Archive for luglio, 2014


Foto di Stefano Nai

Foto di Stefano Nai

NOVARA – Il solstizio d’estate per i soci di “RI-NASCITA” si è tinto dei colori dell’arte e delle melodie blues. Per la sera di sabato 21 giugno, infatti, l’associazione ha organizzato l’ultimo appuntamento della sua stagione inaugurale (l’attività riprenderà a settembre), un evento ricco cui hanno aderito decine di persone con grande entusiasmo e partecipazione.

 

From stairs to stars ovvero Dalle scale alle stelle – questo il titolo della serata – è cominciata nel salotto del primo piano, dove è stata allestita una piccola esposizione delle opere di Michele Micheletti e di Federica Protti, artisti per passione, entrambi nati nel 1963, che nel mese di aprile a Milano hanno esordito insieme con la loro prima mostra.

«Ho iniziato a dipingere due anni fa, trascinato da Federica, ma nella vita di tutti i giorni lavoro nell’editoria. Sono redattore, copywriter e in generale dunque svolgo una professione che implica una parte creativa oltre che conoscenze di grafica. Questo background in effetti è poi riscontrabile nei miei quadri, costituti soprattutto da lettere» mi spiega Michele.
«Spesso abbozzo l’idea iniziale su un foglietto, di quelli che si usano in ufficio. Da lì passo successivamente al supporto vero e proprio, che è ovviamente più grande ma non necessariamente la classica tela da pittore, e utilizzo pennarelli a smalto e colori acrilici».

"Blush" di Michele Micheletti (Foto di Stefano Nai)

“Blush” di Michele Micheletti (Foto di Stefano Nai)

 

"If I forget you, o Jerusalem, let my right hand wither" di Michele Micheletti

“If I forget you, o Jerusalem, let my right hand wither” di Michele Micheletti

Michele infatti, mentre mi illustra alcune sue opere esposte – fra cui la prima in assoluto, Blush, poi “If I forget you, o Jerusalem, let my right hand wither” (“Se ti dimentico, Gerusalemme, si secchi la mia mano destra”, versetto tratto dal Libro dei Salmi), ispirata ad un viaggio fatto laggiù, e Armenia – me ne indica in particolare alcune che si distinguono per i supporti alquanto originali: una serie di cartelli di “Divieto di caccia” ormai vecchi ed inutilizzati ritornati a nuova vita e resi estremamente vivaci e simpatici grazie all’uso di tanti colori nonché un gruppo di cartoni circolari, anch’essi dalle cromie accattivanti, che in origine erano comunissimi fondi di torte confezionate.
«Quando dipingo non mi ispiro ad un artista o ad una corrente, così come non c’è un motivo o un significato per cui disegno certe lettere piuttosto che altre. Però in effetti qualche quadro potrebbe richiamare lo stile futurista o della Pop Art».

DIVIETI DI CACCIA di Michele Micheletti (Foto di Paola Deandrea)

DIVIETI DI CACCIA di Michele Micheletti (Foto di Paola Deandrea)

 

Federica invece è un architetto. «Io dipingevo già tra i 18 e i 21 anni, quando frequentavo la Scuola di Grafica. Poi gli impegni della vita mi hanno allontanata da questa passione, finché nel 2005 ho sentito la necessità mentale di riaccostarmi alla pittura, facendone il mio hobby principale».

"Woman at work" di Federica Protti (Foto di Stefano Nai)

“Woman at work” di Federica Protti (Foto di Stefano Nai)

Le sue opere sono caratterizzate da astrattismo e colori intensi e in diversi casi ben si adatterebbero ad essere trasformate in tessuti, idea che lei stessa accarezza e spera di realizzare a breve.
«Non mi dispiacerebbe affatto creare degli abiti con i soggetti dei miei quadri. Hai presente quei bei vestiti in stile etnico?».
Certo, eccome! E perché non anche delle borse?
«È vero, hai ragione, potrei farne anche delle borse!» risponde Federica mentre mi mostra le sue opere, fra le quali la prima, In memoria di una cravatta, nata da un simpatico episodio fra amici.

"Party" di Federica Protti

“Party” di Federica Protti

I suoi quadri non hanno origine solo dall’estro del momento e dalla voglia di dipingere, ma anche da fatti reali e di cronaca oppure dalla letteratura: ne sono esempi quello dedicato alla lapidazione di una donna in Medio Oriente, un altro dedicato a delle crocifissioni a Gaza e un altro ancora a Le città invisibili di Italo Calvino. E poi ce n’è uno creato su richiesta di una ragazza per il proprio fidanzato.
Anche Federica, che usa colori a tempera, non si serve necessariamente dei supporti classici: ne sono dimostrazione Party, natura morta con bottiglie vuote al termine di una festa, e Processione, ispirato ad una processione religiosa in Calabria, terra a cui l’autrice è molto legata, entrambi dipinti sui fondi di scatole di vino.

Ai primi di luglio i due artisti novaresi hanno partecipato a Studi aperti – Arts Festival, rassegna multidisciplinare internazionale che si tiene dal 2005 ad Ameno, sul lago Maggiore.

"Gaza" di Federica Protti

“Gaza” di Federica Protti

 

In un angolo del salotto di “RI-NASCITA” quella sera è stato creato inoltre uno spazio per il mondo tenero e colorato di Coccolo, un libro per bambini della creativa Raffaella Castagnadiplomata all’Accademia dei Belle Arti di Brera e da anni attiva nell’editoria per l’infanzia: «Si tratta di una storia per i più piccoli, immagini senza parole con un filo conduttore (un piccolo pezzo di stoffa) che parte da due foglie, passa per le formichine e per un gatto, un granchio e un topolino cucirino… sino ad un Coccolo che prende forma e alla dolce ninna nanna che addormenta il piccolo bimbo. Nel libro si trovano le istruzioni per costruire un vero e proprio COCCOLO e le indicazioni per scaricare dal sito una ninna nanna suonata con l’arpa».

Raffaella Castagna con "Coccolo" - Foto di Paola Deandrea

Raffaella Castagna con “Coccolo” (Foto di Paola Deandrea)

 

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Dopo aver nutrito gli occhi con le opere di Michele e di Federica, talune appese a delle scale a pioli, ed essere tornati bambini con le creature di Raffaella, si sono saliti altri scalini e si è giunti al piano superiore dell’associazione, direttamente sul terrazzo, dove si è svolto un concerto blues con un panorama da cartolina dominato dal campanile del Duomo e dalla Cupola di San Gaudenzio.

