MILANO – Il 2014 all’Elfo Puccini si è aperto con un classico del teatro del Novecento, Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, una nuova produzione rimasta in cartellone tre settimane, durante le quali ha raccolto consensi di pubblico e critica. Diretto da Elio De Capitani, che ha anche ricoperto il ruolo del protagonista, Willy Loman, questo dramma, rappresentato per la prima volta nel 1949, è ancora oggi di sconvolgente attualità. L’allestimento si è mantenuto in gran parte fedele al testo originale, concedendosi qualche libertà nella disposizione della scenografia e in alcune scene rispetto alle indicazioni dell’autore che però non ha minimamente snaturato la pièce, a cui De Capitani ha dato un proprio tocco personale iniziando lo spettacolo con il rumore assordante di un incidente automobilistico (prefigurazione del finale), i personaggi nella penombra disposti come in un quadro all’apertura del sipario e i due fratelli Happy e Biff Loman (Marco BonadeiAngelo Di Genio) che lottano completamente nudi prima di infilarsi sotto la doccia.

Foto di Laila Pozzo/Nep-Photo

Foto di Laila Pozzo/Nep-Photo

Una delle caratteristiche che più affascinano di questo dramma, che inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi The Inside of His Head, è il continuo alternarsi di passato e presente, letteralmente mescolati insieme e portati avanti di pari passo nel corso della messinscena a significare la loro simultanea presenza nella vita – o meglio, nella mente – del protagonista ed in particolare negli ultimi suoi due giorni, quando, ormai sopraffatto dai fallimenti e dai rimorsi, stanco, deluso e privo di speranze, decide di farla finita per sempre. Willy Loman, commesso viaggiatore di 63 anni, è vittima del sogno americano: ha passato infatti la sua vita ad inseguire l’utopia del benessere economico, credendosi bravissimo nel proprio mestiere – addirittura il migliore – e costruendosi nella propria mente la famiglia perfetta, all’altezza di questo sogno: una moglie fedele e amorevole, due figli sani e forti, pieni di potenzialità e destinati a luminose carriere, una casa completa di elettrodomestici e ovviamente un’automobile. Ma la realtà è andata diversamente e quando il figlio Biff trova finalmente il coraggio di aprire gli occhi al padre, dichiarando il fallimento dell’intera loro esistenza, costruita solo sull’apparenza e la menzogna, Willy, che tra l’altro è stato licenziato da poche ore, non resiste alla sconfitta.
«Willy. Ho pagato l’ultima rata della casa oggi. Oggi caro. E la casa è vuota. Abbiamo pagato tutti i debiti.» dirà la moglie Linda (Cristina Crippa) sulla tomba del protagonista nel giorno del funerale, quasi un’ulteriore beffa di quel “sogno avvelenato” (la definizione è di Peter Kammerer) che ha minato quotidianamente l’esistenza dei Loman. Per avere e mantenere i simboli del benessere, questa famiglia – così come molte anche ai giorni nostri – ha pagato rate tutta la vita, ogni mese. E quando finalmente i debiti si estinguono, non resta più nessuno a godere di quel benessere oppure nel frattempo gli oggetti si sono addirittura già rotti in modo irreparabile.
Impossibile non commuoversi e non riflettere di fronte alla messinscena di un dramma così inaspettatamente vicino a noi e alla nostra società, in cui il consumismo dilagante e il prevalere dell’apparenza sulla realtà rischiano di trasformarci sempre più spesso in tanti disperati Willy Loman.

Foto di Laila Pozzo/Nep-Photo

Foto di Laila Pozzo/Nep-Photo

Qualche lievissima défaillance nel parlato dei tre protagonisti maschili, perdonabile viste le 3 ore abbondanti di durata e trattandosi di una delle prime repliche, nulla ha tolto alla loro indiscutibile bravura e il giudizio estremamente positivo vale anche per il resto del cast (Federico VanniAndrea Germani, Gabriele Calindri, Vincenzo Zampa, Alice Redini, Marta Pizzigallo).
Una tirata d’orecchie invece va ai numerosi spettatori che in quella serata hanno lasciato accesi i telefoni cellulari, offrendo in diversi momenti dei brevi “concerti” fuori programma.

 

Dal 10 gennaio al 2 febbraio 2014 – Sala Shakespeare, Teatro Elfo Puccini, Milano
MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE
Dramma in due atti e un requiem di Arthur Miller
Traduzione di Masolino D’Amico
Regia Elio De Capitani
Scene e costumi Carlo Sala
Suono Giuseppe Marzoli
Con Elio De Capitani (Willy Loman), Cristina Crippa (Linda Loman), Angelo di Genio (Biff Loman), Marco Bonadei (Happy Loman), Federico Vanni (Charley)*, Andrea Germani (Bernard), Gabriele Calindri (Ben), Vincenzo Zampa (Howard Wagner, Stanley), Alice Redini (La Donna, Letta), Marta Pizzigallo (Miss Forsythe, Jenny)
Voci dei figli di Howard Camilla e Caterina Erba
Assistente alla regia Anna Rita Signore
Assistente scene e costumi Elisabetta Pajoro
Produzione Teatro dell’Elfo con il contributo di Fondazione Cariplo

*Vanni ha ricoperto il ruolo fino al 20 gennaio. Dal 21 Charley è stato interpretato da Massimo Brizi.

 

Spettacolo visto martedì, 14 gennaio 2014

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Annunci