Archive for gennaio, 2014


Riporto comunicato stampa e locandina di Soup, una performance “stuzzicante” che andrà in scena il 6 e il 7 febbraio al Piccolo Coccia di Novara nell’ambito di eventi del progetto PerCorpi Visionari, di cui vi ho parlato la scorsa estate.

C. E. M.

 

Cibo e corpo a confronto nel gioco dell’identità. Così si presenta Soup, la performance che l’Associazione LIS Lab Performing Arts di Meina ha creato a Novara e che andrà in scena aperta al pubblico giovedì 6 e venerdì 7 febbraio 2014 al Piccolo Coccia, in Piazza Martiri 2 a Novara. Dal 27 Gennaio gli artisti e i collaboratori di LIS, associazione diretta da Antonella Cirigliano, saranno in residenza presso il Teatro Coccia di Novara dove terranno un workshop di creazione e formazione, aperto al pubblico, ai giovani e alle scuole, con l’obiettivo di sperimentare i linguaggi della performance contemporanea attraverso l’esperienza  diretta con il pubblico e i linguaggi di interazione sensoriale. Il workshop si concluderà poi con due giorni di appuntamenti di performance vera e propria, giovedì 6 febbraio alle 20.30 e venerdì 7 febbraio alle 10, alle 12 e alle 20.30 (orari delle 10 e delle 12 riservato agli studenti).

In questo nuovo lavoro il LIS, in collaborazione con il Teatro Coccia, utilizza gli spazi del Piccolo Coccia come inedito contenitore scenico, alla ricerca di sempre nuove soluzioni spaziali e visive e per approfondire una ricerca sull’interazione e sul pubblico che rende unico il linguaggio del LIS nella scena contemporanea nazionale.

In Soup il pubblico è invitato a sperimentare un rito collettivo di partecipazione intorno al tema del cibo: sente odori, riceve suggestioni e illusioni. Un gioco condurrà gli spettatori in un ambiente ampio e sconosciuto. Ad attenderli gli abitanti del luogo, forse dei camerieri improvvisati, forse personaggi presi in prestito dal mondo animale, ma anche esseri che raccontano storie
 di innamoramenti, di inganni, di equivoci che portano alla creazione di un percorso legato all’identità e alla sua frammentarietà e caducità. Ognuno è invitato a partecipare ma l’intento del LIS è di creare un senso di collettività, di gioco condiviso a partire dalla riflessione sul nostro corpo nel mondo e nella relazione con gli altri. Dolce, salato o piccante? Attraverso una serie di giochi simbolici, si trasforma in chiave profana un consolidato modello di conoscenza sacra. Si diventa materia, cibo, si trasforma il nostro corpo in organo di conoscenza. Qui, (in questo luogo) gli uomini sono particolarmente impressionanti, di straordinaria bellezza o bruttezza, inquietanti e ridicoli, capaci comunque di trasformarsi.

Il numero di posti per ogni appuntamento è limitato a 35 persone massimo. E’ necessario, pertanto, prenotarsi entro martedì 4 febbraio, al costo di 5,00 euro (ingresso gratuito per gli studenti), presso la biglietteria del Teatro Coccia in via f.lli Rosselli 47, aperta da martedì a sabato, esclusi i festivi, con orario continuato: 10.30 – 18.30.

Oggi il LIS è formato da Antonella Cirigliano e Daria Tonzig che si avvalgono di collaboratori su aree specifiche, prediligendo la multidisciplinarietà di linguaggi diversi: installazione, arte, musica che si incontrano nella scena della live performance dove spazio e tempo non ha più i codici tradizionali. In particolare questo progetto è stato realizzato grazie al contributo del network Institute for Intangible Investigations, un network internazionale che lavora sull’interazione a vari livelli (www.sensworkshop.com).

Il progetto ha visto la collaborazione degli studenti di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano per la realizzazione di scene, allestimenti e documentazione visiva.

