[Articolo già pubblicato l’11/05/2012 su http://lazzurroblog.wordpress.com/?s=frankenstein]

Dopo gli appuntamenti di stamane per gli studenti delle scuole secondarie, questa sera alle 21.00 per tutto il pubblico, al Teatro Coccia si alza il sipario su un classico della letteratura, Frankenstein, recitato in lingua inglese dalla Arcadia Productions, compagnia nata a Milano nel 1994 e specializzata proprio nell’allestimento di spettacoli in inglese pensati appositamente per un pubblico italiano.
Scritto tra il 1816 e il 1817 dalla diciannovenne Mary Wollstonecraft Godwin, figlia di due noti letterati e moglie dell’illustre poeta Percy Shelley, e pubblicato anonimo nel 1818 con il titolo di Frankenstein, or the Modern Prometheus, questo romanzo ebbe un successo immediato, tanto che già pochissimi anni dopo fu rielaborato e adattato per le scene. Diverse furono le versioni teatrali, solitamente suddivise in tre atti, dalle quali poi nel Novecento prese spunto la maggior parte delle trasposizioni cinematografiche. Curiosa è la genesi del romanzo, narrata dall’autrice stessa nell’introduzione alla seconda edizione, pubblicata nel 1831 con alcune modifiche e aggiunte rispetto al testo originale e recante il suo nome. Percy Shelley e la sua giovane amante Mary (i due si sarebbero sposati solo alcuni mesi dopo) nell’estate del 1816 erano ospiti di Lord Byron, insieme al medico Polidori, in una villa sul lago di Ginevra; i quattro amici, trovandosi costretti dalla pioggia a passare in casa le giornate, si immersero nella lettura di storie di fantasmi e ad un certo punto decisero di gareggiare provando a scrivere ognuno una storia altrettanto paurosa. Complice però il ritorno del sole, i tre uomini abbandonarono presto l’impresa, mentre Mary perseverò, finché una notte, dopo aver ascoltato Shelley e Byron parlare di recenti esperimenti scientifici volti a dar vita alla materia inorganica nonché a rianimare corpi già morti, la giovane – la quale, particolare non da poco, era diventata madre da qualche mese e sarebbe rimasta nuovamente incinta nei mesi successivi, durante la stesura del romanzo – ebbe l’intuizione vincente e cominciò ad immaginare la sua mostruosa creatura.
Trattandosi di un classico, è scontato dire che ancora oggi questo capolavoro letterario è in grado di affascinare il lettore e di farlo riflettere su molte tematiche, rivelando la sua modernità ed attualità. In un mondo come quello odierno, dove purtroppo dilaga la violenza, spesso suscitata dall’incomprensione, le vicissitudini e i tormenti del mostro creato dal dottor Frankenstein diventano interessanti spunti di riflessione per comprendere per esempio la genesi del male: per dirla semplificando, cattivi si nasce o si diventa? E di chi sono le responsabilità?
A partire da simili interrogativi, lo spettacolo portato in scena dalla Arcadia Productions sul palco del Coccia si concentra sul rapporto creatore-creatura e sulle conseguenze derivanti dalla scelta di mettere al mondo una nuova vita. Ispirandosi al testo della Shelley, il regista, attore e scrittore Graham Spicer, infatti, propone una versione che mescola elementi orrorifici e gotici del romanzo ad atmosfere leggere e divertenti tipiche delle parodie cinematografiche di questa storia, tra le quali la più famosa è Frankenstein Junior di Mel Brooks (1974). Il rapporto con la settima arte si percepisce inoltre dalle musiche utilizzate, scelte fra alcune note colonne sonore di film thriller e horror, da quelli di Alfred Hitchcock a quelli di Dario Argento. Contrariamente però a quanto accade nel romanzo, in questa versione teatrale la vicenda della creatura mostruosa si evolve positivamente e, come si legge nella presentazione dello spettacolo – in cui si citano tra l’altro alcune tematiche come la bioetica, l’ambizione, il razzismo, l’irresponsabilità e il pregiudizio – il creatore stesso « matura, capisce il suo sbaglio, accetta la responsabilità di aver portato un’entità vivente nel mondo, e con determinazione riesce a mettere a posto i suoi errori. Qui la metafora delle responsabilità dei genitori o perfino di un padrone con il suo cane è facile da capire».
Appuntamento quindi a teatro per lasciarsi coinvolgere dal fascino gotico di una storia che ormai popola la nostra fantasia da quasi duecento anni.
Biglietti da € 15,00 a € 30,00 (intero) e da € 12,00 a € 24,00 (ridotto). Per informazioni contattare la biglietteria del teatro: tel. 0321.233200, dalle 11.30 alle 17.30 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Per un ulteriore approfondimento sullo spettacolo e sul cast, consultare il seguente link: http://www.fondazioneteatrococcia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=217&Itemid=543.

Frankenstein
THEATRE IN ENGLISH
Testo di Graham Spicer ispirato all’omonimo romanzo di Mary Shelley

Regia: Graham Spicer
Scene e costumi: Carlo Orlandi
Disegno luci: Roberto Finzio
Musica: autori vari
Interpreti: Graham Spicer, Carlo Orlandi, Yvonne Worth
Produzione: Arcadia Productions sas

Clarissa Egle Mambrini

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