A quasi tre mesi dall’uscita, qualche sera fa ho potuto finalmente vedere quel piccolo gioiello che è La mafia uccide solo d’estate, pellicola d’esordio di Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, veejay di MTV, inviato del programma “Le Iene”, autore televisivo, scrittore e già aiuto regista per Franco Zeffirelli e Marco Tullio Giordana.
Attraverso lo sguardo di Arturo, la sua infantile idolatria per Giulio Andreotti e i suoi vani tentativi per conquistare il cuore dell’amica Flora, il film racconta con leggerezza ed ironia vent’anni di mafia a Palermo, a partire dalla strage di Viale Lazio del 10 dicembre 1969 fino ad arrivare alle bombe di Capaci e di Via Adamelio del 1992.download
I sorrisi strappati al pubblico con garbo e raffinatezza non sono disgiunti però da momenti tristi e commoventi, che, anche grazie a filmati d’epoca, ricordano come un monito perenne la spietatezza della mafia e soprattutto la sua maschera di “normalità” che le ha permesso di infiltrarsi come un cancro incurabile nella vita quotidiana della gente comune per tanto (troppo) tempo. Il maggior merito di questo film, infatti, sta forse proprio in questo: nel mostrarci la “convivenza” a Palermo tra mafiosi, servitori dello Stato (veri o presunti) e le persone più o meno oneste e la passiva accettazione di tutto ciò (oltre alla conseguente omertà). Senza retorica e senza risultare ripetitivo rispetto alle numerose pellicole finora prodotte sull’argomento, La mafia uccide solo d’estate, vincitore del Premio del Pubblico al Torino Film Festival, riesce ad emozionare in profondità lo spettatore, ricordando gli “eroi” umani e semplici morti per combattere Cosa Nostra (Boris Giuliano, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino), la collusione fra politica e mafia ed evidenziando come le stragi del 1992, dopo decenni di indifferenza, significarono un risveglio delle coscienze per i siciliani e non solo. Anche per i giovani protagonisti della storia, interpretati nella seconda parte del film dallo stesso Pif e da Cristiana Capotondi, e per altri personaggi le morti di Falcone e Borsellino diventano il punto di svolta, gli eventi dopo i quali non si possono più chiudere gli occhi e far finta di niente.
Ognuno di noi deve rendersi responsabile nella battaglia non solo contro Cosa Nostra ma contro il Male in generale, per non rendere vani i sacrifici di quegli “eroi buoni” che la pellicola ricorda e per costruire un domani migliore. Come afferma Arturo/Pif alla fine della vicenda: «Quando sono diventato padre ho capito due cose: la prima che avrei dovuto difendere mio figlio dalla malvagità del mondo, la seconda che avrei dovuto insegnargli a distinguerla».

 locandina

 

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE
Regia di Pif
Soggetto e sceneggiatura di Pif, Michele Astori, Marco Martani
Cast: Pif, Cristiana Capotondi, Alex Bisconti, Ginevra Antona, Claudio Gioè, Ninni Bruschetta, Barbara Tabita, Rosario Lisma, Antonio Alveario
Produzione: Wildside, Rai Cinema – Italia 2013
Durata: 90 minuti

 

Clarissa Egle Mambrini

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