordinario” (una vita che comunque già di per sé ha avuto tanti elementi romanzeschi) e la passione con cui la protagonista ha vissuto dal primo all’ultimo giorno.

Non sapevo nulla di lei prima dell’uscita di questo libro (divorato in due settimane!) e ho scoperto un personaggio estremamente affascinante ed unico, una donna libera, indipendente, determinata, curiosa, che è passata da un lavoro all’altro, da un Paese all’altro e da un continente all’altro ricominciando da capo mille volte, in un periodo storico in cui l’emancipazione femminile era ancora un concetto molto distante e in cui essere una donna di questo tipo era indubbiamente più difficile di oggi (non che ai giorni nostri sia una passeggiata, ma questa è un’altra faccenda che merita un discorso a parte).

Operaia in una filanda, attrice, modella e poi a sua volta fotografa – mestiere con cui raggiunse la fama internazionale e a cui infatti si riferisce il titolo del romanzo – e infine militante comunista. Dal natio Friuli si spostò in Austria, Stati Uniti, Messico, Germania, Russia, Francia, Spagna per poi tornare nuovamente in Messico, dove morì a soli 45 anni. Nel suo continuo peregrinare conobbe personaggi altrettanto straordinari, fra i quali Frida Kahlo e Diego Rivera, e visse da protagonista alcuni degli eventi che hanno fatto la storia del XX secolo come per esempio la Guerra Civile Spagnola, dove fu impegnata a soccorrere le vittime del conflitto come membro del Soccorso Rosso Internazionale al fianco delle milizie repubblicane.

«Una vita, quella di Tina Modotti, che è stata analizzata in varie biografie, le quali talvolta si fermano ai limiti della leggenda nella quale sembra essersi avviata, e talora li oltrepassano, per rappresentare una figura estrema ed estremista, la cui dedizione ad una causa politica ne condizionava completamente l’esistenza, trasformandola in una sorta di suora laica oppure all’opposto, in una spia che perseguiva fini occulti. L’autore ha scelto di narrare la sua storia nella dimensione del romanzo, proprio con l’intento di restituirle, su questo terreno, quell’umanità che la storiografia ha spesso alterato o negato. Questa è, innanzitutto, la storia di una donna.», si legge nel risvolto di copertina.

E, come accade nei lavori di Luca De Antonis, la storia del singolo diventa occasione per raccontare anche la Storia in un modo coinvolgente e appassionante, come difficilmente succede fra i banchi di scuola. A tal proposito ho trovato molto interessante le numerose pagine dedicate proprio alla Guerra Civile Spagnola, narrata con dovizia di particolari anche per quanto riguarda le divisioni interne ai comunisti.

Come già nel caso di Miele e Kerosene, opera prima di Luca vincitrice di alcuni premi, pubblicata nel 2009 da Paola Caramella Editrice e dedicata a Joséphine Baker, Sali d’argento dimostra di essere frutto di meticolose ricerche degne di un vero e proprio saggio, di una cultura che non ci costruisce solo sui libri ma deriva dalle esperienze della vita nonché di creatività e di una profonda sensibilità nei confronti dell’animo femminile.

De Antonis, che lavora per la Regione Piemonte come tecnico esperto per la sistemazione territoriale e ambientale, nel 2011 ha inoltre scritto Donne con le ali, romanzo a sfondo storico riguardante le vite avventurose delle principali pioniere dell’aeronautica civile dall’inizio del Novecento agli anni Trenta. Devo ancora leggerlo, ma sicuramente non mi deluderà.

 

Sali d’argento – Lo straordinario viaggio di Tina Modotti
di Luca De Antonis
Rayuela Edizioni, 2014

 

Clarissa Egle Mambrini

«Circa due anni o diciotto mesi dopo gli avvenimenti coi quali si è conclusa questa storia, essendo andati a cercare nel sotterraneo di Montfaucon il cadavere di Oliviero il Daino […] furono trovati, fra tutte quelle ripugnanti carcasse, due scheletri di cui uno teneva stranamente abbracciato l’altro. Uno di quei due scheletri, che era d’una donna, aveva ancora qualche brandello di veste d’una stoffa che era stata bianca, e gli si scorgeva intorno al collo una collana di grani turchini, con un sacchetto di seta, ornato di perline di vetro verdi, aperto e vuoto. Erano oggetti di così infimo valore, che certo il boia non aveva voluto saperne. L’altro scheletro, che teneva il primo strettamente abbracciato, era d’un uomo. Si notò che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa fra le scapole, e una gamba più corta dell’altra. Quello scheletro, però, non presentava nessuna traccia di rottura di vertebre alla nuca, dal che risultava evidente che non era stato impiccato. L’uomo al quale era appartenuto, dunque, era entrato là dentro da sé, e vi era rimasto. Quando fecero per staccarlo dallo scheletro che abbracciava, si polverizzò».

