NOVARA – Dopo il successo ottenuto un anno fa con la fiction Rai Volare – La grande storia di Domenico Modugno, Beppe Fiorello sta girando l’Italia con uno spettacolo teatrale che, prendendo le mosse dalla propria vicenda personale e da quella del grande artista pugliese, accompagna il pubblico per due ore in un viaggio nel passato intenso e coinvolgente, tra ricordi, aneddoti, canzoni, sorrisi e nostalgia, sfiorando anche l’attualità.
In questo fine settimana appena concluso Penso che un sogno così… ha realizzato quasi il tutto esaurito al Coccia, gremito di spettatori di ogni età che al termine dello show hanno sommerso Fiorello di calorosi ed entusiastici applausi, tributandogli un’accoglienza da vero e proprio divo, come dimostrato anche dalla copiosa folla raccoltasi sabato sera fuori dall’ingresso palcoscenico nella vana attesa del proprio idolo (il quale invece, probabilmente non aspettandosi un simile affetto, purtroppo se ne era già andato).

Penso_che_un_sogno_cosi_Fiorello

Con l’ausilio della musica dal vivo suonata da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma, la scenografia (Patrizia Bocconi) e le luci (Alberto Negri) essenziali ed efficaci, uniti ad alcuni contributi video curati da Cristina Redini, Fiorello ha offerto un piacevolissimo one man show in cui Modugno e le sue canzoni sono stati il fil rouge della narrazione, così come altrettanto significativi sono stati nella vita dell’artista siciliano e soprattutto nella sua infanzia e giovinezza, quando, nonostante l’enorme timidezza (caratteristica insolita in una famiglia piena di gente estroversa), dopo aver sentito Volare iniziò a coltivare il sogno di fare l’attore. Attraverso la voce e la mimica, Fiorello ha riportato sul palco il padre – musicista dilettante e appassionato di Modugno -, la madre e i tanti altri personaggi che hanno popolato la sua vita, oltre ovviamente a ricreare perfettamente il grande cantante salentino e cogliendo così l’occasione per accennare qua e là alla storia del nostro Paese, fra immigrazione, guerra, dopoguerra, boom economico e non solo. Immancabile ovviamente il racconto della telefonata con cui gli fu proposto il ruolo di Modugno per la televisione, il timore di affrontare una responsabilità al di sopra delle proprie capacità, la forza di volontà di riuscirci e l’incontro decisivo con Franca Gandolfi, vedova del cantante.
Al termine, dopo aver cantato Vecchio frack, commosso dalla partecipazione del pubblico Fiorello ha accennato alcune note di Volare insieme agli spettatori dedicandole ad Arnoldo Foà, attore, regista e scrittore morto proprio nel pomeriggio di sabato a quasi 98 anni.
Così si è concluso uno spettacolo emozionante e di alta qualità, che in una fredda sera d’inverno ha scaldato i cuori con la magia di un sogno.

 

11 e 12 gennaio 2014 – Teatro Coccia, Novara
PENSO CHE UN SOGNO COSÍ…
di Giuseppe Fiorello e Vittorio Moroni
Con Giuseppe Fiorello
Regia Giampiero Solari
Musiche eseguite dal vivo da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma
Scene Patrizia Bocconi
Installazioni video Cristina Redini
Disegno luci Alberto Negri
Supervisione Marcello Iazzetti
Produzione Nuovo Teatro e Ibla Film

 

Spettacolo visto sabato, 11 gennaio 2014

 

Clarissa Egle Mambrini

 

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