Jake Walker e Italo Colombo (Foto di Paola Deandrea)

Jake Walker e Italo Colombo (Foto di Paola Deandrea)

Ad esibirsi Jake Walker (chitarra e voce), considerato l’Ambasciatore del blues di New York, e Italo Colombo (armonica), fondatore della Locomotion Blues Band. I due hanno proposto un inedito concerto in chiave semiacustica, eseguendo brani estratti dal cd solista di Jake, Confidence Man (2008) – prodotto e mixato da Elliot Mazer (produttore di Janis Joplin, Neil Young, The Band, Mike Bloomfield, Santana, The Who) – e pezzi storici come Iko, Iko di James “Sugar Boy” Crawford, una canzone in stile New Orleans che mescola blues bianco e blues nero, Dead Presidents di Little Walter, Sittin’ on the top of the world, un traditional degli anni ’20 reso celebre da Howlin’ Wolf nel 1957, senza contare le rivisitazioni di canzoni non prettamente blues, come  It takes a lot to laugh, it takes a train to cry di Bob Dylan e Friend of devil dei Grateful Dead. Il pubblico, stipatissimo, ha seguito con interesse e partecipazione crescenti l’esibizione, che ha man mano scaldato l’atmosfera con ritmi accattivanti e coinvolgenti.
«Io e Jake ci siamo conosciuti 5 anni fa e da allora è iniziata la nostra collaborazione, che lo ha portato a scegliere in seguito la mia band come gruppo di supporto dei suoi tour italiani e anche di alcune date all’estero, come per esempio pochi giorni fa, quando abbiamo tenuto dei concerti al “Festival In Wires” a Uzice in Serbia» racconta Italo, che i soci di “RI-NASCITA” hanno già avuto modo di apprezzare parecchie volte.

Jake Walker (Foto di Stefano Nai)

Jake Walker (Foto di Stefano Nai)

«Il mio primo tour in Italia è stato nel febbraio 2009 con Luca Loppo Tonani e Giancarlo Cova, con i quali mi sono esibito in diversi posti, fra cui il Gilgamesh Blues Festival a Torino e il Paprika Jazz Club di Dalmine (BG), ma nel vostro Paese sono stato per la prima volta in assoluto venti anni esatti fa, durante un viaggio verso la Grecia» mi spiega Jake, che ai primi di luglio si è esibito anche in Calabria e in questi giorni si sta preparando per tornare a New York.
«Non ero ancora stato a Novara. Quel poco che sto vedendo stasera, però, mi piace molto. Bella la città e belle le persone». Calcolando che di solito chi viene da fuori (ma anche chi ci abita) non si esprime molto positivamente sulla vitalità dei novaresi, questo complimento non può che farci grande piacere. Evidentemente approcciarsi per la prima volta a Novara passando per “RI-NASCITA” fa la differenza!
Jake è una stella nascente del circuito blues internazionale ed è considerato uno dei più espressivi performer di New York City. Il suo stile si caratterizza per la fusione fra classica tradizione blues e rock, sonorità più contemporanee e materiale originale di ottimo livello, qualità che gli hanno permesso di conquistare migliaia di fans anche in Europa, dove, oltre che in Italia e in Serbia, si è esibito in Inghilterra, Germania, Olanda e Belgio.
«Amo la musica fin da bambino. Mia sorella aveva uno stereo in camera sua e io ero solito andarci per ascoltare i suoi dischi. Aveva quelli dei Beatles, che erano i miei preferiti, di Elvis, dei Bee Gees e dei Beach Boys» mi racconta Jake. «Ho avuto la mia prima chitarra a 11 anni e fino a 16 anni ho studiato musica con diversi insegnanti. Dopo di che ho sempre fatto da autodidatta, ascoltando e suonando».
Ha iniziato la sua carriera nella Tampa Bay in Florida per poi raccogliere il successo definitivo a New York City, dove in breve tempo è diventato un nome di riferimento nei migliori club della Grande Mela. Il suo calendario è sempre fitto di concerti e negli anni ha raccolto importanti riconoscimenti. Fra i progetti imminenti un nuovo disco: «Ho iniziato a registrarlo a maggio e spero di finirlo per settembre o ottobre».
Alla domanda su come mai ha scelto proprio il blues e non un altro genere, Jake risponde senza esitazioni: «Penso che sia stato il blues a scegliere me e non viceversa. Ascoltare B.B. King e Clapton mi ha colpito come una sbronza: mi sono venuti i brividi e mi sono sentito al settimo cielo, era così potente. Ciò che amo del blues è che strappa via tutto il superfluo e lascia appena la pura emozione in una forma molto ben definita. Suonarlo è come un esercizio di meditazione perché tu devi creare qualcosa di nuovo con ben pochi strumenti e un sacco di regole. Fa sentire bene chiunque e questo è l’essenziale».

Italo Colombo (Foto di Stefano Nai)

Italo Colombo (Foto di Stefano Nai)

L’iter musicale di Italo, che nella vita di tutti i giorni fa il geologo, è altrettanto interessante, come lui stesso mi riferisce: «Ho cominciato a suonare da ragazzino con un’armonica cinese ascoltando Graham Nash e John Mayall, poi sono passato anche alla chitarra, usando quella di mio fratello maggiore. Però, nonostante la musica mi piacesse tantissimo, non pensavo assolutamente a seguire un regolare corso di studi né tanto meno a farne una professione. È stato un mio collega che, quando avevo 30 anni, rimase impressionato da come suonavo l’armonica e così mi convinse ad esibirmi con lui (chitarrista) e in pubblico. Da allora le esperienze si sono susseguite e c’è stato un costante miglioramento nello strumento e nei rapporti con gli altri musicisti. Ma la crescita netta, sia di cultura musicale sia nello strumento sia nell’interplay con gli altri musicisti, si è verificata intorno ai 40 anni, quando è avvenuto l’incontro con il blues. Ritengo che, finché un musicista non affonda le mani nel blues, non possa comprendere che cosa sia la musica dell’anima e cosa voglia dire giocare in mezzo alle note. Ho cambiato completamente modo di sentire, intendere e interpretare la musica. E poi i concerti che diventavano sempre più importanti, su palchi più grandi, in festival prestigiosi, fino a relazionarmi con i professionisti italiani e americani. Tutto questo è stato costruito con piccoli passi giorno dopo giorno, senza avere l’ambizione di arrivare da qualche parte, ma con il desiderio di fare le cose sempre meglio e che dessero soddisfazione. Dal 2003 ad oggi mi sono esibito molte volte in Germania e in altri posti in giro per l’Europa. Adesso da 3 anni, dopo aver suonato in formazioni create da altri, ho una mia band, con cui mi dedico al linguaggio blues dal Chicago style fino a quello della Louisiana e del delta del Mississippi in una sorta di viaggio al contrario».

Jake Walker, Maria Olivero, Italo Colombo (Foto di Luigi Uslenghi)

Jake Walker, Maria Olivero, Italo Colombo (Foto di Luigi Uslenghi)

Nella seconda parte della serata, inoltre, è intervenuta come ospite a sorpresa Maria Olivero, madrina di “RI-NASCITA”, che insieme a Jake e Italo ha eseguito due cavalli di battaglia del suo repertorio ovvero You drive me wild e Crimson and Clover di Joan Jett and The Blackhearts.