I workshop e la produzione finale di Soup fanno parte del programma di PerCorpi Visionari, progetto divulgativo dei codici della danza e della performance contemporanea, risultato vincitore del bando 2012 Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera Italia – Svizzera 2007 – 2013, che vede capofila italiano la Fondazione Teatro Coccia di Novara e capofila svizzero la Fondazione La Fabbrica di Losone. I partner italiani di progetto sono Associazione Didee – arti e comunicazione di Torino, Associazione LIS Lab Performing Arts di Meina (Novara), COORPI – Coordinamento Danza Piemonte di Torino. L’Associazione LitroCentimetro di Bellinzona è, invece, il partner svizzero. PerCorpi Visionari si avvale inoltre del contributo di Fondazione Piemonte dal Vivo.

Il progetto ha l’obiettivo ambizioso di far cooperare istituzioni ed enti di formazione; di generare connessioni tra artisti e pubblico; di riaccompagnare il corpo espressivo alla sua casa “naturale”; di costruire, infine, sui territori di riferimento un’autentica piattaforma creativa che incontri la cittadinanza e con essa si confronti. Tutto questo sotto la guida del Teatro Coccia e grazie all’esperienza e alla professionalità dei partner coinvolti.

Per info LIS Tel. +39 380 6538718 / +39 388 2579939


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SOUP performance

Studio di Antonella Cirigliano e Daria Tonzig
con Daria Tonzig, Sara Vilardo, Francesca Amat, Thomas Roper, Fabrizio Orlandi
e con la collaborazione di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano:
Studenti Triennio in Scenografia, studenti di Performing Arts:
Maria Luisa Bafunno, Giulio Olivero, Valentina Carnevali,
Alice Zaninetti (scene, allestimenti e performer),
supervisione alle scene Francesca Pedrotti (docente di Scenografia)
Studenti Triennio in Pittura e Arti Visive:
Samantha Caligaris (foto, documentazione visiva)
Laureati del Triennio in Media Design e Arti Multimediali:
Giulia Storti e Alfredo Mannino (video)
Allestimenti e Direzione Tecnica, audio, luci: Fabrizio Orlandi e Fabio Malizia
Organizzazione: Michela Caretti (Fondazione Teatro Coccia), Annalisa Recchia (LIS)
Promozione, ufficio stampa: Serena Galasso (Fondazione Teatro Coccia), Annalisa Recchia (LIS)
Grafica: Marina Marzatico
Coproduzione: Fondazione Teatro Coccia, Associazione LIS Lab performing arts
Questo lavoro è stato realizzato grazie al contributo del network Institute for Intangible Investigations (www.sensworkshop.com),
è un progetto PerCorpi Visionari (www.percorpivisionari.eu)

 

Riporto qui di seguito comunicato stampa e locandina di uno spettacolo sull’ILVA di Taranto che andrà in scena sabato prossimo in provincia di Milano.

C. E. M.

 

Sabato 1° febbraio 2014 – Torre dell’Acquedotto_Stagione THE HUG, Cusano Milanino (MI)
L’Eremita contemporaneo – MADE IN ILVA 
Regia Anna Dora Dorno
Con Nicola Pianzola
Canti originali e voce dal vivo Anna Dora Dorno
Musiche Andrea Vanzo
Oggetti di scena Nicoletta Casali
Scene e disegno luci Anna Dora Dorno
Video Nicola Pianzola
Produzione Instabili Vaganti con il sostegno di Spazio OFF di Trento

Composizione drammaturgica originale basata sugli scritti e le testimonianze degli operai dell’ILVA di Taranto intervistati dalla compagnia.

 

L’Eremita Contemporaneo trae ispirazione dal diario di un operaio dell’ILVA di Taranto e dalle testimonianze di alcuni operai, intervistati dalla compagnia che lavorano nella stessa fabbrica, per incontrare i testi poetici di Luigi di Ruscio e Peter Shneider. La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire dalla gabbia d’acciaio incandescente e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali.
Lo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società. L’attore spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni, azioni acrobatiche e ripetitive, interagendo continuamente con suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo, in cui le note si intrecciano col canto di una voce femminile che gli ordina “Lavora! Produci! Agisci! Crea!”. Egli pone il suo rifugio in una scena composta da strutture metalliche, resa cangiante dall’uso di video-proiezioni che rievocano il contesto della fabbrica, delle numerose fabbriche che ancora esistono come fantasmi di un’epoca moderna ormai trascorsa. Immagini e suoni popolano i suoi sogni, come residui archeologici che si trascinano ancora in vita, come agonizzanti, nella memoria e nei ricordi ossessivi di chi ancora oggi lavora in simili luoghi. Egli attraversa questa sorta di inferno contemporaneo, fatto di ritmi alienanti e spazi distorti, giungendo a spogliarsi della propria identità e ad indossare una maschera anonima, senza volto, per difendere l’essenza del proprio animo. L’eremita contemporaneo insegue una salvezza impossibile, nel tentativo di sentire la propria carne calda, il proprio vivere organico, in contrapposizione al ferro-freddo, al processo di inorganicità al quale ci spingono le regole di produzione dell’attuale sistema sociale, reprimendo la libertà creativa dell’uomo e dell’artista.

