Archive for maggio, 2014


Iscrizioni ancora aperte per l’imminente workshop di danza tenuto da Filippo Armati sul movimento Quantum (metodo Laban), nuovo appuntamento del progetto PerCorpi Visionari.
Nel seguente comunicato stampa, potete leggere tutte le informazioni.

C. E. M.

 

Associazione LIS Lab performing arts e Litrocentimetro
in collaborazione con Fondazione Teatro Coccia
nell’ambito del Progetto PerCorpi Visionari
Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Svizzera 2007-2013

presentano

Principi di composizione del movimento Quantum (metodo Laban)
Workshop di danza di Filippo Armati
 Sabato 31 maggio dalle 10 alle 17
Studio Danza Novara, viale F. Ferrucci 2, Novara

 

Il workshop del danzatore e performer Filippo Armati si focalizza sui principi di composizione del movimento Quantum, una metodologia di lavoro che Armati ha iniziato a sviluppare nel 2011: image 1si basa sull’isolare i movimenti, sulla composizione istantanea, sulla consapevolezza del corpo e la possibilità di comporre istantaneamente movimenti con continuità. Durante il suo percorso formativo e anche professionale, Armati sviluppa una metodologia di lavoro che si basa sui principi di coreutica di Laban e sulle influenze che questi hanno avuto su altri coreografi del XX secolo (Cunningham, Forsythe, Hauert).

Filippo Armati si è laureato al DAMS di Bologna ed in seguito è stato ammesso all’accademia di danza contemporanea Laban Centre di Londra. Lavora come interprete per diversi coreografi e compagnie in tutta Europa. Dal 2003 sviluppa coreografie e lavori personali. Nel 2011 ha creato assieme all’artista visivo e musicista Tiziano Mincioni lo spazio culturale LA FONDERIA a Bellinzona. Nel 2010 fonda il festival multidisciplinare PERFORMA.

L’iscrizione al workshop è obbligatoria  ed è rivolto a danzatori, coreografi e allievi delle scuole di danza.

 

PER ISCRIZIONI E INFORMAZIONIimage2

www.corpivisionari.eu

associazionelis@gmail.com

+39.380.6538718/ +39.388.2579939

 

 

 

HELENA: […] stasera ho capito improvvisamente quello che in fondo avevo sempre saputo.
Non si può essere felici se non si è nel giusto, o se si fa soffrire qualcuno.
Non credo in ogni modo che sarebbe stato possibile andare avanti così, ma io ti amo, Jimmy.
Non amerò mai nessuno come ho amato te. Ma non posso continuare con te.
Non posso partecipare a tutto questo soffrire… Non posso!

 

(Parole di Helena ovvero “l’amica traditrice” dal III atto di
Look back in anger – Ricorda con rabbia di John Osborne, 1956)

 

Immagine tratta dal film omonimo diretto da Tony Richardson nel 1959

Immagine tratta dal film omonimo diretto da Tony Richardson nel 1959

 

Segnalo uno spettacolo di danza contemporanea in scena al Piccolo Coccia giovedì, 22 maggio, che rientra nell’interessante ed innovativo progetto PerCorpi Visionari di cui ho già parlato sul blog nei mesi scorsi.
Segue comunicato stampa.

C. E. M.

 

Associazione Didee arti e comunicazione
In collaborazione con Fondazione Teatro Coccia
nell’ambito del Progetto PerCorpi Visionari
Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Svizzera 2007-2013

presenta lo spettacolo di danza contemporanea

LE FOGLIE E IL VENTO

Giovedì 22 maggio 18.30
accoglienza con aperitivo di frutta

Giovedì 22 e Venerdì 23 maggio ore 10.30 (repliche scolastiche)
Piccolo Coccia, piazza Martiri 2, Novara

 

La vita di una foglia e del suo albero sono la traccia narrativa dello spettacolo Le Foglie e il Vento, in programma giovedì 22 maggio alle ore 18.30 e in replica per le scuole giovedì 22 e venerdì 23 alle ore 10.30 al Piccolo Coccia di piazza Martiri 2 a Novara, a cura di Associazione Didee e Fondazione Teatro Coccia.

