[Articolo già pubblicato il 28/10/2012 su http://lazzurroblog.wordpress.com/2012/10/28/teatro-coccia-e-i-giovani/]

Lo scorso 25 ottobre, all’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro a Novara, si è svolto un interessante incontro organizzato dal Coccia per avvicinare i giovani all’affascinante mondo del teatro e, in particolare, ad alcuni spettacoli dei cartelloni Prosa e Varie-Età inseriti nell’abbonamento dedicato ai ragazzi sotto i 27 anni di età. Relatore Andrea Bisicchia, critico, saggista e docente di Organizzazione del teatro e dello spettacolo alla Cattolica di Milano, il quale, con l’ausilio di alcuni filmati, ha illustrato i quattro titoli dell’abbonamento under 27, accomunati – come ha sottolineato il professore – dal rapporto fra razionale e irrazionale, presente in essi con diverse modalità.
Il primo è Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, che, mescolando alcuni generi drammaturgici e affrontando tematiche tipiche del genio inglese come l’amore e il desiderio mimetico, ad un certo punto narra anche di una compagnia di dilettanti (molto diffuse quando il testo fu scritto nel 1595) alle prese con la messa in scena di uno spettacolo, particolare metateatrale che diventa centrale nell’originale versione firmata da Gioele Dix. Il noto attore ha chiamato a raccolta alcuni giovani comici di Zelig, dando vita ad un curioso esperimento che, pur «senza tradimenti al testo, alla sua carica vitalistica, alle sue preziose ambiguità, alla sua fantasiosa e dirompente comicità […] ne reinventa il linguaggio e lo smarca dal rischio della convenzione».
Il secondo è un altro spettacolo metateatrale, Servo di scena di Ronald Harwood, diretto e interpretato dal grande Franco Branciaroli, il quale sta portando avanti un percorso di esplorazione del teatro nel teatro attraverso la rappresentazione di diversi testi. In questo spettacolo (scritto e ambientato nel 1940), il protagonista è un grande attore al tramonto e in piena crisi, che necessita dell’aiuto psicologico del fidato servo di scena per continuare il proprio mestiere senza arrendersi. Come ha ricordato Bisicchia raccontando un aneddoto su Gianni Santuccio – il quale una sera arrivò a teatro per una recita di Finale di partita di Samuel Beckett convinto di non stare bene e di non essere in grado di fare lo spettacolo mentre invece, dopo essere stato rassicurato sulla presenza di due medici in sala, entrò in scena e fu eccezionale – i grandi attori sono in effetti i più labili perché vogliono sempre dare tutto e dare il meglio e proprio perciò sono maggiormente soggetti ad ansie e timori, che talvolta rischiano di bloccarli. Servo di scena si presenta quindi come un’ottima occasione per conoscere il mondo del teatro – di cui mostra soprattutto la parte nascosta, cioè ciò che succede dietro le quinte – e restarne affascinati.
Ma il titolo che forse vale tutta la stagione di prosa (senza nulla togliere agli altri) è La resistibile ascesa di Arturo Ui di Bertolt Brecht, premiato nell’ottobre 2011 come Migliore Spettacolo dell’anno dall’Associazione Nazionale Critici del Teatro e interpretato dal grande attore novarese Umberto Orsini, che ritorna nella sua città dopo La tempesta rappresentata al Coccia nel febbraio 2010. Il testo, composto tra 1940 e 1941, parla di crisi economica e di potere ed è fortemente attuale, tanto da sembrare scritto ai giorni nostri. Ambientato nella Chicago del 1929, nel pieno della crisi economica, narra l’ascesa al potere del gangster Arturo Ui: un modo per il tedesco Brecht, esiliato da nove anni dalla propria patria, per raccontare la genesi del nazismo e la conquista del potere da parte di Adolph Hitler attraverso allegorie ed elementi grotteschi. Inserendo inoltre molte canzoni, l’autore dà al pubblico la possibilità di non immedesimarsi con ciò che viene rappresentato obbligandolo a riflettere, un procedimento tipico dello “straniamento” brechtiano. Come si evince sin dal titolo, però, l’ascesa di Arturo Ui è “resistibile”, poiché se se ne ha la volontà si può resistere a qualsiasi forma di dittatura, stando comunque in guardia da questa mostruosità sempre in agguato che può creare altri mostri. Lo spettacolo, che per le canzoni si avvale delle musiche della celeberrima Opera da tre soldi, si preannuncia come un appuntamento imperdibile per il pubblico novarese, soprattutto perché offre finalmente l’occasione di assistere alla messinscena di un testo di Brecht, autore piuttosto ignorato nella storia passata del Coccia.
Infine, quarto e ultimo titolo dell’abbonamento under 27 è L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, rappresentante di un tipo di teatro psicologico avversato da Brecht, fautore invece di un teatro civile e politico. Un legame fra i due autori è dato però dal grottesco, presente nella produzione di entrambi ed elemento tipicamente italiano che mescola comico e tragico. L’uomo, la bestia e la virtù, uno dei primi testi teatrali di Pirandello, scritto intorno al 1916, quando in Italia si diffonde il teatro grottesco, è sintomatico dell’intera produzione drammatica dell’autore siciliano, che prende la struttura del tipico dramma borghese allora tanto di moda e lo distrugge.