 

Lo spettacolo ha già ricevuto i seguenti riconoscimenti:
Premio Antonio Landieri Teatro d’Impegno Civile 2013
Premio della critica a Ermo Colle 2013
Secondo premio al 12° Festival teatrale di Resistenza – Premio Museo Cervi 2013
Premio sezione internazionale al 16° IIFUT International Iranian Festival of University Theatre di Tehran – Iran 2013
Spettacolo selezionato allo STOFF Stockholm Fringe Festival 2012.
Progetto di spettacolo vincitore del bando Kilowatt 2011 Selezione Visionari.
Progetto di spettacolo vincitore di OFF X 3 2010 di Spazio OFF, Trento.

 

Foto della locandina di Francesca Pianzola

Foto della locandina di Francesca Pianzola

Dopo la presentazione inaugurale dello scorso 7 novembre al Piccolo Coccia di Novara, io e il mio libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano, pubblicato a fine ottobre da Lampi di stampa, ci prepariamo a tre nuovi appuntamenti.

 

  • Il primo si terrà venerdì 31 gennaio alle ore 18.00 a Palazzo Vochieri in Corso Cavallotti 6 a Novara, nell’ambito delle celebrazioni per la festa patronale di San Gaudenzio (22 gennaio) e per commemorare il 71° anniversario della prima regia novarese di Giorgio Strehler (24 gennaio 1943). Oltre alla sottoscritta interverranno l’Assessore alla Cultura del Comune di Novara Paola Turchelli e il consulente editoriale dottor Mariano Settembri. Moderatore sarà il professor Franco Terzera.
Il professor Terzera ed io durante una puntata del programma di Video Novara "Incontro con l'autore", registrato lo scorso 20 novembre 2013.

Il professor Terzera ed io durante una puntata del programma di Video Novara “Incontro con l’autore”, registrata il 20 novembre 2013.

 

  • Il secondo, sotto forma di conferenza/lezione, si svolgerà lunedì 3 febbraio alle ore 17.30 nella prestigiosa cornice del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” in Via Rossini 4 a Trieste , come appuntamento della rassegna I lunedì dello Schmidl. Portare il mio libro nella città natale del Maestro e per di più nell’istituzione in cui è custodito il Fondo “Strehler” è ovviamente una grande emozione, nonché un onore.
Palazzo Gopcevich, splendida sede del Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl" (Trieste)

Palazzo Gopcevich, splendida sede del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” a Trieste.

 

  • Il terzo infine, giovedì 6 febbraio alle ore 16.00 alla Biblioteca Francesco Pezza in Via Vittorio Veneto 17 a Mortara (PV), mi vedrà ancora impegnata in una conferenza/lezione all’interno del ciclo di incontri per divulgare la storia locale Conosci davvero la tua terra?, cui avevo già partecipato nell’edizione del 2008 come correlatrice de La risaia tra fiction e realtà.
Locandina di "Conosci davvero la tua terra?" 2014

Locandina di “Conosci davvero la tua terra?” 2014.

 

Tutti gli appuntamenti saranno ad ingresso libero e, per chi lo desidera, sarà possibile acquistare il libro.