Foto di Alexandrino De Souza

Foto di Alexandrino De Souza

Liberamente ispirato a La Foglia Muriel del pedagogista italo americano Leo Buscaglia, lo spettacolo Le Foglie e il Vento, ideato da Mariachiara Raviola, è frutto del percorso creativo tout public nell’ambito del progetto PerCorpi Visionari (P.O. di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Svizzera 2007-2013). Interpreti dello spettacolo sono Stefano Botti e Francesca Cinalli, con lo sguardo coreografico di Aldo Torta e il tappeto musicale di Paolo De Santis.

La performance propone un immaginario poetico e una danza rituale capace di far rivivere i ritmi della natura ed entrare nella favola universale del ciclo della vita. «Il racconto è suggerito non dalla classica narrazione, bensì da un linguaggio coreografico nato dalla ricerca del movimento del corpo nella sua relazione con l’ambiente – spiega Mariachiara Raviola, autrice di Le Foglie e il Vento e direttrice artistica del progetto PerCorpi Visionari –  Anche il tappeto sonoro racconta e rievoca memorie, attraverso i suoni della natura e della quotidianità».

Foto di Alexandrino De Souza

Foto di Alexandrino De Souza

Un racconto danzato per adulti e bambini, una metafora dell’esistenza che, con semplicità, apre la via a profonde riflessioni. E narra il percorso dell’esistenza nelle sue varie fasi, attraversando un bosco che dalla luce della vita, cresce alimentandosi di amicizie e amore, fino a sperimentare l’abbandono, la solitudine, e la morte, evento che non determina la fine ma, come sottolinea Leo Buscaglia nel suo testo, segna l’inizio… di una nuova storia.

Lo spettacolo è anche il risultato della sperimentazione che il percorso formativo previsto dal progetto PerCorpi Visionari ha svolto con le scuole di danza novaresi ed alcune classi delle materne ed elementari.

Firma la regia Mariachiara Raviola, direttrice artistica di Associazione Didee, da tempo impegnata nella realizzazione di laboratori e delicati spettacoli di teatrodanza per bambini e famiglie. L’assistenza alla regia è curata da Lisa Pugliese.

Le Foglie e il Vento è una coproduzione Associazione Didee e Fondazione Teatro Coccia, in collaborazione con Tecnologia Filosofica e sostenuta da Piemonte dal Vivo.

Ingresso libero

 

Riporto comunicato stampa per il Corso di Regia tenuto da Saverio Marconi presso la Scuola del Teatro Musicale.

C. E. M.

 

NOVARA – La Scuola del Teatro Musicale di Novara (STM), nata con la collaborazione della Compagnia della Rancia e della Fondazione Teatro Coccia, festeggia in questi giorni un anno di vita ed è già pronta a crescere ancora, attivando il Corso di Regia per il Teatro Musicale. La proposta è una ‘prima’ assoluta che non ha eguali nel panorama della formazione del musical nazionale e vedrà Saverio Marconi nel ruolo di docente. Il Corso di Regia per il Teatro Musicale della STM, di durata biennale, inizierà ad ottobre 2014, in corrispondenza con l’inizio del secondo anno accademico della scuola. Le lezioni, pratiche e teoriche, saranno tenute e coordinate dallo staff dei docenti della STM e in particolare da Saverio Marconi.

Saverio Marconi«Insegnare regia e insegnare alla regia – spiega Saverio Marconi – non è possibile se non si riesce a scavare nel mondo interiore degli studenti, se non si riesce far sviluppare in loro quella predisposizione all’atto creativo insito in ciascuno di essi. Il mio compito sarà questo, insegnare la mia tecnica di regia e far emergere le potenzialità degli studenti. A Novara stiamo lavorando con serietà e con grande professionalità: l’attivazione di questo corso completa e aumenta l’offerta formativa di tutta la scuola».

Sono pochissimi i posti a disposizione: solo 4. Per questo le audizioni d’ammissione saranno in una data unica: il 16 giugno 2014 e si svolgeranno nella sede della Scuola del Teatro Musicale. Qualora, dopo il 16 giugno, ci fossero ancora posti disponibili per l’accesso al corso, verranno indette delle audizioni suppletive il 15 settembre.