(Victor Hugo, Notre Dame De Paris)

 

 

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Un momento della presentazione a Mortara lo scorso anno

In occasione della rassegna Mortara Letteraria 2015,  sabato 3 ottobre alle ore 17.30 presso la Libreria Le mille e una pagina in Corso Garibaldi 7 a Mortara (PV) sarò nuovamente presente per riproporre il mio saggio Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano (ed. Lampi di stampa, 2013). Questa volta però, a differenza dell’anno scorso, il volume sarà un punto di partenza per un vero e proprio reading durante il quale saranno letti e recitati delle scene tratte da alcune famose opere rappresentate dal regista (I giganti della montagna, La tempesta, L’opera da tre soldi e ovviamente Arlecchino servitore di due padroni) e brani estrapolati dal libro stesso, che invece parla delle esperienze giovanili di Strehler antecedenti la fondazione del Piccolo nonché delle sue prime regie. A dare voce alle pagine strehleriane saranno Laura Fedigatti e gli attori Lorella Carisio, Ivana Timpanaro, Gianni Pea della compagnia “I Riso e Amaro” di Marta Comeglio.

Clarissa Egle Mambrini

Copertina IL GIOVANE STREHLERIn occasione dello spettacolo Non chiamatemi maestro di e con Corrado d’Elia, liberamente ispirato agli scritti e alle testimonianze di Giorgio Strehler, che sarà in scena dal 21 al 30 settembre al Teatro Libero, giovedì 24 settembre alle ore 18.30 si terrà la presentazione del mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano (ed. Lampi di stampa, 2013).

Un’occasione per ricordare il grande regista triestino e svelare anche le sue esperienze giovanili antecedenti la fondazione del Piccolo.

Insieme a me e a Corrado d’Elia interverranno Giancarlo Dettori e Maria Grazia Gregori.

Clarissa Egle Mambrini

Giovedì, 6 agosto alle ore 21.30 nella Sala Ipogea della Copertina IL GIOVANE STREHLERMediateca Montanari in Piazza Amiani a Fano (PU) presenterò il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano all’interno della rassegna La bella estate.
Un nuovo appuntamento per questo saggio, che ad oggi si è guadagnato l’attenzione di appassionati ed esperti del settore nonché recensioni e segnalazioni su testate come «Corriere della Sera», «Sipario» e «Hystrio» (che potete trovare, insieme a tutte le altre uscite, nella sezione Rassegna stampa).

Fano e il suo Teatro della Fortuna vengono inoltre nominati all’interno del mio libro poiché, proprio nei primi anni Quaranta, furono luogo di incontri che avrebbero segnato la storia del futuro Piccolo Teatro di Milano… Per scoprirne di più, dunque, vi aspetto il 6 agosto!

 

Clarissa Egle Mambrini

Joséphine Baker

Joséphine Baker

NOVARA – Joséphine Baker (1906-1975), artista e donna che ha attraversato il secolo scorso lasciando ovunque tracce indelebili del proprio passaggio (si esibì anche a Novara nel 1932 e nel 1969), sarà celebrata mercoledì 10 dicembre, Giornata Mondiale dei Diritti Umani, con uno spettacolo pop multimediale ideato e scritto dall’artista Maria Olivero – che vanta collaborazioni internazionali come cantautrice e musicista – dal titolo Joséphine Baker – Il mio cuore batte ancora, ispirato al libro Miele e Kerosene di Luca De Antonis, romanzo biografico sulla cantante e ballerina frutto di un meticoloso e appassionato lavoro di ricerca (Paola Caramella Editrice, 2009).

Lo spettacolo si terrà alle ore 21.00 all’Auditorium dell’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini in via Rivolta ed è uno dei vari eventi del “TODAY FESTIVAL”, un progetto di spettacoli e cultura, creatività e didattica che valorizza l’ideale relazione tra Musica d’Insieme, Scuola e Città, nella promozione dei Diritti Umani e della Giustizia Sociale.