 

Chi non potrà partecipare a questi incontri può comunque reperire il volume in oltre 4.000 librerie in Italia oppure on line sulla vetrina del sito di Lampi di stampa (dove è inserito fra i best sellers) e su tutti i migliori siti come ibs.it, libreriauniversitaria.it, lafeltrinelli.it, hoepli.it, unilibro.it… ecc.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Per festeggiare la nomination all’Oscar come miglior film straniero, ripubblico la breve intervista che mi fu fatta lo scorso maggio all’uscita dal cinema 🙂

Across the universe

Come sicuramente molti di voi già sapranno, è notizia di oggi che La grande bellezza di Paolo Sorrentino è stato candidato dall’Italia per ambire ad essere selezionato fra i film stranieri in corsa per l’Oscar. Dovremo aspettare però fino al 16 gennaio per conoscere le nomination ufficiali dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che assegnerà poi le ambite statuette durante la cerimonia al Dolby Theatre di Los Angeles il 2 marzo 2014. Presentato al Festival di Cannes e contemporaneamente uscito nelle sale lo scorso 21 maggio, l’ultima fatica di Sorrentino è stata accolta molto favorevolmente soprattutto all’estero, mentre in patria ha ricevuto pareri contrastanti.
Personalmente ho avuto la fortuna di vederlo proprio alla prima sera di proiezione e di essere stata casualmente scelta fra il pubblico da Giancarlo Grossini di «Vivi Milano», supplemento del «Corriere della sera», per una brevissima intervista. Sono sempre a…

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NOVARA – Dopo il successo ottenuto un anno fa con la fiction Rai Volare – La grande storia di Domenico Modugno, Beppe Fiorello sta girando l’Italia con uno spettacolo teatrale che, prendendo le mosse dalla propria vicenda personale e da quella del grande artista pugliese, accompagna il pubblico per due ore in un viaggio nel passato intenso e coinvolgente, tra ricordi, aneddoti, canzoni, sorrisi e nostalgia, sfiorando anche l’attualità.
In questo fine settimana appena concluso Penso che un sogno così… ha realizzato quasi il tutto esaurito al Coccia, gremito di spettatori di ogni età che al termine dello show hanno sommerso Fiorello di calorosi ed entusiastici applausi, tributandogli un’accoglienza da vero e proprio divo, come dimostrato anche dalla copiosa folla raccoltasi sabato sera fuori dall’ingresso palcoscenico nella vana attesa del proprio idolo (il quale invece, probabilmente non aspettandosi un simile affetto, purtroppo se ne era già andato).

Penso_che_un_sogno_cosi_Fiorello

Con l’ausilio della musica dal vivo suonata da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma, la scenografia (Patrizia Bocconi) e le luci (Alberto Negri) essenziali ed efficaci, uniti ad alcuni contributi video curati da Cristina Redini, Fiorello ha offerto un piacevolissimo one man show in cui Modugno e le sue canzoni sono stati il fil rouge della narrazione, così come altrettanto significativi sono stati nella vita dell’artista siciliano e soprattutto nella sua infanzia e giovinezza, quando, nonostante l’enorme timidezza (caratteristica insolita in una famiglia piena di gente estroversa), dopo aver sentito Volare iniziò a coltivare il sogno di fare l’attore. Attraverso la voce e la mimica, Fiorello ha riportato sul palco il padre – musicista dilettante e appassionato di Modugno -, la madre e i tanti altri personaggi che hanno popolato la sua vita, oltre ovviamente a ricreare perfettamente il grande cantante salentino e cogliendo così l’occasione per accennare qua e là alla storia del nostro Paese, fra immigrazione, guerra, dopoguerra, boom economico e non solo. Immancabile ovviamente il racconto della telefonata con cui gli fu proposto il ruolo di Modugno per la televisione, il timore di affrontare una responsabilità al di sopra delle proprie capacità, la forza di volontà di riuscirci e l’incontro decisivo con Franca Gandolfi, vedova del cantante.
Al termine, dopo aver cantato Vecchio frack, commosso dalla partecipazione del pubblico Fiorello ha accennato alcune note di Volare insieme agli spettatori dedicandole ad Arnoldo Foà, attore, regista e scrittore morto proprio nel pomeriggio di sabato a quasi 98 anni.
Così si è concluso uno spettacolo emozionante e di alta qualità, che in una fredda sera d’inverno ha scaldato i cuori con la magia di un sogno.

