«Chi scrive è vanitoso e depresso.

Lo accompagnano e lo soccorrono demolizioni e consensi, nutrendolo, sostenendolo

mentre rimbalza da una parte e dall’altra, fra le depressioni e i sogni di gloria.

Quello che fa veramente male a chi scrive è invece

una compiacente, piovosa, opaca, assonnata indifferenza».

 

 

(Natalia Ginzburg, Nota in Tutto il teatro, a cura di Domenico Scarpa, Einaudi, 2005)

 

 

Natalia-Ginzburg (2)[1]

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