Al termine del concerto ovviamente tanti applausi e diversi spettatori in coda per farsi autografare da Jake il suo cd.
L’appuntamento con gli eventi di “RI-NASCITA” è quindi per settembre.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

MEINA (NO) – La seconda edizione di Villaggio d’artista, manifestazione di danza, teatro e performing arts iniziata lo scorso 21 giugno e organizzata dall’Associazione LIS Lab performing arts di Meina con la direzione artistica di Antonella Cirigliano, sta volgendo al termine. Per l’ultima settimana ci sono in programma diversi eventi, uno più interessante dell’altro, con artisti italiani e stranieri. Un modo coinvolgente ed insolito di vivere la cultura e lo scenario da favola del Lago Maggiore.
Vi lascio qui di seguito il comunicato stampa.

C. E. M.

 

Arriva il week end più ricco di questa seconda edizione: l’11 luglio i Senza Confini di Pelle, già ospiti della passata edizione, invadono le strade della frazione di Ghevio con ADD UP Poetrywalk, a seguire COORPI presenta il contest nazionale La danza in un minuto; il 12 luglio è previsto un momento di dialogo con il pubblico insieme al giovane curatore Tommaso Sacchi che affronterà il tema delle pratiche espressive mentre la Compagnia Sara Marasso/Il Cantiere propone Mapping #3 Meina, contaminazione tra danza e arte visiva.  E per concludere, dal 13 al 20 luglio lo splendido giardino privato di Villa Bossi ospita Phoenix, una performance interattiva a cura di Wunderland (DK), da vivere come un’esperienza unica e personale.

 

Foto di Samantha Klein

Foto di Samantha Klein

ADD UP > Poetrywalk di Senza Confini di Pelle (IT)
con Dario La Stella e Valentina Solinas
11 luglio alle 18.30, fraz. Ghevio, piazzale della Chiesa Madre
In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo
ADD UP è uno strumento di indagine sociologica sull’urbanizzazione di una data area che sviluppa risorse artistiche proprie della danza urbana e della performance. Il progetto indaga quindi come la danza intercetta la relazione “urbanizzazione vs socialità”: di come i luoghi preposti dall’architettura urbana vengano sovvertiti da un diverso “uso”, di come gli spazi sociali siano teatro in cui reinventare un nuovo modo di “stare insieme”, di come il rapporto identità/luogo sia una relazione dinamica.Poetrywalk è una passeggiata lungo le vie create dai racconti di chi ha vissuto quei luoghi e di chi li ha raccolti e composti secondo un itinerario che lascia spazio all’eventualità del quotidiano e alla possibilità di creare proprie mappe emotive, suggestioni del divenire, associazioni evocative, il riflesso dell’altrove. Una visita guidata, pensata come un walk show, in cui indossando delle cuffie si ricevono istruzioni circa il percorso di visita e nel contempo vengono evocate delle suggestioni poetiche di parole e musiche. Il progetto prevede una ricerca di una settimana per raccogliere i materiali narrativi e performativi utili alla composizione della passeggiata.

 

La danza in 1 minuto di COORPI – Coordinamento Danza Piemonte (IT)
Presentazione Contest 2014e Proiezione Video
11 luglio alle 21.00, Sala Consiliare del Comune di Meina
Presentazione a cura di Cristiana Candellero e Lucia De Rienzo. In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo
Ingresso gratuito

“La danza in 1 minuto” è un contest nazionale di video di danza giunto alla sua quarta edizione, un progetto promosso e curato da COORPI. Un’opportunità per esprimere, attraverso un video della durata di 60”, quali significati possa assumere la danza nel senso più ampio del termine. Tra le novità dell’edizione 2014 un premio speciale dedicato

 

Tommaso Sacchi#INTERSACTION. Incontro e dialogo tra differenti pratiche espressive a cura di Tommaso Sacchi (IT)
12 luglio alle 19.30, Lido di Meina
Aperitivo- seminario
Ingresso libero

L’incontro è una riflessione che è propria delle nuove pratiche espressive del contemporaneo, ad esempio capire come alcune opere che vedono la loro realizzazione nell’arco di pochi istanti o di un arco temporale preciso e limitato abbiano alle spalle percorsi di lunga durata che ne determinano i processi ideativi e realizzativi. L’incontro è aperto non solo agli artisti a chiunque voglia avvicinarsi ai differenti ambiti della creatività.
Tommaso Sacchi è curatore, organizzatore culturale e consulente per aziende e istituzioni nel campo della creatività e della produzione artistica. Ha diretto l’ufficio progettuale dell’Assessorato Cultura, Moda e Design del Comune di Milano (2011-2013). È co-curatore del progetto The Tomorrow (8a Berlin Biennale e 14a Biennale di Venezia) e ha coordinato la campagna nazionale #piumusicalive per l’agevolazione delle procedure per la produzione di performing arts.
Ha curato inoltre diversi palinsesti per alcuni tra i principali teatri milanesi (Audiotrium di Milano, Teatro Dal Verme).

 

Foto di Leonardo Schiavone

Foto di Leonardo Schiavone

Mapping #3|Meina di Compagnia Sara Marasso | Il Cantiere (IT)
12 luglio alle 21.00, Sala Consiliare del Comune di Meina
Con Maura Dessì, Sara Marasso, Teresa Norhona Feio, contrabbasso e live electronicsStefano Risso, artista visiva Giulia Gallo, disegno luci Davide Rigodanza. In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo
Costo 5€, prenotazione consigliata

Mapping utilizza le caratteristiche particolari di un luogo in un’ottica interdisciplinare che possa creare una coincidenza, una sovrapposizione e un interscambio tra lo spazio cosiddetto espositivo, e quello performativo o scenico, in una direzione di ricerca e riflessione sui luoghi della visione e sulla possibilità di trovare modi e linguaggi per un diverso e rinnovato contatto con il pubblico. Da un punto di vista di ricerca coreografica il progetto prevede l’inserimento di un gruppo di performers e di un musicista dal vivo. Il gruppo lavorerà sull’idea di mappatura attraverso la ricerca di modi di misurazione dello spazio a partire dal corpocome unità di misura ed entità percettiva

 

Foto di Cindy Rudel

Foto di Cindy Rudel

Phoenix di Wunderland (DK)
Dal 13 al 20 luglio (escluso lunedì 14), dalle 15.00 alle 19.00 (ingressi ogni 10 minuti)
Villa Bossi – Via Sempione 120, Meina
Direzione di scena e drammaturgiaSarah John (AUS), direzione artistica e performer Mette Aakjær (DK), compositore e sound design Thoranna Bjornsdottir (ISL), collaborazione alla creazione, performers e danzatrici Cindy Rudel (DE), Nina Matthis (SWE/SRB) e Sara Vilardo (IT), tecnico di interaction design Rune Brink (DK), artista visuale Sigrid Astrup (NOR), testi Sonja Winckelman Thomsen (DK), traduzioni Sara Vilardo (IT), direzione di produzione Kirsten Pallesen (DK).
Coproduzione Wunderland e LIS.
Costo 5 €, prenotazione obbligatoria

