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NOVARA – Noti al pubblico televisivo per essere protagonisti di fortunate e longeve fiction come Un medico in famiglia e Tutti pazzi per amore, Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi sabato sera hanno riempito il Coccia di spettatori in ogni ordine di posti (peccato che – come al solito – di giovani ce ne fossero ben pochi…). Interpreti di una pièce inglese che ha permesso ai due attori di sfoggiare la propria bravura, Savino e Solfrizzi hanno divertito ed entusiasmato il pubblico per più di un’ora e mezza nei panni di diverse coppie alle prese con matrimoni in crisi. Due di noi di Michael Frayn raccoglie tre atti unici, messi in scena consecutivamente senza nessun intervallo, ed è un vero tour de force per gli attori, chiamati ad interpretare tutti i personaggi passando velocemente da uno all’altro con tanto di cambio di abiti e parrucche, per non parlare delle diverse caratteristiche fisiche e psicologiche che li contraddistinguono.
La scenografia (di Antonio Panzuto) resta fissa per tutto lo spettacolo ed è giocata su due piani, che però vengono sfruttati entrambi solo nella terza parte. Di volta in volta, grazie all’ausilio di differenti oggetti di scena, il palco è una camera da letto con accanto il bagno, poi un salotto, e infine un soggiorno con accanto sala e cucina e al piano superiore la toilette. Gli abiti (di Barbara Bessi), prevalentemente colorati ed estrosi, e le acconciature sono tipicamente anni Settanta. Le luci (di Alessandro Verazzi) iniziano con toni vagamente stranianti nella prima parte mentre diventano più naturalistiche nel corso dello spettacolo.
Si parte con Black and Silver, atto di circa un quarto d’ora in cui vediamo una coppia in “vacanza” a Venezia nella stessa camera d’albergo in cui passò la luna di miele anni prima. Ora i due sono insieme al loro bimbo in fasce e di notte, non riuscendo a dormire a causa dei suoi capricci mentre dalla stanza del piano di sopra arrivano ben altri “rumori molesti”, marito e moglie ripensano a come erano prima della sua nascita, arrivata troppo tardi. Tra gag e battute velate da un po’ di amarezza, questo primo episodio scivola via velocemente, condito da un buon ritmo e da sane risate del pubblico.
Il secondo atto unico, invece, Mr. Foot, di circa venti minuti, fa calare la tensione e può forse risultare leggermente noioso, anche se bisogna riconoscere che ha dato modo alla Savino di dimostrare ulteriormente le proprie ottime doti di interprete, trattandosi praticamente più di un suo monologo con il piede (soprannominato “Zampetta”) del marito che di un dialogo vero e proprio. (Tra l’altro, questo rapporto fra una moglie chiacchierona e un marito quasi assente, non vi ricorda vagamente Giorni felici di Samuel Beckett?).
Ma il brio del racconto riprende immediatamente nel terzo atto unico, Chinamen, commedia degli equivoci che per un’ora tiene incollato il pubblico alle poltrone, regalando tanti momenti spassosi e gustose risate e strabiliando per il trasformismo degli attori, che interpretano contemporaneamente cinque personaggi: marito e moglie, infatti, stanno aspettando degli amici a cena quando scoprono che, per errore, hanno invitato, fra gli altri, una coppia da poco separata e il nuovo fidanzato di lei. Per rimediare non resta che fare in modo che i tre non si incontrino e così i due padroni di casa passano la serata a fare avanti e indietro da una stanza all’altra.
Sicuramente Due di noi ha perso il lato più graffiante che poteva avere nel 1970, quando fu rappresentata a Londra per la prima volta: oggi infatti di coppie che scoppiano se ne trovano ovunque, nella realtà come nella finzione. I motivi di incomprensione fra coniugi sono però ancora quasi sempre gli stessi e riderci su con intelligente ironia non passa mai di moda. Un plauso quindi alla scelta del regista Leo Muscato di ripescare lo humour inglese per parlare di temi sempre attuali con allegria e spensieratezza.

12 e 13 gennaio 2013, Teatro Coccia
DUE DI NOI
di Michael Frayn
Traduzione di Filippo Ottoni
Con Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi
Regia Leo Muscato
Scene Antonio Panzuto
Costumi Barbara Bessi
Disegno luci Alessandro Verazzi
Produzione Roberto Toni per ErreTiTeatro30 in collaborazione con LeArt’

Spettacolo visto sabato, 12 gennaio 2013

Clarissa Egle Mambrini

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