Ieri sera su Rai Tre è andata in onda una puntata speciale del programma Che tempo che fa dal titolo G di Gaber per ricordare il cantautore milanese scomparso il 1° gennaio del 2003. Nel corso della serata molti e diversi gli artisti succedutisi sul palcoscenico per rendere il proprio personale omaggio al signor G, cantando una sua canzone o recitando un suo monologo, mentre il conduttore, Fabio Fazio, in alternanza alle esibizioni degli ospiti leggeva alcuni brani tratti dal libro G. Vi racconto Gaber di Sandro Luporini, presente in studio insieme ai familiari del cantautore.
È stata indubbiamente una rara serata di televisione intelligente e perciò Fazio e lo staff del programma hanno tutta la mia riconoscenza, ma non sarebbe stato più utile, specialmente per chi, come me, di Gaber ha fatto in tempo a vedere e sentire su per giù solo gli ultimi dieci anni di vita, proporre filmati d’epoca in cui era l’artista stesso a cantare e parlare? Di sicuro il materiale non sarebbe mancato e invece di usarne una millesima parte (e solo come “copertina” del programma prima dell’inizio vero e proprio) si sarebbe potuto mostrare più copiosamente. E ciò vale per altri “speciali” fatti “in memoria di”…
Ciononostante, fra le molte canzoni note, il programma mi ha anche riservato delle sorprese, la più gradita delle quali è stata il monologo Secondo me la donna del 1996, ieri interpretato da una Luciana Littizzetto insolitamente composta. Lo propongo qui di seguito, perché lo condivido pienamente. E saperlo scritto da un uomo, me lo fa apprezzare ancora di più!

Clarissa Egle Mambrini

Alcuni passaggi del monologo di Gaber (ma leggeteli dopo aver visto il video, sennò vi rovinate la sorpresa!):

«Secondo me la donna è donna da subito. L’uomo… è uomo a volte prima, a volte dopo, a volte mai!»

«Secondo me una donna innamorata imbellisce. Un uomo… rincoglionisce!»

«Secondo me le donne quando ci scelgono, non amano proprio noi. Forse una proiezione, un sogno, un’immagine che hanno dentro… Ma quando ci lasciano siamo proprio noi quelli che non amano più.»

«“Donna… L’angelo ingannatore.” L’ha detto Baudelaire.
“Donna… Il più bel fiore del giardino.” L’ha detto Goethe.
“Donna… Femmina maliarda.” L’ha detto Shakespeare.
“Donna, sei tutta la mia vita.” L’ha detto un mio amico ginecologo!»

«Secondo me la donna e l’uomo sono destinati a rimanere assolutamente differenti. E contrariamente a molti io credo che sia necessario mantenerle se non addirittura esaltarle queste differenze, perché è proprio da questo incontro/scontro tra un uomo e una donna che si muove l’universo intero. All’universo non gliene importa niente dei popoli e delle nazioni. L’universo sa soltanto che senza due corpi differenti e due pensieri differenti non c’è futuro.»

Annunci