Un’esperienza unica, un viaggio sensoriale, un’avventura personale. Phoenix è una performance interattiva, sviluppatasi dalla collaborazione di 9 artisti internazionali – perlopiú provenienti dal nord Europa – e con differenti background artistici. Lo spettatore si muoverà attraverso questa esperienza da solo, guidato da un sistema sonoro interattivo e dall’incontro coi performers.
Phoenix racchiude diverse forme artistiche: installazioni, soundscape, tecnologie interattive, testi poetici, video, esperienze sensoriali, incontri performativi e molto altro da scoprire.
La poetica di Wunderland è creare esperienze, performances e workshops. Le performances  hanno luogo di solito in spazi specifici, studiati, e hanno la caratteristica di essere interattive. Alcuni dei loro lavori assumono la forma del “viaggio performativo”, un’esperienza dove il pubblico si sposta, uno ad uno o in piccoli gruppi, lungo un itinerario predefinito.
Il gruppo Wunderland è stato fondato da Mette Aakjaer, una delle prime co-fondatrici dell’organizzazione UDflugt Network.

 

CONTATTI
Per info e prevendite biglietti:
Associazione LIS Lab Performing Arts
Sede operativa: Uff. Turistico, Via Carlo Bedoni 1, Meina (NO)
Orari: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 / dalle 16.00 alle 19.00
+ 39 388 2579939 / +39 388 7961319
associazionelis@gmail.com     www.associazione-lis.com     www.corpivisionari.eu
Facebook/Villaggio d’artista e Twitter #villaggiodartista

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NOVARA – È stata presentata il 2 luglio la nuova stagione della Fondazione Teatro Coccia, un cartellone ricco di grandi titoli e di grandi nomi che accontenteranno tutti i gusti, spaziando dalla lirica al balletto, dalla prosa al musical, dal varietà al cabaret, dal jazz alla musica classica. Presenti il Sindaco Andrea Ballarè, l’Assessore alla Cultura del Comune di Novara Paola Turchelli e la Direttrice del teatro Renata Rapetti, la quale è stata più volte lodata dai vari intervenuti per il lavoro svolto in questi quasi 3 anni di attività nella nostra città: «Oltre ad impegnarsi con passione e ad agire su tutti i fronti per mantenere in vita il Coccia e garantire stagioni di alto livello nonostante la situazione economicamente difficile in cui l’abbiamo trovato, Renata Rapetti si è presa a cuore Novara e dà costantemente il proprio contributo anche in attività culturali esterne al teatro», ha esordito il sindaco. «La nostra amministrazione ha creduto fin da subito nell’importanza e nella centralità della Cultura e del Teatro e il successo che le stagioni del Coccia hanno anche al di fuori del territorio ci dimostra che stiamo andando nella direzione giusta. Noi puntiamo sempre alla qualità e lo abbiamo dimostrato ancora di recente affidando al celebre cuoco Antonino Cannavacciuolo la gestione del Bar Coccia. Inoltre è merito di Renata e della sua vasta rete di conoscenze se abbiamo deciso di dare a Gianmario Longoni, organizzatore teatrale di lungo corso, la gestione degli eventi allo Sporting Village, il primo dei quali sarà un concerto di Claudio Baglioni il prossimo 25 ottobre. Doveroso ricordare che il tutto viene sempre messo in piedi con pochi soldi, grazie al contributo di sponsor istituzionali e non solo, a partire dalla Banca Popolare di Novara e dalla De Agostini».

Da sinistra: Turchelli, Ballarè, Rapetti (Foto di Mario Finotti)

Da sinistra: Turchelli, Ballarè, Rapetti (Foto di Mario Finotti)

Dopo l’intervento di Ballarè e alcune parole di ringraziamento pronunciate da Longoni, che per anni si è occupato dello Smeraldo di Milano, ormai chiuso e sostituito da un centro commerciale enogastronomico della catena Eataly, ha quindi preso la parola la Direttrice per presentare la stagione 2014/15, facendo prima però un veloce resoconto sui successi ottenuti finora: «La stagione 2013/14 ha avuto 40.000 spettatori paganti ovvero circa 3.000 in più rispetto al 2012/13, il che ci riempie di orgoglio e soddisfazione. Altri grandi risultati riguardano poi le nostre produzioni: Il matrimonio segreto con la regia di Morgan [opera inaugurale della stagione 2012/13, bellissimo allestimento, n.d.a.] viene spesso riproposto su Sky, mentre il Macbeth di Verdi con la regia di Dario Argento, che ha aperto la scorsa stagione, è stato acquistato dal Teatro Verdi di Pisa, dove andrà in scena a marzo 2015, e dal prossimo autunno sarà disponibile in DVD».

Andrea Battistoni

Andrea Battistoni

Sarà forse anche per accontentare i gusti conservatori dei melomani novaresi, i quali oltre a non gradire molto l’incursione lirica del maestro del brivido hanno pure dimostrato di preferire i soliti titoli arcinoti ad altri meno rappresentati ma altrettanto godibili, che per l’evento inaugurale di questa stagione, il 10 e il 12 ottobre 2014,si è scelta un’opera tradizionalissima e famosissima come La traviata, messa in scena al Coccia l’ultima volta ad aprile 2011. Il cast però, incentrato questa volta su nomi dell’ambiente lirico-teatrale, sarà sicuramente un forte richiamo per esperti e semplici appassionati: direttore d’orchestra infatti sarà il giovanissimo Andrea Battistoni (classe 1987), che in questi ultimi anni sta riscuotendo successi dovunque e ha già diretto anche alla Scala, mentre regista sarà Daniele Abbado. Importante anche l’orchestra, la Sinfonica Nazionale della Rai. Una produzione novarese, quindi, che ha tutte le carte in regola per ottenere visibilità nazionale.

Daniele Abbado

Daniele Abbado

Il cartellone di opera proseguirà il 29 e 30 novembre con un titolo meno bazzicato, Les Contes d’Hoffamnn di Jaques Offenbach, coprodotto da Fondazione Teatro CocciaTeatro Verdi di PisaTeatro Goldoni di Livorno e Teatro del Giglio di Lucca, e il 6 e 8 febbraio con un altro più noto, Turandot, rappresentato l’ultima volta a Novara nel  novembre 2009 nell’allestimento del Festival pucciniano di Torre del Lago.
Vista la scarsa propensione dei novaresi al moderno e al contemporaneo, i due appuntamenti con il balletto saranno all’insegna del classico. Il primo sarà Lo Schiaccianoci di Čajkovskj, messo in scena il 17 e 18 gennaio dal Balletto di Mosca–La Classique, compagnia che a Novara ha proposto i balletti del genio russo molte volte negli ultimi dieci anni (questo titolo in particolare ritorna per la quarta volta dal 2003!). Il secondo invece per fortuna è nuovo per la nostra città e si tratta del Gran Galà di Danza in omaggio a Rudolf Nureyev, spettacolo con ipassi a due tratti dai più celebri balletti del repertorio classico, interpretati da solisti internazionali in onore del leggendario Rudy (in scena il 14 e il 15 marzo).
«Quasi sicuramente avremo anche la danza contemporanea a maggio in occasione dell’EXPO, ma daremo notizie più certe prossimamente», ha precisato la direttrice.

