[Articolo scritto il 24/10/2012]

Dopo i consensi ottenuti con l’inaugurazione della stagione lirica affidata a Morgan, lo scorso fine settimana il Coccia ha di nuovo ospitato un importante evento a livello nazionale e cioè il debutto del nuovo allestimento di Miseria e nobiltà coprodotto dal Teatro Stabile di Calabria e dal Teatro Quirino di Roma. Il testo, uno dei più celebri della tradizione napoletana, reso immortale nell’immaginario collettivo dalla versione cinematografica interpretata da Totò, era assente dalle scene novaresi dal marzo 2004, quando fu rappresentato dai fratelli Giuffré. Ora è tornato sul palco del Coccia nella versione di Geppy Gleijeses, che lo ha rielaborato in italiano attingendo dall’originale di Eduardo Scarpetta (del 1887), dall’adattamento del figlio Eduardo De Filippo (del 1953) e, appunto, dal film di Mario Mattoli interpretato da Totò (del 1954), senza tralasciare qualche richiamo all’attualità e alla crisi che ai giorni nostri sta portando alla miseria molte persone.
Il risultato è stato uno spettacolo vivace, ben calibrato e pieno di ritmo, che ha suscitato molte risate fra il pubblico, toccando l’apice con la famosissima scena dell’assalto alla pastasciutta fumante al termine del primo atto, ambientato nella povera stanza condivisa dalle famiglie dei due protagonisti, Felice e Pasquale.
Proprio per marcare ulteriormente la miseria totale in cui vivono questi personaggi, il primo atto si è svolto sul palcoscenico completamente spoglio, privo persino delle quinte, tanto da lasciar scorgere sullo sfondo il muro dell’edificio teatrale stesso. Unici oggetti di scena un tavolo e delle sedie, illuminati da una luce tenue e grigia, così come la quotidianità dei personaggi. Tutt’altra atmosfera invece nel secondo atto, ambientato nell’elegante salotto del cuoco arricchito Semmolone, le cui pareti erano ricche di quadri con cibi gustosi e ritratti di cuochi. Caldi i colori delle scenografie e dei divani presenti in scena così come le luci, a simboleggiare opulenza, agiatezza e una vita decisamente più serena rispetto a quella dei personaggi iniziali.
La compagnia, composta da validi caratteristi napoletani bravi uno più dell’altro, è apparsa affiatata sotto la direzione di Gleijeses, il quale, facendo il verso al Principe della Risata nell’intonazione di diverse battute, conosciute a memoria da molti spettatori, ha vestito i panni di Felice Sciosciammocca. Al suo fianco Lello Arena, eccezionale e spassoso nel ruolo di Pasquale, che ha interpretato in modo convincente pur non perdendo del tutto alcune proprie riconoscibili caratteristiche, specie nella pronuncia di certe frasi e parole. Marianella Bargilli , nonostante le origini toscane, è stata una brava Luisella, addirittura strepitosa nel secondo atto, così come una menzione speciale meritano Gigi De Luca, nei panni di Semmolone, Gino De Luca, un riuscito Luigino che molto ricordava l’interpretazione fatta da Carlo Croccolo nel film di Mattoli, e il piccolo Francesco De Rosa nel ruolo di Peppeniello, tenero e divertente.
Un ottimo inizio insomma per la stagione di prosa del Coccia nonché per la  tournée dello spettacolo, che fino ai primi di febbraio girerà in lungo e in largo l’Italia.

MISERIA E NOBILTÀ
di Eduardo Scarpetta
Regia di Geppy Gleijeses
Con Geppy Gleijeses, Lello Arena, Marianella Bargilli
e con Gigi De Luca,
Gina Perna, Antonio Ferrante, Gino De Luca, Loredana Piedimonte, Antonietta D’Angelo, Vincenzo Leto, Jacopo Costantini, Silvia Zora, Francesco De Rosa
Scene Francesca Garofalo
Costumi Adele Bargilli
Musiche Matteo D’Amico
Luci Luigi Ascione
Produzione Teatro Stabile di Calabria e Teatro Quirino

Spettacolo visto sabato, 20 ottobre 2012

Clarissa Egle Mambrini
(Foto di Federico Riva)

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