In giro per l’Italia da circa un anno dopo il debutto al Teatro Romano di Verona nel luglio2012_13_DIX_SOGNO_DI_UNA_NOTTE_DI_MEZZA_ESTATE_crop 2011 all’interno del Festival Shakespeariano, a metà novembre il Sogno di una notte di mezza estate diretto da Gioele Dix e interpretato da alcuni comici del programma televisivo Zelig ha fatto tappa anche al Teatro Coccia di Novara. A causa della collocazione di entrambe le date in serate feriali, il pubblico novarese – vuoi per la innata pigrizia vuoi per la mancanza di mezzi pubblici – non ha purtroppo aderito numeroso, nonostante il richiamo di noti volti televisivi, perdendo così l’occasione di assistere ad uno spettacolo esilarante, costruito con raffinata originalità.
Il testo shakespeariano, infatti, è stato trattato con rispetto seppure ripulito della sua sfera più aulica e anticheggiante. Il risultato è stata una rappresentazione dal linguaggio decisamente più contemporaneo, in cui non sono mancati doppi sensi e scenette comicamente sexy senza però mai scadere nella volgarità, anzi mantenendo a nostro avviso una certa fedeltà all’atmosfera goliardica e maliziosa della vicenda originale che molto probabilmente avrebbe apprezzato Shakespeare stesso. sogno 1Gioele Dix si è divertito a mescolare diversi generi teatrali, inserendo inoltre molte canzoni e brani musicali di varia derivazione (dal Rinaldo di Haendel a Over the rainbow di Judy Garland ne Il mago di Oz, da Guarda che luna! di Fred Buscaglione alla sigla dei Looney Tunes passando per I will survive di Gloria Gaynor e tanti altri ancora) eseguiti live dal bel duo formato dalla cantante Petra Magoni e dal contrabbassista Ferruccio Spinetti e alcune citazioni cinematografiche, come il botta e risposta «Duca» – «Dica!», che è il memorabile intercalare di Antonio De Curtis in Totò lascia o raddoppia?, o l’amore assillante di Teseo per Ippolita il quale, di fronte alla neosposa ubriaca, si domanda e si risponde da solo: «Cara, tu mi ami?… E allora lo vedi che la cosa è reciproca!», come l’insopportabile Furio creato da Carlo Verdone in Bianco Rosso e Verdone. Sono stati resi moderni e talvolta alternativi anche i personaggi: pensiamo alla volitiva e determinata Ippolita, ad Oberon, un re delle fate losco e stralunato quanto una rock star, al suo braccio destro Puck, allucinato per l’uso di “strane” sostanze e caratterizzato da una lunga chioma di dreadlocks.
Al di là comunque di tutti questi accorgimenti, l’intuizione vincente è sicuramente stata la scelta del gruppo di attori, che sono parsi molto affiatati e hanno divertito il pubblico dall’inizio alla fine, stupendo per bravura e professionalità. sogno 3Abituati infatti a vederli “nascosti” dietro i loro soliti personaggi di Zelig, è stata una bella sorpresa scoprirli anche ottimi interpreti comici. Ognuno di essi (Alessandro Betti, Maria Di Biase, Gianni Cinelli, Katia Follesa, Corrado Nuzzo, Marco Silvestri, Marta Zoboli) ha ricoperto due ruoli, come vuole il testo originale, ma l’attenzione del regista si è concentrata soprattutto sul gruppo di attori dilettanti ed imbranati intenti a preparare uno sgangherato spettacolo per le nozze del duca Teseo con la regina delle Amazzoni Ippolita, evidenziando così ulteriormente l’aspetto metateatrale dell’opera e dell’allestimento stesso, che si è valso di una scenografia fissa per tutta la rappresentazione raffigurante un’indeterminata «selva periferica postindustriale». Moderni e spesso appariscenti i costumi, talvolta contrassegnati da elementi distintivi di un dato personaggio (per esempio la testa di cavallo per Ippolita, le zeppe con tacco vertiginoso di Ermia/Quince).
Alla fine applausi per tutti, ma soprattutto per la trascinante Katia Follesa, campionessa di autoironia (che ad un certo punto dello spettacolo, in bilico su scarpe altissime, ha fatto il verso alla camminata insicura e ridicola dell’aspirante Miss Italia, suo personaggio di qualche anno fa), e per la sconosciuta Petra Magoni, cantante dalla voce straordinaria e versatile che ha vestito perfettamente i panni del folletto Puck.
Lo spettacolo sta proseguendo il suo tour in altre città italiane. Per maggiori informazioni, consultare il sito http://www.areazelig.it/mobile/mob_dettaglio.php?id=387

12 e 13 novembre 2012, Teatro Coccia
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di William Shakespeare
Traduzione e adattamento di Gioele Dix e Nicola Fano
Con
Alessandro Betti – Lisandro e Flute
Maria Di Biase – Titania e Ippolita
Gianni Cinelli – Demetrio e Snug
Katia Follesa – Quince ed Ermia
Corrado Nuzzo – Oberon e Teseo
Marco Silvestri – Bottom ed Egeo
Marta Zoboli – Snout ed Elena
e con
Petra Magoni – Puck
Ferruccio Spinetti – il contrabbassista
Regia Gioele Dix
Produzione Teatro Stabile di Verona e Bananas s.r.l.
in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

Spettacolo visto lunedì, 12 novembre 2012

Clarissa Egle Mambrini

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