 

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Il cast de “La Scuola”

Per quanto riguarda il cartellone di prosa, quest’anno partirà un po’ più tardi del solito per fare in modo di arrivare fino a maggio e sfruttare quindi la concomitanza con l’EXPO, come ha spiegato Rapetti. Si inizierà il 15 e 16 novembre con Enrico IV di Luigi Pirandello, diretto e interpretato dallo straordinario Franco Branciaroli, per poi passare,  il 13 e 14 dicembre, Gli Innamorati di Carlo Goldoni, diretto da Andrée Ruth Shammah. Entrambi questi spettacoli saranno replicati per gli studenti delle scuole superiori il lunedì mattina e dopo la recita gli artisti incontreranno i ragazzi. Così sarà anche per Magazzino 18 di e con Simone Cristicchi, che andrà in scena il 26 febbraio fra gli eventi Fuori Stagione. Lo spettacolo, che parla di una delle pagine più terribili e dimenticate della nostra storia recente (le foibe nella Venezia Giulia e in Istria e il conseguente esodo di centinaia di migliaia di persone), è stato trasmesso su Rai Uno (ovviamente a tarda ora…) lo scorso inverno proprio in occasione della Giornata del Ricordo. Tornando al cartellone di prosa, il 2015 si aprirà con la ripresa de La Scuola di Domenico Starnone per la  regia di Daniele Lucchetti, con Silvio Orlando e Marina Massironi. Un classico del cinema italiano contemporaneo, tanto apprezzato che il suo titolo ha soppiantato quello originale della pièce teatrale, Sotto banco. In occasione del riallestimento dello spettacolo verrà data la possibilità al pubblico di assistere alle prove e saranno organizzati degli incontri con gli interpreti.
Seguiranno poi altre commedie: il 28 febbraio e 1° marzo Signori… Le patè de la maison, da Le Prenom di Matthieu DeLaporte, con Sabrina Ferilli, Maurizio Micheli e Pino Quartullo; il 21 e 22 marzo Sarto per signora di Georges Feydeau con Emilio Solfrizzi; l’11 e 12 aprile Rumori fuori scena, l’esilarante testo di Michael Frayn, al 31° anno di replica, portato in Italia dalla compagnia Attori & Tecnici. La stagione di prosa si concluderà il 16 e 17 maggio con La dodicesima notte di William Shakespeare, diretta e interpretata da uno dei nomi più importanti del teatro e del cinema italiano, Carlo Cecchi.

 

Christian De Sica

Christian De Sica

Ricco e diversificato anche il cartellone del Varie-età, composto da spettacoli di grande successo e da novità. Si partirà il 20 e 21 dicembre 2014 con Cinecittà di e con Christian De Sica, regia di Giampiero Solari; il 24 e 25 gennaio toccherà a Servo per due – One man, two guvnors, la versione musical tratta da Il servitore di due padroni di Goldoni, interpretata da Pierfrancesco Favino, che firma anche la regia; il 14 e 15 febbraio arriverà Paolo Rossi con Il colore è una variabile dell’infinito, una colorata commedia musicale sull’inventore della rosa blu e della Lambretta, scritta e diretta da Roberta Torre. Il 7 e l’8 marzo il Coccia ospiterà inoltre un grande evento, il debutto nazionale di Next to normal, musical prodotto dalla Scuola del Teatro Musicale in collaborazione con la Compagnia della Rancia. Vincitore di tre Tony Awards e del Premio Pulitzer 2010, questo spettacolo sarà diretto dal novarese Marco Iacomelli, già assistente di Saverio Marconi nonché Direttore Artistico della STM:«Si tratta di una grande scommessa, di un progetto folle» ha dichiarato il giovane regista. «Ringrazio quindi il Comune e il Teatro Coccia per averci creduto, così come hanno creduto nel progetto di una Scuola del Teatro Musicale, che ha appena compiuto il suo primo anno di vita [e ha sede nei locali del Piccolo Coccia, n.d.a.]. Next to normal non è solo un musical di puro intrattenimento, ma uno spettacolo di alto livello». Il cartellone di Varie-età si chiuderà il 28 e 29 marzo con il musical Signori in carrozza, interpretato da Chiara Noschese e Paolo Sassanelli: «Il testo è ancora in fase di preparazione» ha spiegato la direttrice Rapetti, «ma si sa che la vicenda narrata sarà un pretesto per parlare di teatro. Questo spettacolo, inoltre, debutterà a Milano in occasione dell’EXPO».

SERVO PER DUE

Pierfrancesco Favino

 

Per il cartellone del Comico d’autore vedremo il 20 novembre 2014 Onderòd di e con Gioele Dix, il 15 gennaio 2015 Sparla con me con Dario Vergassola, il 13 marzo Othello. L’H è muta degli Oblivion, l’8 aprile Occhio a quei 2! di Lillo & Greg.

 

Confermati gli appuntamenti dedicati ai bambini e all’esperienza del teatro da vivere in Famigliail 19 ottobre arriva la beniamina dei  più piccoli, Peppa Pig e la caccia al tesoro; il 22 febbraio un classico della narrativa per ragazzi, Il mago di Oz, messo in scena da Italo dall’Orto; chiude il cartellone una produzione dell’Associazione Venti Lucenti di FirenzeLa principessa Turandot, adattamento dall’opera di Giacomo Puccini, che andrà in scena il 19 aprile dopo un percorso di studio e avvicinamento all’opera lirica che sarà condotto dall’Associazione con tutte le scuole primarie e secondarie novaresi. Un importante momento di coinvolgimento e formazione per gli studenti della città.

 

Ed eccoci agli  eventi Fuori Stagione: prima del già citato spettacolo con Cristicchi a febbraio, venerdì 12 dicembre andrà in scena la prima esecuzione assoluta dell’opera lirica Il canto dell’amore trionfante, ispirata all’omonimo racconto di Ivan S. Turgenev, scritta dal compositore e autore Paolo Coletta e prodotta dalla Fondazione Teatro Coccia. Con quest’opera il teatro novarese prosegue nel suo percorso di apertura verso i compositori e le opere contemporanei iniziato lo scorso anno con La gatta bianca di Sandra Conte, e la produce, investendo così nel futuro dell’opera lirica italiana.