Amica di Frida Kahlo, la “Venere Nera” – come fu ribattezzata la Baker – fu la musa di maestri della cultura del Novecento come Francis Scott Fitzgerald, Pablo Picasso, Georges Simenon e Christian Dior. Diede scandalo per le sue esibizioni a seno nudo (celebre il suo gonnellino di banane) nella Parigi degli anni ’20; fu un’eroina della Resistenza francese nella Seconda Guerra Mondiale e per questo insignita in Francia della Legione d’Onore; inseguì il sogno della fratellanza universale adottando 12 bambini orfani provenienti da ogni parte del mondo, la “Tribù Arcobaleno”; parlò alla marcia su Washington di Martin Luther King nel 1963.

Emozioni contrastanti, un vissuto controverso, una bilancia mai in equilibrio. La vita di Joséphine Baker corre lungo una strada di grandi successi e grandi fallimenti, grandi amori e grandi perdite. Come il miele e il kerosene, si confrontano gli estremi: America e Francia, razzismo e libertà, povertà e ricchezza, nostalgia e avventura.

Maria Olivero ne ha tratto un lavoro pop multimediale, con musiche originali e canzoni da lei composte e interpretate, su testi di Elena Maro. Uno spettacolo coinvolgente, nel quale la voce di Joséphine sarà rappresentata dal theremin di Giulia Riboli, strumento che evoca atmosfere magiche che attraversano il tempo.

Le fotografie in bianco e nero di Stefano Ceretti, insieme a immagini di repertorio sottolineano i contrasti e fanno da sfondo. Luca De Antonis racconta la vita di Joséphine in sei momenti intercalati dalle sei canzoni originali: Still my heart beatsAnd the ocean in betweenI wanna make itCoin tossingI can flySome (Josie’s prayer).

 

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’ASSOCIAZIONE RI-NASCITA al 334.6647702. Biglietti a € 15,00.

 

Bozzetti per la locandina a cura degli studenti della  III B del Liceo Artistico Casorati di Novara

Bozzetti per la locandina a cura degli studenti della III B del Liceo Artistico Casorati di Novara

 

Mercoledì, 10 dicembre 2014 – Ore 21.00
Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini – Via Rivolta, Novara

JOSEPHINE BAKER – IL MIO CUORE BATTE ANCORA
di Maria Olivero, tratto dal romanzo Miele e Kerosene di Luca De Antonis

MARIA OLIVERO – voce, chitarra acustica, tastiere
LUCA DE ANTONIS – Soggetto, narratore
ELENA FERRARI – Voce recitante
GIULIA RIBOLI – Theremin, Kaossilator
ANDREA SPILINGA – Tastiere
ERICA BARUSCO – Backvocals

MULTIMEDIALE a cura di
LUCA DE ANTONIS, MARIA OLIVEROSTEFANO CERETTI

Con la partecipazione straordinaria di
ITALO COLOMBO – Armonica
CAROLINA TONCO – Violino

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Domenica per me è stata una giornata che difficilmente dimenticherò. Con mia enorme sorpresa, infatti, senza che minimamente me lo aspettassi, sul «Corriere della Sera», nella prima pagina culturale dell’inserto milanese, è stato pubblicato un bellissimo e corposo articolo firmato niente meno che da Maurizio Porro sul mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano. Più di mezza pagina dedicata al frutto di tanto lavoro…

Onoratissima e felicissima che questo saggio abbia attirato l’attenzione di un esperto così autorevole, non posso non condividerlo con voi.

Copertina dell'inserto milanese del "Corriere della Sera" del 16 novembre 2014: fra gli articoli più importanti, viene segnalato quello su "Il giovane Strehler"

Copertina dell’inserto milanese del “Corriere della Sera” del 16 novembre 2014: fra gli articoli più importanti, viene segnalato quello su “Il giovane Strehler”

"Corriere della Sera" - 16.11.2014 - Articolo di Maurizio Porro

“Corriere della Sera” – 16.11.2014 – Articolo di Maurizio Porro

 

Se volete, potete leggerlo anche nella versione on line.

 

E mi raccomando: vi aspetto venerdì, 21 novembre alle ore 18.30 alla Libreria dello Spettacolo a Milano e venerdì, 28 novembre alle ore 18.00 alla Libreria Le mille e una pagina a Mortara (PV).