red priest 1 - foto repertorioNOVARA – Raramente ho visto il pubblico del Coccia così caloroso ed entusiasta come martedì sera al concerto dell’ensemble inglese dei Red Priest. I quattro formidabili musicisti hanno suscitato diverse volte, nel corso della serata, spontanei applausi da parte degli spettatori, incantati di fronte alla loro bravura e al loro modo originale di presentare la musica antica, tanto che al termine dell’esibizione hanno dovuto concedere due bis per accontentare la platea, accalcatasi poi nel foyer per acquistare alcuni loro cd.
La formazione, nata nel 1997, ha all’attivo parecchie registrazioni e numerosi concerti in giro per il mondo e nel 2008 ha fondato una propria casa discografica, la Red Priest Recordings, etichetta sotto la quale sono stati ripubblicati anche gli album precedenti a quell’anno. Paragonato dalla stampa mondiale ai Rolling Stones, a Jackson Pollock, ai Marx Brothers, a Spike Jones e al Cirque du Soleil, questo quartetto, che si chiama così in onore di Vivaldi, detto appunto il “Prete rosso” per il colore dei suoi capelli, è stato descritto dalla critica musicale come «visionario ed eretico», «oltraggioso eppure compulsivo», «totalmente irriverente e altamente intelligente», «completamente selvaggio e intensamente geniale», con un «rovente e malizioso senso dell’umorismo» ed un «approccio alla musica antica che rompe le regole», offrendo «un concerto da camera rock».
Nella loro tappa novarese i Red Priest, tutti rigorosamente con indosso qualcosa di rosso, hanno eseguito Carnival of the Seasons, un concerto dedicato alle stagioni e composto non solo dalle celebri musiche di Vivaldi arrangiate da loro stessi in maniera anticonformista, ma anche da brani di Bach, Biber, Corelli, Johnson, Purcell e Van Eyck, scelti per l’affinità con la tematica delle varie stagioni e suonati ed interpretati in modo altrettanto particolare. I quattro straordinari musicisti – che anche presi singolarmente vantano curricula di tutto rispetto – hanno infatti offerto un vero e proprio spettacolo, coinvolgente e pieno di ritmo, in cui hanno rivisitato con ironia pezzi noti e meno noti del repertorio classico integrando l’esecuzione strumentale con gestualità e mimica, senza lesinare divertenti colpi di scena, come quando il flautista, Piers Adams, è spuntato per qualche istante da dietro il clavicembalo indossando una maschera “mostruosa” mentre i suoi colleghi, la violinista Julia Bishop, la violoncellista Angela East e il calvicembalista David Wright, stavano eseguendo La danza delle streghe di Robert Johnson, inserita nella parte sull’autunno poiché in quella stagione si celebra la festa di Halloween. Adams inoltre, dopo un veloce saluto in italiano seguito alla vivace Primavera di Vivaldi suonata in apertura, nel corso della serata ha dettagliatamente spiegato, in un inglese piuttosto comprensibile (ma forse non sarebbe stato male avere un traduttore, soprattutto per quella buona parte di pubblico che per ovvi motivi di età l’inglese lo mastica poco o per niente), i diversi brani che il gruppo andava ad interpretare, descrivendo le scenette che avrebbero in qualche modo ricostruito. Del resto – come si legge nel programma di sala – già Vivaldi aveva unito alle sue Quattro stagioni una serie di versi per creare un percorso “visivo” nella mente dell’ascoltatore, aumentando così la diffusione dell’opera.
Un concerto costruito in tal modo in effetti sarebbe stato molto utile, secondo me, per un pubblico di bambini e ragazzi restii a conoscere ed apprezzare la musica classica e tanto più quella antica: divertendosi e accompagnati nella comprensione da un trascinante insegnante come Piers Adams – un mago del flauto che in alcuni momenti ricordava le prodezze di Ian Anderson dei Jethro Tull – avrebbero probabilmente imparato – se non tutti, almeno qualcuno – che anch’essa può emozionare.
I Red Priest torneranno in Italia il 20 giugno per esibirsi a Bolzano. Nel frattempo stanno mettendo a punto un nuovo progetto, Handel in the wind, che dopo il rodaggio dal vivo verrà registrato durante l’estate e andrà a costituire il nuovo album.
Se volete tenerli d’occhio, potete consultare il loro sito ufficiale: www.redpriest.com.
Il prossimo appuntamento della Concertistica da camera al Coccia è giovedì 21 febbraio alle 21.00 con il giovane pianista coreano Dong Kyu Kim, che suonerà brani di Mozart, Schumann, Liszt e Stravinskij. Ingresso a € 10,00 (ridotto € 8,00).

5 febbraio 2013 – Teatro Coccia
RED PRIEST
Piers Adams (flauti)
Julia Bishop (violino)
Angela East (violoncello)
David Wright (clavicembalo)
in
CARNIVAL OF THE SEASONS
Programma
Parte prima: La Primavera
ANTONIO VIVALDI (arr. Red Priest) – Concerto in mi maggiore La primavera
HEINRICH BIBER – Crocifissione (dalla Sonata di Pasqua)
Parte seconda: L’Estate
JACOB VAN EYCK – Che cosa facciamo questa sera?
HENRY PURCELL – Suite Sogno di una notte di mezza estate
ANTONIO VIVALDI (arr. Red Priest) – Concerto in sol minore L’estate
Parte terza: L’Autunno
JOHANN SEBASTIAN BACH – Preludio in re minore per violoncello solo
ANTONIO VIVALDI (arr. Red Priest) – Concerto in fa maggiore L’Autunno
ROBERT JOHNSON – La danza delle streghe
Parte quarta: L’Inverno
ARCANGELO CORELLI (arr. Red Priest) – Concerto grosso in sol minore Per la notte di Natale
ANTONIO VIVALDI (arr. Red Priest) – Concerto in fa minore L’Inverno

Concerto organizzato dall’Associazione Amici della Musica Vittorio Cocito di Novara
in collaborazione con la Fondazione Teatro Coccia

Clarissa Egle Mambrini

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