Ornella Vanoni

Ornella Vanoni

Il 18 dicembre sarà invece la volta del recital concerto di Ornella Vanoni Un filo di tacco, un filo di trucco. Il fiore all’occhiello di questa stagione sarà però il ritorno a Novara del Maestro Riccardo Muti, che venerdì 20 marzo 2015 salirà sul podio del Coccia a dirigere l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”. «L’augurio è che questo evento segni una nuova era per il nostro teatro, che forse può finalmente considerarsi fuori dal periodo buio causato dai ben noti problemi economici che abbiamo ereditato» ha affermato Rapetti. Il legame del noto direttore d’orchestra con la nostra città risale al 1967, quando vinse il prestigioso Premio Cantelli, primo italiano ad esserne insignito. Da allora Muti tornò al Coccia nel febbraio 1993 per il concerto di riapertura del teatro dopo i lunghi lavori di restauro e nel novembre 2006 per ricordare Guido Cantelli, pupillo di Arturo Toscanini, nel cinquantenario della tragica e prematura scomparsa. Per sancire maggiormente questo legame con Novara, il 19 marzo l’associazione Amici della Musica Vittorio Cocito curerà per il pubblico novarese un’introduzione al concerto. Nell’occasione Ettore Borri, presidente dell’associazione, ripercorrerà fin dagli esordi la straordinaria carriera artistica del Maestro Riccardo Muti.

Riccardo Muti

Riccardo Muti

 

Gli Amici della Musica Vittorio Cocito sono inoltre organizzatori, come sempre, del Festival Cantelli. Quattro gli appuntamenti in programma, ricordati dal Maestro Borri: Siberian Symphony Orchestra il 5 novembreOrchestra Cantelli il 19 novembreFuturorchestra il 3 dicembre e Croatian Radiotelevision Sumphonu Orchestra il 17 dicembre.

 

Si rinnova ovviamente anche la collaborazione con Novara Jazz di Corrado Beldì, che firma la direzione artistica dei domenicali Aperitivi in… JazzIgor Palmieri Set Tribute to Chet Baker il 16 novembreThomas Guiducci & The B-Folk Guys il 14 dicembreMario Fragiacomo Klezmer & Yiddish Songs il 1° marzo,  Elisabetta Antonini Tribute to Horace Silver il 20 marzo e Carlo Morena Piano Solo il 12 aprile.

«Noi come Amministrazione, eletta nel giugno 2011, abbiamo iniziato fin da subito a lavorare sul teatro, perché credevamo e crediamo tuttora nella centralità di questa istituzione per la cultura novarese. Abbiamo dovuto far fronte a tante difficoltà, ma, anche grazie al sostegno dei vari partner, siamo riusciti a diffondere una qualità culturale sempre crescente» ha dichiarato Paola Turchelli nel suo intervento, all’inizio del quale ha anche ricordato alcune sue parole rilasciate nel luglio di tre anni fa a proposito degli intenti nei confronti del Coccia e del sistema culturale cittadino. «Noterete che fra gli sponsor della stagione 2014/15 c’è pure il Sistema Culturale Integrato Novarese: averlo realizzato è per noi un risultato molto importante, perché siamo riusciti, come ci eravamo proposti, a creare una grande rete e una grande sinergia fra musei, beni culturali ed istituzioni territoriali, nella speranza di coinvolgere sempre più soggetti per dare vita a progetti di ampio respiro».

Con l’augurio quindi di un futuro prospero per il Coccia e la cultura novarese e un ringraziamento del Sindaco ai membri del Consiglio di Amministrazione, che dedicano tempo, competenza e passione al teatro, si è infine conclusa la conferenza stampa ed è ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per una nuova ricchissima stagione.

 

Per tutte le informazioni di biglietteria consultare il sito www.fondazioneteatroccia.it o telefonare alla biglietteria del teatro aperta da martedì a sabato dalle 10.30 alle 18.30, tel. 0321.233201.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

MILANO – È in scena al Teatro Libero fino a martedì 15 luglio, tutti i giorni (tranne la domenica) alle ore 21.00, il nuovo spettacolo di Corrado D’EliaNon chiamatemi Maestro, titolo omonimo di una raccolta di scritti e testimonianze di Giorgio Strehler uscita nel 2007 per i tipi di Skira e curata da Stella Casiraghi.
Non ho ancora avuto il piacere di assistere a questo omaggio doveroso e lodevole nei confronti del grande regista, ma ovviamente lo farò presto, considerato il saggio che ho pubblicato alcuni mesi fa e tutti i libri letti su questo straordinario personaggio.
Nel frattempo invito anche voi ad andare a vederlo. Qui di seguito, la presentazione.

P.S.: tra l’altro, sarà sicuramente un caso, ma D’Elia ad un certo punto scrive, come potrete notare, «il grande maestro dai capelli bianchi sempre vestito di nero»… Una definizione simile all’immagine che ronzava nella mia testa quando ero una bambina e per me Strehler era “quel signore sempre vestito di nero e dalla folta chioma bianca”, come scrissi in un post datato 25 dicembre 2012, in occasione del quindicesimo anniversario della sua morte.

C. E. M.

 

Dal 27 giugno al 15 luglio 2014, ore 21.00 – Teatro Libero, Milano
NON CHIAMATEMI MAESTRO
Liberamente tratto dagli scritti e dalle testimonianze di Giorgio Strehler
Progetto e regia Corrado d’Elia
Luci e fonica Alessandro Tinelli
Fotografie Angelo Redaelli
Scenografia e grafica Andrea Finizio e Chiara Salvucci
Produzione Teatro Libero

Si ringraziano per il prezioso aiuto: Skira Editore, Stella Casiraghi, Valentina Capone, Martina Carpi, Max Maccabruni, Laura Martelli, Monica Mesaglio, Claudia Negrin e Alessandro Sgamma.

 NON CHIAMATEMI MAESTRO

Questo spettacolo vuol essere un canto d’amore per il Teatro. Un inno alla sua fragilità, alla sua incertezza e alla sua caducità. Alla sua fondamentale, profonda umanità. Una riflessione sentita e appassionata sull’amore e sul grande sacrificio che necessariamente il Teatro ogni giorno richiede a chi lo fa, nel rapporto tra Arte e Vita.

Giorgio Strehler, il grande maestro dai capelli bianchi sempre vestito di nero, è il punto di partenza e necessariamente il punto di arrivo. Così muovendo dalle sue parole, dai suoi scritti, dalle sue testimonianze nasce un percorso poetico a nuovo, una nuova scrittura, nuove suggestioni che ci restituiscono un mondo solo apparentemente perduto, ma ancora oggi – forse più che mai – attuale. Un universo che appartiene a tutti gli artisti e a tutti coloro che amano l’Arte e il Teatro.