Dopo questa interessante lezione, Bisicchia si è soffermato sulla volontà, da parte della direzione del Coccia, di dare una svolta al teatro novarese, una svolta possibile solo grazie alla partecipazione di un pubblico nuovo e giovane, che deve imparare a conoscere il teatro, a frequentarlo per la sua bellezza (e non solo come evento mondano) e ad amarlo: perché il teatro non ha mezze misure, « il teatro si ama. Di teatro ci si ammala», ha affermato il professore (e la sottoscritta condivide pienamente). Bisicchia ha inoltre sottolineato come di uno spettacolo, se vissuto in maniera profonda, non si è solo spettatori bensì testimoni. E proprio per formare un nuovo pubblico, il Coccia ha inoltre indetto un concorso per i giovani che vorranno cimentarsi nella redazione di recensioni degli spettacoli compresi nell’abbonamento under 27. Gli articoli vanno inviati via mail all’indirizzo dell’Ufficio Stampa, ufficio.stampa@fondazioneteatrococcia.it, con oggetto “Recensione spettacolo”. I partecipanti devono essere al di sotto dei 27 anni oppure, se hanno già superato questa età, essere studenti universitari muniti di tessera. Non è obbligatorio recensire tutti e quattro gli spettacoli, così come non è vincolante aver acquistato l’abbonamento. Le recensioni verranno tutte inserite sul sito del teatro mentre le tre vincitrici, decretate da una commissione di esperti del settore, saranno addirittura pubblicate su riviste specializzate.
Speriamo che la dozzina di ragazzi presenti all’incontro faccia opera di proselitismo – come auspicato da Bisicchia – e che a successive eventuali lezioni il loro numero cresca, così come quello degli insegnanti delle scuole superiori, invitati ma per la maggior parte assenti – cosa secondo noi molto grave. Nascondendosi dietro la scusa del prezzo del biglietto, i giovani novaresi – come probabilmente accade in molte altre realtà di provincia – purtroppo non sono mai stati grandi frequentatori teatrali (chi lo dice ha meno di trent’anni e numerosi tentativi falliti alle spalle per quanto riguarda il fatto di convincere i coetanei ad assistere a qualche spettacolo). Ammesso che sicuramente ci sarà chi per seri motivi economici non può permettersi di venire spesso a teatro, sappiamo per esperienza personale che nella maggior parte dei casi non sono i soldi a mancare ma la voglia. I ragazzi preferiscono spendere le stesse cifre di un biglietto teatrale – se non molto di più – per dedicarsi solitamente a passatempi secondo noi più futili (discoteca, giro di diversi locali in una sola sera, acquisto di qualsiasi oggetto tecnologico di ultima generazione e via dicendo): quello che dovrebbero capire è che uno spettacolo teatrale non esaurisce la sua forza nella durata sul palcoscenico, ma è qualcosa che nutre la mente e l’anima per sempre, cosa che invece il rumore di una discoteca, l’alcool e i cellulari non possono fare. Per questo motivo i soldi spesi per il teatro (o per un libro, per una mostra, per qualsiasi forma d’arte) sono ben spesi e un buono spettacolo li vale tutti. Il Coccia, inoltre, da anni offre diverse opportunità per comprare i biglietti e prezzi agevolati: i minorenni e gli studenti universitari muniti di tessera possono infatti assistere a tutti gli spettacoli della stagione teatrale usufruendo di uno sconto del 20% e chiunque, di qualsiasi età, può acquistare i carnet, che consentono di avere uno sconto del 30% sul singolo biglietto. Da quest’anno, i ragazzi al di sotto dei 27 anni hanno appunto anche la possibilità di assistere ai quattro spettacoli di cui abbiamo parlato sopra a prezzi ancora più vantaggiosi grazie all’abbonamento a loro dedicato: a seconda dei settori, il costo – comprensivo di tutti e quattro i titoli – varia da un minimo di € 30,00 ad un massimo di € 60,00. Se a ciò si aggiunge la lodevole iniziativa di organizzare una piacevole lezione di storia del teatro come quella tenuta ieri dal professor Bisicchia, è proprio il caso di dire che il Coccia sta facendo molto per andare incontro ai giovani. Ora tocca a loro rispondere in modo adeguato, si spera anche grazie ad una maggiore collaborazione degli insegnanti e, magari, delle famiglie.

ABBONAMENTO UNDER 27
Sogno di una notte di mezza estate – Lunedì 12 e martedì 13 novembre 2012, ore 21.00
Servo di scena – Mercoledì 27 e giovedì 28 febbraio 2012, ore 21.00
La resistibile ascesa di Arturo Ui – Sabato 16 e domenica 17 marzo 2013, ore 21.00
L’uomo, la bestia e la virtù – Giovedì 18 e venerdì 19 aprile 2013, ore 21.00
Acquistabile presso la biglietteria del Teatro Coccia, aperta da martedì a sabato dalle 11.30 alle 17.30, tel. 0321.233201, oppure on line sul sito www.fondazioneteatrococcia.it.
Per informazioni e aggiornamenti, è possibile consultare anche le pagine Facebook e Twitter della Fondazione Teatro Coccia.

Clarissa Egle Mambrini

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