NOVARA – Assente da 8 anni dal palco del Coccia, L’Italiana in Algeri è tornata in questo fine settimana nel teatro novarese in un elegante allestimento che ha debuttato al Fraschini di Pavia lo scorso novembre. A 200 anni esatti dalla prima rappresentazione, al Teatro San Benedetto di Venezia, la celebre opera buffa di Rossini ha divertito il pubblico, che però ci si aspettava rispondesse con maggiore affluenza, vista la notorietà di questo titolo nonché la vicinanza delle date dello spettacolo alla festività del Santo Patrono (San Gaudenzio, 22 gennaio).
La regia di Pieri Luigi Pizzi ripresa dal light designer Paolo Panizza è rimasta nel solco della tradizione dando tuttavia un tocco personale all’allestimento, in cui si è messa molto in evidenza la netta contrapposizione fra le concezioni maschiliste dei personaggi che pensano di poter disporre delle donne a proprio piacimento come fossero oggetti e la scaltrezza tutta femminile della protagonista, Isabella, consapevole del potere che ogni donna può esercitare sull’altro sesso con il proprio fascino. La storia, ispirata al librettista da una vicenda realmente accaduta nel 1805, è stata spostata in avanti di circa un secolo rispetto all’originale, almeno a giudicare dagli sfarzosi e colorati abiti occidentali di Isabella, che costituivano da soli uno spettacolo nello spettacolo, e l’eroina, già abile di per sé, è stata resa ancora più moderna e spavalda, con tanto di frusta per tenere a bada gli uomini all’occorrenza.

L'Italiana in Algeri - ASLICO

La contralto Carmen Topciu è stata molto brava, per quanto riguarda l’aspetto puramente mimicointerpretativo, nel rendere lo spirito di questo personaggio, ma non mi è parsa totalmente convincente dal punto di vista eminentemente canoro (specialmente nel primo atto), dove invece hanno primeggiato i bassi Bruno Taddia (Taddeo), perfetto, e Abramo Rosalen (Mustafà), calorosamente applauditi al termine della serata insieme alla soprano Sonia Ciani (Elvira). Tutto il cast in generale si è dimostrato secondo me valido dal punto di vista recitativo e ben affiatato, con un buon equilibrio nelle scene d’insieme – si veda il finale del primo atto in cui tutti cantano suoni onomatopeici muovendosi meccanicamente come burattini –, ma, a parte le eccezioni sopra citate e in qualche punto il giovane tenore Enea Scala (Lindoro), i singoli cantanti non mi sono sembrati ai massimi livelli.
Molto buone invece le prove dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, vigorosamente diretta da Francesco Pasqualetti, e del Coro ASLICO, diretto da Diego Maccagnola.
Scenografie (che ricostruivano il serraglio del Bey di Algeri), costumi e luci, dai caldi colori orientali, hanno offerto un’atmosfera da Mille e una notte, che ha ulteriormente trasportato la vicenda narrata nel regno del gioco e della finzione, dove – come fa notare Francesco Pasqualetti nella presentazione dell’opera – logica e morale sono sospese, come nei sogni, dando sfogo a liberatorie risate. Simpatica la trovata di trasformare la tirata del corsaro Haly (il basso Davide Luciano) contro le donne italiane nel secondo atto in una lezioncina fatta ai suoi uomini con tanto di bacchetta in mano ad indicare sensuali nudi femminili (dei dipinti proiettati su un fondale), simboli del pericolo che si insinua fra le belle forme muliebri. Così come assai divertente è stata, sempre nel secondo atto, la scena in cui Mustafà, appena nominato Pappataci, ed Isabella mangiano una vera pizza.

Prossimo appuntamento al Coccia domenica 27 alle ore 16.00 con l’opera per bambini Brundibàr di Hans Kràsa, coprodotta dalla Fondazione e dall’Accademia M. Langhi di Novara in occasione della Giornata della Memoria. Biglietti a € 15,00 (intero) e € 10,00 (ridotto per ragazzi inferiori ai 14 anni) disponibili on line sul sito www.fondazioneteatrococcia.it oppure in biglietteria, aperta dal martedì (eccezionalmente anche a San Gaudenzio) al sabato dalle 10.30 alle 18.30, tel. 0321.233201.

18 e 20 gennaio 2013, Teatro Coccia
L’ITALIANA IN ALGERI
Dramma giocoso in due atti su libretto di Angelo Anelli
Musica di Gioachino Rossini
Con Carmen Topciu (Isabella), Enea Scala (Lindoro), Bruno Taddia (Taddeo), Abramo Rosalen (Mustafà), Sonia Ciani (Elvira), Alessia Nadin (Zulma), Davide Luciano (Haly)
Maestro Concertatore e Direttore Francesco Pasqualetti
Regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi ripresi da  Paolo Panizza
Lighting designer Paolo Panizza
Movimenti coreografici Isa Traversi
Maestro del coro Diego Maccagnola
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Coro ASLICO del Circuito Lirico Lombardo
Coproduzione Teatri del Circuito Lirico Lombardo, Fondazione Teatro Coccia di Novara, Teatro Alighieri di Ravenna

Spettacolo visto venerdì, 18 gennaio 2013

 
 
Clarissa Egle Mambrini

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