«Con l’attivazione del corso di Regia – spiega il direttore artistico della STM Marco Iacomelli – facciamo un altro passo in avanti verso il completamento della struttura della scuola, che raggiungerà il pieno regime il prossimo anno, quando l’intero piano di studio triennale sarà attivato. È molta la soddisfazione per quello che è stato fatto in questo primo anno, ma è soprattutto tanto l’entusiasmo per quel che, grazie anche all’inserimento tra i docenti di Saverio Marconi, ci prefiggiamo di fare per creare quel grande polo formativo per il Teatro Musicale, di interesse nazionale e non solo, che è da sempre l’obiettivo primario della STM».

 

SCUOLA DEL TEATRO MUSICALE
P.zza Martiri della Libertà, 2 – 28100 Novara
Tel. +39 342.7040038 – info@scuolateatromusicale.it

MILANO – Dopo il fortunato debutto avvenuto nella settimana di Pasqua (16, 17 e 18 aprile), la nuova produzione del Balletto di Milano Passione Mozart torna in scena, sempre sul palco del Teatro di Milano, domenica 25 maggio alle ore 17.00.
Ideato e diretto da Marco Daverio (anche Direttore della nuova struttura teatrale meneghina, sorta nel febbraio 2013 al posto del Cinema Don Orione) e coreografato da Federico Veratti, valente danzatore della compagnia, il balletto racconta la Passione di Cristo attraverso alcune note composizioni del genio di Salisburgo, rielaborate da Huges de Courson con strumenti orientali e motivi popolari egiziano-palestinesi per sottolineare l’ambientazione originale della vicenda narrata, offrendo quindi l’occasione al pubblico di ascoltare versioni insolite della musica di Mozart. Altra particolarità di questo allestimento è inoltre la collocazione temporale ai giorni nostri, ideata dal regista pensando ai personaggi che circondano Gesù, soprattutto i più umili: «Chi potrebbero essere oggi costoro? Non è poi così difficile scoprirlo. Basta andare in uno dei tanti centri della Caritas e conoscere le persone che ogni giorno assiste […]. Sventurati che esattamente come allora vengono emarginati da una società indifferente e crudele. Di diverso ci sono casomai nuove forme di povertà […]. Partendo dai più piccoli ho scoperto la strada per una regia innovativa. Immediatamente ho realizzato come Caifa rappresentasse il potere e la corruzione, Pilato l’ambiguità, Erode l’opportunismo; il rimbalzare di quà e di là Gesù per ottenerne la sua condanna un esempio di burocrazia ipocrita e disumanizzante. E che dire dell’avidità di Giuda per il denaro? Tutti elementi purtroppo ancora attualissimi e immediatamente comprensibili da una platea contemporanea».

Foto di Angelo Redaelli

Foto di Angelo Redaelli

Lo spettacolo è infatti ambientato fra i bancali di una fabbrica chiusa per la crisi e la miseria in cui si trovano i personaggi è messa in evidenza dalla scenografia molto scarna di Marco Pesta, che si è inoltre servito di alcuni tendaggi bianchi utilizzati all’occorrenza come sipario “metateatrale” o come Croce su cui lasciar morire Gesù. I fari di scena sono tenuti in vista come elementi scenografici, altra caratteristica che rimanda al gioco del teatro nel teatro. Le luci di Lorenzo Pagella, che forse potrebbero essere più protagoniste e colorare – anche dal punto di vista emotivo – alcuni momenti un po’ troppo pallidi per quanto riguarda scene e costumi, giocano la parte del leone nel finale, quando si raggiunge l’apice del pathos con Cristo crocifisso e poi deposto fra le lacrime di Maria e di Maddalena. I costumi (di Federico Veratti) ovviamente rispecchiano la collocazione temporale, eccezion fatta per Gesù, le cui candide vesti sembrano più vicine all’iconografia tradizionale. In abiti moderni e alquanto trasgressivi è pure la Morte, che nel finale del primo atto regala attimi di vera suspance mentre affoga Giuda, facendo temere per l’incolumità di Veratti, costretto a tenere la testa sott’acqua a lungo e ripetutamente e a veloci acrobazie per sfuggirle.
L’ambientazione ai giorni nostri non ha comunque impedito al regista di mantenere alcune caratteristiche della tradizione ebraica, come dimostrato dal quadro dell’Ultima Cena, allestita secondo l’uso del Seder Pasquale con gli alimenti tipici: sedano, agnello, pane non lievitato e uovo sodo.