Corrado d’Elia celebra con questo spettacolo l’universalità dell’Arte, in un gioco teatrale di sovrapposizione con il Maestro in totale comunione. Un percorso emozionante, un flusso di pensieri forte e toccante che restituisce decisamente la parola all’emozione e alla poesia. Alla fine ciò che conta è soltanto la verità dell’Arte e la sua universalità, il Teatro come gesto umano supremo, gesto d’amore e di fiducia negli uomini.

Questo spettacolo è la storia di una passione, di qualcosa di così forte da segnare il percorso di tutta una vita, In cui chiunque ami il teatro e la vita si può riconoscere. “Una piccola scheggia di diamante da trovare con tanta fatica, nelle sabbie così mobili della realtà e delle vicende umane….”.

Gli Album di Corrado d’Elia sono eventi scenici quasi intimi, privati, come potrebbe esserlo un album di vecchie fotografie da mostrare con pudore. Sono racconti di passioni, percorsi poetici che ogni volta coinvolgono ed emozionano, sospendendo il tempo, in uno stato di totale condivisione con il pubblico. Assoli suggestivi ed intensi che l’attore-autore racconta sul palco in profonda solitudine.

 

Informazioni e prenotazioni:
Tel. 02 8323126 – biglietteria@teatrolibero.it
lun. – ven. 15.00 / 19.00
nei giorni di spettacolo: lun – ven. fino alle 21.30
sabato dalle ore 19.00 alle ore 21.30
domenica dalle ore 14.00 alle 16.30
oppure andate alla biglietteria on line

 

MEINA (NO) – Mentre prosegue fino all’11 luglio la Residenza artistica per bambini dai 6 agli 11 anni iniziata lunedì e condotta da Francesca Amat, ci si prepara ad altri nuovi appuntamenti del Villaggio d’artista.

Domani, venerdì 4 luglio, dalle 14.00 alle 16.00 presso la Sala Consiliare del Comune si svolgerà un incontro ad ingresso gratuito sulla danza contemporanea tenuto da Filippo Armati, danzatore e performer svizzero la cui metodologia di lavoro si basa sui principi di coreutica Laban e sulle influenze che questi hanno avuto su altri coreografi del XX secolo (Cunningham, Forsythe, Hauert). Questo metodo si basa sull’isolare i movimenti, sulla composizione istantanea, sulla consapevolezza del corpo e la possibilità di comporre istantaneamente movimenti con continuità.

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Più tardi, alle ore 18.00, al Museo di Villa Faraggiana, sarà invece la volta di una performance che mescola danza contemporanea e teatro-danza, Le Foglie e il Vento, ideata e diretta da Mariachiara Raviola, direttrice artistica dell’Associazione Didee arti e comunicazione.
Lo spettacolo è liberamente ispirato a La Foglia Muriel di Leo Buscaglia ed è già stato proposto al Piccolo Coccia nel mese di maggio, occasione durante la quale ho incontrato il cast: «Lessi il racconto del noto docente italo-americano quando avevo 18 anni. L’idea di ricavarne uno spettacolo è rimasta in incubazione per anni prima di prendere la forma di un progetto concreto, cosa che è avvenuta grazie all’incontro con Aldo Torta della Compagnia Tecnologia Filosofica» spiega la regista. «Entrambi stavamo lavorando, ognuno per conto suo, sul tema della morte e così abbiamo deciso di venirci incontro e di portare avanti insieme un progetto comune, che è sfociato appunto in questo esperimento proposto all’interno di “PerCorpi Visionari” [del quale Mariachiara è ideatrice insieme a Lucia De Rienzo e Antonella Cirigliano, n.d.a.]. Passare attraverso il movimento naturale sperimentato da Aldo nelle sue performances e nei suoi laboratori mi è sembrata la scelta migliore per Le Foglie e il Vento».
La Natura è infatti protagonista dello spettacolo, un racconto danzato per adulti e bambini che, seguendo la vita di una foglia (Francesca Cinalli) e del suo albero (Stefano Botti) e narrando dei cicli della natura e del continuo trasformarsi della vita, è una metafora dell’esistenza. Lieve, delicato, fiabesco, Le Foglie e il Vento ha il potere magico di assorbire totalmente il pubblico nella propria dimensione, coinvolgendolo ed affascinandolo, facendo dimenticare per un po’ di tempo il mondo che sta al di fuori e i suoi ritmi ormai innaturali. Nelle recite novaresi ha riscosso successo fra grandi e piccini; questi ultimi sono stati ovviamente i più partecipi, prendendo parte attivamente alle vicissitudini della foglia e dell’albero.

Foto di Elisabetta Ajani

LE FOGLIE E IL VENTO – Foto di Elisabetta Ajani

Il discorso sulla natura, seppure sotto altri punti di vista, era già stato intrapreso da Tecnologia Filosofica nel corso di performances andate in scena nel centro di Novara a marzo, sempre all’interno degli eventi di “PerCorpi Visionari”. «Peccato che delle tante allieve delle scuole di danza che allora avevano preso parte al laboratorio solo una sia poi venuta a maggio ad assistere a Le Foglie e il Vento» dichiarano Mariachiara e Aldo, che continuano: «Purtroppo, però, non partecipare agli spettacoli è un atteggiamento diffuso da parte dei ragazzi che studiano danza». (Una cattiva abitudine contro la quale la stessa sottoscritta si è espressa più volte qui sul blog…).

L’Associazione Didee – arti e comunicazione raccoglie diverse figure professionali che operano in molteplici campi (coreografico, teatrale, comunicativo, culturale, educativo e preventivo), orbitanti attorno all’interesse principale di divulgazione, promozione e formazione della danza e della poetica del gesto nei suoi significati espressivi, sociali ed artistici.
Con l’ideazione e la realizzazione del Festival La Piattaforma – tetrocoreograficotorinese&co, (dal 2003 il contributo della Regione Piemonte, del Comune di Torino, della Fondazione CRT e dal 2008 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Didee concretizza l’obiettivo di monitoraggio e vetrina delle realtà di danza contemporanea e di ricerca emergenti sul territorio regionale e italiano, e promuove lo sviluppo di reti sinergiche tra gli artisti di differenti codici espressivi e altri progetti di evento e spettacolo.

Tecnologia Filosofica è una compagnia torinese di danza e teatro, formata da danzatori, coreografi, attori, mimi, musicisti, la cui attenzione è rivolta alla ricerca artistica e alla contaminazione tra i generi, con una predilezione particolare per il lavoro sul corpo e sulla presenza, nell’idea di un teatro concepito come atto totale. Il suo studio si colloca su una linea di confine fra teatro e danza, con la figura del danzatore-attore, non solo interprete, ma anche “autore” del suo lavoro.
Una comunità teatrale di artisti a struttura orizzontale, non verticistica, né gerarchica in cui non è prevista la figura tradizionale del direttore artistico. Le linee guida sono definite e orientate grazie a un continuo confronto dinamico all’interno del gruppo, mentre le responsabilità artistiche dei lavori sono stabilite a progetto, sulla base delle urgenze portate dai singoli.
L’apertura all’incontro e lo sguardo esterno di artisti che nel tempo si sono avvicinati al gruppo, completano i tasselli dell’identità della compagnia.