 

11 e 12 gennaio 2014 – Teatro Coccia, Novara
PENSO CHE UN SOGNO COSÍ…
di Giuseppe Fiorello e Vittorio Moroni
Con Giuseppe Fiorello
Regia Giampiero Solari
Musiche eseguite dal vivo da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma
Scene Patrizia Bocconi
Installazioni video Cristina Redini
Disegno luci Alberto Negri
Supervisione Marcello Iazzetti
Produzione Nuovo Teatro e Ibla Film

 

Spettacolo visto sabato, 11 gennaio 2014

 

Clarissa Egle Mambrini

 

NOVARA – È visitabile fino a venerdì 17 gennaio la mostra fotografica Novaresi negli scatti d’epoca – Foto fino al 1960 tratte dagli album di famiglia, allestita nella suggestiva sala dell’Archivio di Stato (un tempo Chiesa della Maddalena) in Corso Cavallotti a Novara e inaugurata nel pomeriggio di sabato 28 dicembre alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Novara Paola Turchelli, che l’ha definita un dono della città alle nuove generazioni e ha ringraziato la direttrice dell’Archivio, Marcella Vallascas, per l’ospitalità.

La mostra, ideata e realizzata da Nuares.it con il patrocinio del Comune e della Provincia di Novara e la collaborazione di altri enti della zona come la Società Fotografica Novarese, l’Istituto Storico della Resistenza, la rivista «Novara è…» e il Centro di Servizio per il Volontariato, è solo «la punta di un iceberg», come ha spiegato uno degli organizzatori, Giorgio Ravizzotti. «Dietro c’è tanto lavoro di ricerca e digitalizzazione del materiale ed è ancora in corso la catalogazione delle circa 500 foto ricevute finora. Tutto è partito alcuni mesi fa da un’idea di Paolo Nissotti per conservare la memoria della nostra città e con il pensiero rivolto soprattutto ai giovani», spesso ignari anche del passato più recente. «Abbiamo chiesto alle famiglie novaresi di metterci a disposizione le loro foto fino al 1960, immagini che magari dal punto di vista della qualità non sono eccezionali, ma che hanno un valore affettivo e documentario assai importante. Inoltre bisogna anche considerare il fatto che in alcune foto private talvolta si potrebbero trovare personaggi di rilievo accanto a persone comuni. Abbiamo deciso di non spingerci oltre il 1960 semplicemente perché dopo quella data la fotografia si è sviluppata e diffusa in maniera esponenziale e quindi la quantità di materiale su cui lavorare sarebbe stata esagerata. Il nostro intento è di creare un Archivio digitale della Vita dei Novaresi prima che queste immagini vadano perdute oppure che il ricordo di quanto vi è “immortalato” sia svanito».

A questo encomiabile e appassionato lavoro hanno finora contribuito anche Vanni Vallino, Alessandro Visconti, Alberto Fizzotti, Gile ed Elisa Fesi e Michele Ghigo, della Società Fotografica Novarese, il quale ha auspicato una maggiore diffusione dell’iniziativa e una maggiore partecipazione da parte dei tanti bravi fotografi della città, che sicuramente innalzerebbero la qualità delle immagini proposte.

novaresi negli scatti d'epoca

 

La raccolta del materiale infatti non si ferma qui: chiunque sia in possesso di vecchie fotografie antecedenti al 1960 che riproducono la vita dei novaresi e voglia metterle a disposizione di Nuares.it per la creazione del costituendo Archivio digitale può inviare una mail a: segreteria@nuares.it oppure un sms al 328.0180776 scrivendo FOTO e il suo nome e cognome. Le fotografie saranno scansionate e catalogate e poi verranno restituite ai legittimi proprietari. Files e schede saranno conservati dall’Istituto Storico della Resistenza e della Civiltà contemporanea “Piero Fornara”, presso il quale è possibile depositare anche le immagini originali che non si intendono più tenere in casa. Si cercano fotografie appartenenti soprattutto alle seguenti categorie:
BAMBINI: in tutte le loro attività;
CERIMONIE: sia pubbliche (civili, militari, religiose, sportive) sia private (dal battesimo al funerale);
LAVORO: nei campi, in cantiere, in officina, in ufficio, ecc.;
MILITARI: sia soli che in gruppo, a riposo o in azione;
RITRATTI: foto generalmente riprese in uno studio fotografico;
SPORT: attività sportive sia amatoriali sia professionistiche;
TEMPO LIBERO: i novaresi in vacanza o in un momento di relax;
VITA DI TUTTI I GIORNI: racconta un particolare momento possibilmente con uno sfondo novarese.