Foto di Angelo Redaelli

Foto di Angelo Redaelli

Toccante, infine, la partecipazione di un ragazzo affetto da sindrome di Down e già campione italiano di nuoto, Alessandro Ranno, nel ruolo di Giovanni, discepolo prediletto di Gesù.
In generale, giudizio positivo sul cast di ballerini (Federico Mella, Akos Barat, Alessandro Orlando, Simone Maier, Giulia Paris, Alessia Campidori, Giulia Simontacchi, Giulia Montesello, Angelica Gismondo, Davide D’Elia), giovanissimi e diplomatisi nelle migliori scuole e accademie, a partire da Alessandro Torrielli, un intenso Gesù, e Federico Veratti, che si è riservato il duplice ruolo di Giuda ed Erode interpretandoli con successo.
Qualche piccola riserva sulla regia, non sempre chiara fra un quadro e l’altro, ma trattandosi della prima assoluta può darsi che lo spettacolo avesse solo bisogno di essere ulteriormente rodato.
Al termine della rappresentazione, applausi convinti da parte del pubblico.

Per informazioni e per acquistare i biglietti della replica di domenica prossima, visitate il sito del Teatro di Milano.

 

Domenica 25 maggio 2014, ore 17.00 – Teatro di Milano (Via Fezzan, 11)
PASSIONE MOZART
Balletto in due atti su musiche di W. A. Mozart
Coreografie e costumi Federico Veratti
Scene Marco Pesta
Lighting Designer Lorenzo Pagella
Regia Marco Daverio
Personaggi e interpreti: Gesù Cristo (Alessandro Torrielli), Giuda/Erode (Federico Veratti), Giacomo/ la Morte (Federico Mella), Simone/ un operaio (Akos Barat), Caifa (Alessandro Orlando), Ponzio Pilato (Simone Maier), Claudia Procula/ una discepola (Giulia Paris), Maria di Magdala/ un Angelo (Alessia Campidori), Maria/ una discepola (Giulia Simontacchi), Giovanna (Giulia Montesello), Marta (Angelica Gismondo), Hanna/ un soldato (Davide D’Elia)
Con la partecipazione straordinaria di Alessandro Ranno (Giovanni)
Produzione Balletto di Milano

 

Spettacolo visto mercoledì, 16 aprile 2014

 

Clarissa Egle Mambrini

 

NOVARA – Sabato 17 maggio alle ore 19.30 nella sede dell’Associazione “RI-NASCITA” in via Rosselli 3 si terrà un incontro di storia locale con il professor Dorino Tuniz dal titolo L’Ospedale Maggiore della Carità e la parrocchia di San Michele.

Si legge nel comunicato stampa: «L’ Ospedale della carità fu una delle strutture destinate ad assumere nel tempo una sempre maggiore rilevanza, testimoniato almeno dal secolo XII nel borgo di Sant’Agabio, accanto alla chiesa di San Michele, che diede inizio a una assistenza stabile, estesa anche ai bambini “esposti”».

Alla lezione seguirà il consueto rinfresco.

Ingresso con tessera associativa.

Per informazioni, contattare Delia e Paolo 334.6647702 – 338.8096290.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Fino al 18 maggio all’Elfo Puccini va nuovamente in scena La discesa di Orfeo di Tennessee Williams nell’allestimento che debuttò con successo nel 2012. Non perdetevi questa occasione!

Across the universe

Foto di Lara Peviani

Foto di Lara Peviani

Nelle scorse settimane nella Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini di Milano (multisala teatrale di arte contemporanea nel cuore della città) è andato in scena La discesa di Orfeo, titolo poco noto del drammaturgo americano Tennessee Williams, che lo pubblicò nel 1957 rielaborando un testo del 1940, Battle of Angels. Orpheus Descending – questo il titolo originale – fu rappresentato solo per due mesi riscuotendo scarso successo, mentre tutt’altra sorte toccò alla sua versione cinematografica, The fugitive kind  (Pelle di serpente, Sidney Lumet, 1959) con Anna Magnani e Marlon Brando, seppure non si collochi fra le pellicole più celebri tratte dalle opere teatrali di Williams.
Dopo una decina d’anni di ripensamenti e uno “studio” andato in scena il 31 maggio 2011 al termine di alcune settimane di rappresentazioni di Improvvisamente, l’estate scorsa, il regista Elio De…

