NOVARA – È visitabile fino a venerdì 17 gennaio la mostra fotografica Novaresi negli scatti d’epoca – Foto fino al 1960 tratte dagli album di famiglia, allestita nella suggestiva sala dell’Archivio di Stato (un tempo Chiesa della Maddalena) in Corso Cavallotti a Novara e inaugurata nel pomeriggio di sabato 28 dicembre alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Novara Paola Turchelli, che l’ha definita un dono della città alle nuove generazioni e ha ringraziato la direttrice dell’Archivio, Marcella Vallascas, per l’ospitalità.

La mostra, ideata e realizzata da Nuares.it con il patrocinio del Comune e della Provincia di Novara e la collaborazione di altri enti della zona come la Società Fotografica Novarese, l’Istituto Storico della Resistenza, la rivista «Novara è…» e il Centro di Servizio per il Volontariato, è solo «la punta di un iceberg», come ha spiegato uno degli organizzatori, Giorgio Ravizzotti. «Dietro c’è tanto lavoro di ricerca e digitalizzazione del materiale ed è ancora in corso la catalogazione delle circa 500 foto ricevute finora. Tutto è partito alcuni mesi fa da un’idea di Paolo Nissotti per conservare la memoria della nostra città e con il pensiero rivolto soprattutto ai giovani», spesso ignari anche del passato più recente. «Abbiamo chiesto alle famiglie novaresi di metterci a disposizione le loro foto fino al 1960, immagini che magari dal punto di vista della qualità non sono eccezionali, ma che hanno un valore affettivo e documentario assai importante. Inoltre bisogna anche considerare il fatto che in alcune foto private talvolta si potrebbero trovare personaggi di rilievo accanto a persone comuni. Abbiamo deciso di non spingerci oltre il 1960 semplicemente perché dopo quella data la fotografia si è sviluppata e diffusa in maniera esponenziale e quindi la quantità di materiale su cui lavorare sarebbe stata esagerata. Il nostro intento è di creare un Archivio digitale della Vita dei Novaresi prima che queste immagini vadano perdute oppure che il ricordo di quanto vi è “immortalato” sia svanito».

A questo encomiabile e appassionato lavoro hanno finora contribuito anche Vanni Vallino, Alessandro Visconti, Alberto Fizzotti, Gile ed Elisa Fesi e Michele Ghigo, della Società Fotografica Novarese, il quale ha auspicato una maggiore diffusione dell’iniziativa e una maggiore partecipazione da parte dei tanti bravi fotografi della città, che sicuramente innalzerebbero la qualità delle immagini proposte.

novaresi negli scatti d'epoca

 

La raccolta del materiale infatti non si ferma qui: chiunque sia in possesso di vecchie fotografie antecedenti al 1960 che riproducono la vita dei novaresi e voglia metterle a disposizione di Nuares.it per la creazione del costituendo Archivio digitale può inviare una mail a: segreteria@nuares.it oppure un sms al 328.0180776 scrivendo FOTO e il suo nome e cognome. Le fotografie saranno scansionate e catalogate e poi verranno restituite ai legittimi proprietari. Files e schede saranno conservati dall’Istituto Storico della Resistenza e della Civiltà contemporanea “Piero Fornara”, presso il quale è possibile depositare anche le immagini originali che non si intendono più tenere in casa. Si cercano fotografie appartenenti soprattutto alle seguenti categorie:
BAMBINI: in tutte le loro attività;
CERIMONIE: sia pubbliche (civili, militari, religiose, sportive) sia private (dal battesimo al funerale);
LAVORO: nei campi, in cantiere, in officina, in ufficio, ecc.;
MILITARI: sia soli che in gruppo, a riposo o in azione;
RITRATTI: foto generalmente riprese in uno studio fotografico;
SPORT: attività sportive sia amatoriali sia professionistiche;
TEMPO LIBERO: i novaresi in vacanza o in un momento di relax;
VITA DI TUTTI I GIORNI: racconta un particolare momento possibilmente con uno sfondo novarese.

Le fotografie presentate in mostra (solo una selezione di quelle ricevute) sono state riprodotte in formato 20×30 e sono visibili dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 15.00. Ingresso libero.

L’orario di apertura, per di più in giorni feriali, purtroppo non permetterà a molti lavoratori di ammirare queste immagini velate di un fascino lontano a cui è difficile rimanere indifferenti, ma spero che in futuro l’iniziativa sia riproposta con tempistiche più flessibili.
Intanto chi può si ricavi uno spazio almeno durante la pausa pranzo per un breve ma intenso viaggio nei ricordi.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Annunci