 

Venerdì, 4 luglio – Ore 18.00 – Museo di Villa Faraggiana, Meina (NO)
Associazione Didee
LE FOGLIE E IL VENTO
Progetto e regia Mariachiara Raviola
Con Francesca Cinalli e Stefano Botti
Paesaggio sonoro Paolo De Santis
Sguardo coreografico Aldo Torta
Produzione Associazione Didee arti e comunicazione e Fondazione Teatro Coccia in collaborazione con Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto “PerCorpi Visionari”
Per bambini e adulti. Costo € 5,00. Prenotazione consigliata.
A seguire ci sarà un momento d’incontro tra gli artisti e il pubblico.

 

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IN SALE – Foto di Manuela Bernasconi

Sabato 5 luglio, in Piazza Carabelli, alle ore 18.30, si potrà assistere invece ad una performance interattiva audiovisiva di danza urbana, In sale, di e con Filippo Armati e Francesca Cola.
I due artisti riflettono con il loro linguaggio sul tema dell’acqua. Il brainstorming che ha caratterizzato la loro rielaborazione sul tema è partito dalla differenza tra l’acqua dolce e l’acqua salata. Con questa collaborazione italo-svizzera Cola e Armati provano a creare un nuovo luogo della visione e dell’ascolto, cercando di creare nello spettatore-uditore una deriva emotivo-percettiva che gli permetta di entrare in un “altrove” assaporando simbolicamente quel sale che manca.

 

Sabato, 5 luglio – Ore 18.30 – Piazza Carabelli, Meina (NO)
IN SALE
Di e con Filippo Armati (Svizzera) e Francesca Cola (Italia)
Per ragazzi e adulti.
Percorso con audioguide.

 

 Clarissa Egle Mambrini

 

Foto di Paola Deandrea

Foto di Paola Deandrea

NOVARA – Calda e afosa sera di inizio estate… Anzi, a ben guardare, l’estate tecnicamente comincerà fra due settimane, ma il clima pazzo a cui ormai siamo abituati ha deciso di giocare d’anticipo e offrirci un assaggio già adesso, sabato 7 giugno, in occasione del concerto di musica classica dell’India settentrionale organizzato dall’Associazione Ri-nascita. Dopo tutto, l’alta temperatura non può che essere d’aiuto per calarsi nelle calde e affascinanti atmosfere tipiche di quel Paese a noi tanto lontano.
Ci accompagnano in questo viaggio fatto di suoni, sensazioni, colori ed emozioni due appassionati e giovani musicisti che si esibiscono insieme dal 2010, Kamod Raj Palampuri – nato a Manali nel 1979, cresciuto in una famiglia di musicisti e scrittori, ha studiato canto classico, tabla, harmonium, sitar e dholak, si è diplomato all’Università di Musica Classica Indiana Antica “Pracheen Kala Kendra” a Chandigarth e vive in Italia da sei anni – e Riccardo Di Gianni – nato a Torino nel 1980, chitarrista diplomato con un repertorio che spazia dal jazz alla musica elettronica, compositore, produttore e sound designer, dal 2006 studia sitar sia in Italia sia in India e si esibisce con questo strumento dal 2008.

Foto di Paola Deandrea

Foto di Paola Deandrea

L’ambiente intimo e raccolto dell’appartamento, decorato per l’occasione con candele, tappeti, stoffe e cuscini colorati e orientaleggianti, diventa perfetta cornice per questo particolare concerto dal titolo “Raga” – I colori dell’anima. I Raga sono le più antiche e raffinate forme musicali dell’India: alcuni sono nati con l’induismo, altri invece sono più recenti e non tutti sono dedicati alle divinità. Sono definiti “i colori dell’anima” perché sono costituiti da «una combinazione di note e movimenti legati a particolari emozioni e stati d’animo. Compito dei Raga è creare un’atmosfera spirituale, mistica o romantica. Il musicista suona con l’intento di dare una sensazione di pace e serenità all’ascoltatore o di agevolarlo in una propria ricerca interiore. Le melodie sono accompagnate dai Taal, complesse ritmiche su cui i musicisti improvvisano, seguendo le regole del Raga».

Foto di Stefano Nai

Foto di Stefano Nai

Kamod alle tabla e Riccardo al sitar iniziano il concerto con il Raga del mattino, un lungo brano di devozione verso Shiva, dio impetuoso. «I Raga vengono sempre introdotti da una parte di improvvisazione, poi comincia il il brano vero e proprio» ci spiega Riccardo. Per chi non ha mai assistito ad una esibizione di musica classica indiana questo primo approccio sarà forse un po’ spiazzante e di presa non immediata, ma man mano nel corso della serata, già a partire dal brano di chiusura della prima parte, il Raga della felicità,  la sintonia fra artisti e pubblico cresce fino a raggiungere una simbiosi quasi perfetta nella seconda parte, quando si vivono i momenti più intensi con il Raga della notte, introdotto dal canto in hindi arcaico interpretato da Kamod (alle prese con un altro strumento, il surmandal) ed eseguito a luci soffuse in un’atmosfera magica e densa di suggestioni, e, in conclusione, con il Raga romantico. «Il canto in India è considerato un vero e proprio strumento», precisa Kamod.

Foto di Paola Deandrea

Foto di Paola Deandrea

La curiosità dell’uditorio per le melodie insolite, gli strumenti particolari ed i gesti rituali dei musicisti è palpabile e viene saziata dalle spiegazioni che i due forniscono fra un brano e l’altro oppure su richiesta durante l’intervallo e dopo il concerto, quando si mescolano al pubblico – come vuole la consuetudine degli appuntamenti di Ri-nascita.
«Il sitar, che va accordato prima di eseguire ogni pezzo, viene suonato con un movimento verticale. La cassa armonica è composta da una zucca tagliata a metà, mentre per il resto lo strumento è fatto di legno. Ha venti corde suddivise su due piani, delle quali tredici si trovano sotto ed essendo le meno usate si dice che vibrino per simpatia. Quella più utilizzata è invece la prima corda in alto», spiega Riccardo prima di lasciare la parola a Kamod, che ci illustra le tabla: «Le tabla originariamente costituivano uno strumento solo, poi furono separate in due parti: quella più grossa produce un suono grave, quella più piccola un suono acuto. La prima è formata da rame e pelle di capra e all’interno è vuota, mentre la seconda è di legno di mango e pelle di capra ed è molto pesante perché dentro è quasi del tutto piena».

Foto di Stefano Nai

Foto di Stefano Nai

Il concerto purtroppo termina, ma il calore magico creatosi durante la serata rimane e ci accompagna nel ritorno verso casa insieme al cielo stellato e ad una luna grande e luminosa.

 

Clarissa Egle Mambrini