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NOVARA – Prima della pausa pasquale, il 12 aprile l’Associazione “RI-NASCITA” ha voluto congedarsi dai propri fedeli seguaci con una serata di festa in cui protagonisti sono stati Matteo e Andrea Pizzi, padre e figlio chitarristi e cantanti che hanno offerto un gradevole concerto, Father & Son: canzoni a zig-zag.
Dopo l’apertura con la celebre canzone di Cat Stevens che dava il titolo all’evento, i brani da eseguire, infatti, sono stati man mano estratti a sorte dal pubblico pescando da un sacchettino circolante per la sala, così da creare un ulteriore e simpatico coinvolgimento nell’uditorio. Il repertorio ha spaziato dagli anni Sessanta fino ad oggi: da classici come Elton John, Beatles, U2, Lucio Battisti, Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Ornella Vanoni a gruppi e cantanti più contemporanei come Muse, Coldplay, Skin degli Skunk Anansie, Robbie Williams, Biagio Antonacci e Negramaro, in un bel connubio fra passato e presente. Il momento più trascinante si è avuto al termine del primo tempo con un brano dei Gogol Bordello che ha entusiasmato i presenti, tanto da essere richiesto come bis nella seconda parte. Ad accompagnare Matteo e Andrea in quest’ultima canzone, così come in qualche altra nel corso della serata, Francesca e Federico Colombo ai violini, strumenti che hanno consentito di assaporare anche degli arrangiamenti insoliti e accattivanti.

Foto di Paola Deandrea

Matteo Pizzi – Foto di Paola Deandrea

«Io suono da quando ero ragazzo e sono completamente autodidatta» mi racconta Matteo, campano di origine ma novarese d’adozione. «Di solito mi esibisco come bassista nel gruppo Hottanta, formazione di rock-new wave anni Ottanta nata nel 2006, ma suono anche la chitarra, come questa sera, e il pianoforte. Andrea invece ha preso qualche lezione di pianoforte, chitarra e canto e suona più o meno da quando ha 13 anni. Attualmente è chitarrista e cantante in un gruppo. Entrambi comunque cantiamo da sempre; del resto io provengo da una famiglia musicale: ho un fratello batterista e tre sorelle cantanti».

Andrea Pizzi - Foto di Paola Deandrea

Andrea Pizzi – Foto di Paola Deandrea

Una di loro, Elena, si è infatti esibita nella seconda parte del concerto, accompagnata da Matteo e Andrea, nella canzone di Patty Pravo E dimmi che non vuoi morire, mentre dopo di lei è stata la volta di un altro fuori programma con Hotel California degli Eagles, cantata e suonata insieme a Salvatore Palumbo, amico d’infanzia di Matteo.

A concludere la festa di “RI-NASCITA” le voci e le chitarre di Italo Colombo (anche all’armonica) e Federico De Martino, che hanno proposto brani un po’ meno noti ma altrettanto interessanti: Shot the sceriff di Bob Marley, Diamonds on the inside di Ben Harper e Making plans for Nigel degli XTC.

«Quello di questa sera è stato per me e Andrea il primo concerto insieme», mi confida infine Matteo, «ma speriamo arrivino presto altre occasioni».

Matteo e Andrea Pizzi - Foto di Stefano Nai

Matteo e Andrea Pizzi – Foto di Stefano Nai

 

Il prossimo appuntamento di “RI-NASCITA” (via Fratelli Rosselli 3) è per sabato 10 maggio alle ore 19.15 con un reading dal titolo Ho così tante storie tra le dita. Storie poco note su letto di note con Roberto Pezzolato (testi e voce recitante) e Graziano Genoni (chitarra): «Racconti di fantasia, testi teatrali, pensieri, meditazioni sul filo dell’ironia letti per la voglia di raccontare e condividere. Parole che si lasciano abbracciare da note sparse, che si uniscono nell’aria».
Ingresso libero con tessera associativa.
Per prenotazioni e informazioni rivolgersi a Delia (334.6647702) e Paolo (338.8096290).

 

Clarissa Egle Mambrini