Le fotografie presentate in mostra (solo una selezione di quelle ricevute) sono state riprodotte in formato 20×30 e sono visibili dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 15.00. Ingresso libero.

L’orario di apertura, per di più in giorni feriali, purtroppo non permetterà a molti lavoratori di ammirare queste immagini velate di un fascino lontano a cui è difficile rimanere indifferenti, ma spero che in futuro l’iniziativa sia riproposta con tempistiche più flessibili.
Intanto chi può si ricavi uno spazio almeno durante la pausa pranzo per un breve ma intenso viaggio nei ricordi.

 

Clarissa Egle Mambrini

 

Sabato 11 e domenica 12 gennaio fa tappa al Coccia di Novara Giuseppee Fiorello con lo spettacolo teatrale “Penso che un sogno così…” dedicato a Domenico Modugno. Per l’occasione, ripubblico l’articolo che scrissi un anno fa in occasione della fiction a lui dedicata e interpretata proprio da Fiorello.

Across the universe

18 e 19 febbraio 2013, Rai Uno
VOLARE – LA GRANDE STORIA DI DOMENICO MODUGNO
Miniserie in due puntate
Regia Riccardo Milani
Soggetto e sceneggiatura Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Con Giuseppe Fiorello (Domenico Modugno), Kasia Smutniak (Franca Gandolfi), Alessandro Tiberi (Franco Migliacci), Antonio D’Ausilio (Riccardo Pazzaglia), Diego D’Elia (Antonio Cifariello), Federica De Cola (Giulia Lazzarini), Massimiliano Gallo (Giuseppe Gramitto), Gabriele Cirilli (Claudio Villa), Alberto Resti (Johnny Dorelli), Armando De Razza (Cucaracho), Pierluigi Misasi (Fulvio Palmieri), Antonio Stornaiolo (Padre Domenico), Roberto De Francesco (Don Antonio), Cesare Bocci (Raimondo Lanza di Trabia), Michele Placido (Vittorio De Sica)
Casting Rita Forzano23560285_beppe-fiorello-domenico-modugno-la-fiction-volare-nel-blu-dipinto-di-blu-0
Aiuto regia Francesco Capone
Costumi Alberto Moretti
Scenografia Massimo Geleng
Fonico Andrea Petrucci
Organizzatore di produzione Antonio Stefanucci
Direttore di produzione Francesco Morbilli
Direttore della fotografia Saverio Guarna
Montaggio Patrizia Ceresani
Musiche originali Andrea Guerra
Produttore Rai Fabrizio Zappi
Prodotto da Elide Melli

 

Non sono un’amante della televisione e specialmente di…

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Stasera alle 21.15 su Rai 5 verrà riproposto “Bright star” di Jane Campion!

Across the universe

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BRIGHT STAR
Regia, soggetto e sceneggiatura Jane Campion
Con Abbie Cornish (Fanny Brawne), Ben Wishaw (John Keats), Paul Schneider (Charles Brown), Kerry Fox (la signora Brawne), Edie Martin (Margaret ‘Toots’ Brawne), Thomas Sangster (Samuel Brawne)
Fotografia Greig Fraser
Montaggio Alexandre De Franceschi
Musiche Mark Bradshaw
Costumi Janet Patterson
Genere drammatico, biografico
Durata 120 minuti
Produzione BBC Films (Gran Bretagna), Screen Australia (Australia), Pathé (Francia)
Anno 2009

 
 
John Keats (Londra, 31 ottobre 1795 – Roma, 24 febbraio 1821) è oggi uno dei poeti romantici più famosi al mondo, ma purtroppo nella sua breve vita fu scarsamente apprezzato dai contemporanei. Cominciò a frequentare ambienti artistici e letterari intorno ai 20 anni e a quell’epoca risalgono le sue prime prove poetiche, lodate da pochi e criticate o ignorate dalla maggior parte, come la raccolta Poems e il poema Endymion. Nel 1818, però, il giovane poeta fece un incontro che…

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